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 1996  agosto 12 Lunedì calendario

Sull’ultima frontiera della guerra fredda il mondo gioca un poker davvero rischioso con una nazione in agonia, ma armata fino ai denti, e con un leader avvolto dal mistero

• Sull’ultima frontiera della guerra fredda il mondo gioca un poker davvero rischioso con una nazione in agonia, ma armata fino ai denti, e con un leader avvolto dal mistero. Di Kim Jong II, il figlio del dittatore nordcoreano Kim Il Sung e suo supposto erede, si ignorano idee, carattere, programmi. Non ha mai concesso un’intervista, mai tenuto un discorso pubblico. Non si sa neppure con certezza se sia sano di mente né se abbia in pugno il potere, siccome a due anni dalla scomparsa del padre non ha ancora ottenuto le cariche di presidente e di segretario del partito. Si sa che è pronto a tutto per salvare l’unico regime stalinista sopravvissuto alla storia, e che dispone di un mostruoso apparato bellico: un milione e 200mila soldati,l 4 mila carri armati, 500 caccia e bombardieri, un centinaio di missili, mille tonnellate di armi chimiche e batteriologiche e, forse, un paio di rudimentali bombe atomiche, «probabilmente non trasportabili», secondo gli esperti occidentali.
• I diplomatici di kim jr. garantiscono che il Nord Corea chiede solo pace, amicizia e, con urgenza, viveri. Perché dopo 50 anni di "paradiso comunista" il Paese è alla fame e se il mondo non si sbriga a fornirgli maggiori aiuti la popolazione comincerà a morire d’inedia. La colpa della carestia viene attribuita alle piogge torrenziali che nell’agosto scorso hanno distrutto raccolti, case, ponti, sistemi d’irrigazione. La catastrofe ha fatto perdere un milione e mezzo di tonnellate di riso, confermano gli esperti Onu, che però aggiungono:«Il diluvio ha solo inflitto il colpo di grazia. Da anni l’agricoltura declinava a causa di politiche collettivistiche assurde e scarsità di fertilizzanti».
• La crisi ha avuto inizio nell’89, quando il crollo dell’Urss ha dimostrato che il dogma numero uno di Kim Il Sung, la "Juche", l’autosufficienza, era una finzione. Appena persi gli aiuti di Mosca l’economia nordcoreana è andata a picco. I due terzi delle fabbriche sono fermi per mancanza di carburanti, le città sono al buio dopo il tramonto e hanno trascorso l’inverno senza riscaldamento. Già nel ’91, quando il governo aveva cominciato a ridurre le razioni alimentari, la tv aveva invitato a stringere la cinghia, e ora la radio spiega quali erbe, radici e scorze d’albero sono commestibili. Cathi Zellweger, che per la Caritas ha svolto nell’ultimo anno otto missioni in Nord Corea, racconta: «A ogni viaggio la gente è più magra, più spiritata. Le razioni sono ridotte a un solo magro pasto quotidiano e i bambini appaiono denutriti. A quanto ci risulta, per ora nessuno muore, perchè il sistema di distribuzione pubblico del riso spartisce in maniera equa il poco che resta. Ma i prossimi mesi, fino al raccolto d’ottobre, saranno più duri». Una donna fuggita in Cina con i figli, e accolta in Sud Corea, ha tuttavia rivelato che già oggi in alcune aree si muore. «Bambini abbandonati vengono trovati morti nei campi, anziani si uccidono per lasciare le razioni a figli e nipoti» ha detto.
• Il Pam, Programma alimentare mondiale, che in inverno aveva stentato a ottenere contributi per un primo invio di soccorsi, ha ora raccolto 6 milioni di dollari dagli Usa, altrettanti dal Giappone e 3 milioni dal Sud Corea. Però occorrono ancora fondi per comprare e spedire con premura altre 400 mila tonnellate di cereali.
• Inquietudini sono state sollevate dalle dichiarazioni fatte in maggio da un pilota nordcoreano rifugiatosi al Sud. «Kim Jong II - ha detto l’ufficiale - approfitta degli aiuti per non ridurre le scorte dell’esercito e destina tutte le risorse di petrolio ai preparativi di guerra». Gli esperti stranieri rimangono scettici, e ritengono che le manovre militari dei mesi scorsi, così come i ripetuti sconfinamenti lungo la zona smilitarizzata, siano un bluff. «Kim Jong II non è più in grado di muovere la sua macchina bellica. Gli restano i missili, ma se li usasse la reazione delle forze sudcoreane e americano cancellerebbe il Nord Corea» sostengono. Però un altro disertore aveva riferito in ottobre: «Alcuni generali sono convinti di poter vincere una guerra. In un Paese isolato dal mondo e intossicato dalla propaganda, si perde il senso della realtà».
• «Il prossimo crollo del Nord Corea è sicuro - ha asserito il segretario alla Difesa Usa William Perry - Ma non sappiamo se avverrà con un puff o con un bang, in maniera controllabile o con una implosione, con una resa o con disperate avventure». Proprio per timore di disastri, Washington ha deciso di dare una boccata d’ossigeno a Kim Jong II. «Dobbiamo rassicurare il Nord, riconoscere il suo diritto all’esistenza» ha detto l’ambasciatore americano a Seul James Laney. Tre sono le ipotesi sulle quali lavora Washington. Prima: Kim jr. non sarebbe il playboy psicopatico che veniva descritto negli anni scorsi, anche se si hanno motivi di credere che sia stato il mandante di varie operazioni terroristiche. Seconda: Kim sarebbe perfettamente informato della situazione interna ed esterna e avrebbe imposto la sua autorità sui generali della vecchia guardia. Terza: egli mirerebbe a ottenere da Usa e Giappone il riconoscimento diplomatico e aiuti d’emergenza, per poi, una volta tranquillizzati i falchi, introdurre qualche minima riforma economica, indispensabile per rimettere in moto il Paese e attrarre capitali. Così si può impedire che il Nord, dopo il tracollo, venga assorbito dal Sud anche perchè ciò significherebbe, per lui e gli altri gerarchi, un processo politico e la galera.