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 1997  agosto 25 Lunedì calendario

Se un uomo d’affari sempre in viaggio fra le capitali del mondo non vuole rinunciare al suo rasoio elettrico, è costretto a portarsi dietro un arsenale di trasformatori e di adattatori per prese di corrente

• Se un uomo d’affari sempre in viaggio fra le capitali del mondo non vuole rinunciare al suo rasoio elettrico, è costretto a portarsi dietro un arsenale di trasformatori e di adattatori per prese di corrente. Solo in Europa convivono ancora oggi più di trenta differenti tipi di spine e di prese elettriche, mentre molti continenti sono divisi tra loro non solo dagli oceani ma anche da voltaggi diversi. Provate a immaginarvi le difficoltà e i fastidi che dovrebbe sopportare il nostro uomo d’affari se, oltre alle prese, persistesse anche un caos nella normativa che regolamenta le misure di un semplice foglio di carta. In ogni singola nazione ci sarebbero differenti grandezze e misure e, di conseguenza, anche diversi formati standard per i fax, le stampanti, le macchine da scrivere, i registri le cartelle per documenti, le buste per le lettere, gli scanner o i monitor dei computer.
• Da 75 anni a questa parte, però, quasi tutto il mondo è unito, almeno sulla carta. Nell’agosto del 1922 infatti il Deutsches Institut fur Normung, meglio noto sotto la sigla Din, ebbe un’idea apparentemente banale ma in realtà rivoluzionaria. Quella, cioè, di creare una serie di formati standard per i fogli di carta. E la data di nascita del Din-A4, il foglio di carta di 210 mm di larghezza per 297 di lunghezza. che tutti i giorni teniamo nelle nostre mani ogni qualvolta utilizziamo una fotocopiatrice, una macchina per scrivere, una stampante. O quando andiamo a prendere un documento ufficiale in questura o una pagella a scuola.
• L’idea di trovare una normativa che regolamentasse una volta per tutte in un formato standard la grandezza di un foglio di carta non era nuova. Già nel 1389, come racconta il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, il cosiddetto «statuto di Bologna» fissò quattro differenti grandezze per fogli di carta su una lapide in marmo. Quattro secoli più tardi, la Prima repubblica francese, sancendo invece le imposte per documenti ufficiali in base alla grandezza dei fogli sui quali venivano pubblicati, intraprese un nuovo tentativo nella standardizzazione dei formati.
• C’è voluta però la perseveranza tedesca per imporre finalmente al mondo un formato uguale per tutti. Fino al 1922, infatti, ogni singola tipografia stampava i fogli in ogni forma e grandezza. Buste per lettere, registri e quaderni potevano avere le dimensioni più disparate, per la gioia forse dei consumatori, ma per la disperazione dei commercianti, dell’industria tipografica, dei servizi postali e delle amministrazioni pubbliche.

• Il brevetto numero 476 dell’istituto normativo tedesco ha posto fine all’anarchia cartografica elencando minuziosamente un’intera scala di grandezze standard per i fogli di carta dell’era industriale: partendo dal formato base dell’A0 (dalle dimensioni 840 per 1.189 millimetri), l’istituto Din ha fissato complessivamente undici misure, ciascuna delle quali grande esattamente la metà rispetto a quelle precedenti.
• Il foglio di carta A4 si ottiene dividendo a metà un foglio A3, che a sua volta risulta dalla divisione di uno A2 e così via. Questo semplice meccanismo moltiplicatore ha permesso all’industria cartografica di produrre un solo grande rotolo di carta, che successivamente poteva essere diviso nei singoli formati senza sperpero di materia prima. Il foglio A4, per il classico formato ”lettera”, è da considerarsi come precursore di una comunicazione di massa in un mondo che già 75 anni fa dava i primi segni di globalizzazione. Pochi mesi dopo la pubblicazione del brevetto, i ministeri tedeschi delle Poste, quello dell’Economia e quello dei Trasporti adottarono lo standard Din-A4 per la propria corrispondenza; e già nel 1934 il nuovo formato fu raccomandato a livello europeo, anche se solo nel 1975 verrà poi definitivamente fissato a norma vigente. A 75 anni dalla sua introduzione il foglio Din-A4 ha conquistato il mondo, fatta eccezione per gli Stati Uniti e il Canada che hanno a loro volta delle norme leggermente differenti dalle nostre. Ma non è certo la concorrenza transatlantica a mettere in pericolo le sorti dell’ormai maturo foglio A4. Nell’era della comunicazione e della posta elettronica, dei modem e di Internet, il rigido formato A4 potrebbe sembrare superfluo. Potrebbe! In realtà molte delle informazioni digitali finiscono per materializzarsi e vengono stampate su semplici fogli di carta. Per scaramanzia? Per senso dell’abitudine? Per diffidenza nei confronti delle nuove tecnologie? Chissà! Fatto sta che molte aziende informatiche offrono da tempo sul mercato monitor in grado di raffigurare in scala uno a uno un’intera pagina. In formato A4.