Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 21 luglio 1997
La prima esecuzione tramite iniezione letale fu eseguita nel 1982 dallo Stato del Texas
• La prima esecuzione tramite iniezione letale fu eseguita nel 1982 dallo Stato del Texas. La tecnica è questa: si inietta per via endovenosa del Thiopental sodico, cioè del bromuro di pancurnio, un barbiturico rilassante che paralizza il diaframma ed i polmoni, mischiato con del cloruro di potassio, che provoca un arresto cardiaco.
• Lo stato dell’Oklahoma nel 1977 decise di autorizzare l’esecuzione tramite iniezione letale. Risultava più economica della costruzione di una nuova sedia elettrica e di una camera a gas.
• La prima condanna eseguita fu l’esecuzione di Charlie Brooks. Giustiziato il 7 dicembre 1982 per omicidio volontario. Impiegò sette minuti per morire. L’ultima in ordine di tempo dovrebbe essere quella di Joseph O’Dell, la cui esecuzione è prevista per sabato prossimo se la sollevazione dell’opinione pubblica mondiale (Papa in testa) non la impedirà.
• L’iniezione non è un metodo particolarmente umano. Vi sono dei soggetti sulle quali i barbiturici hanno degli effetti particolari: mentre le altre sostanze gli paralizzano i polmponi, loro restano perfettamente coscienti. Muoiono alla fine lentamente e atrocemente per soffocamento.
• Altro rischio è quello che l’ago centri un’arteria o un muscolo anziché una vena. In tal caso gli effetti saranno dolorosissimi. Mary Lou Anderson, la prima donna a ricevere l’iniezione mortale, nel 1985 spirò dopo tredici minuti. James Autry, giustiziato nel 1984, urlò di dolore per dieci minuti prima di andarsene.
• Nel 1992, durante l’esecuzione di Recky Rector, i boia impiegarono più di un’ora per trovare la vena in cui iniettare la soluzione. Il condannato assisteva alla ricerca legato sul lettino.