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 1997  aprile 21 Lunedì calendario

I deputati si devono dividere fra il Parlamento e il collegio”, spiega paziente Violante a Di Pietro, che un collegio non ce l’ha

• I deputati si devono dividere fra il Parlamento e il collegio”, spiega paziente Violante a Di Pietro, che un collegio non ce l’ha. Il collegio, vede, signor ministro, è quella cosa che serve per essere eletti. quel posto dove ciascuno dei 630 deputati che adesso siedono qua si industria a convincere gli elettori che faranno un buon affare a votarlo, e dove poi per tutta la legislatura deve tornare a tenerli tranquilli, a sorridere per loro e arrabbiarsi con loro, a interessarsi ai loro depuratori e alle panchine che mancano nei parchi per dimostrare che è venuto qui, a Roma, per fare il loro interesse e non il suo. Mica uno scherzo, ministro Di Pietro. Un vero lavoro. Ora, è vero che anche lei ricorderà, ministro, i tempi in cui in certi posti, specialmente dalle sue parti, al Sud, i collegi si curavano coi pacchi di pasta in regalo, una scarpa prima e una dopo il voto - per sicurezza.
• Non è più così. Quasi più. Senta Pier Ferdinando Casini, per esempio, un segretario di partito, uno che di collegi ne ha due - il suo storico, Bologna, e quello dove è stato eletto questa volta, in Puglia. E che ha anche un seggio al Parlamento europeo, e uno a Roma, è ovvio. Senta. «Una vita d’inferno. Per carità, non mi lamento, ma dico: altro che assenteismo. Io vado un fine settimana a Maglie, Otranto, e uno a Bologna. Venerdì alle sei ero a Rimini per un’assemblea Ccd, alle nove a San Lazzaro di Savena a una riunione coi commercianti, alle undici ero coi consiglieri comunali in pizzeria, lavoro anche quello. La mattina dopo ho inaugurato l’anno accademico a Bologna, la sera ero a Trento a un convegno, domenica, a un’assemblea del ceto medio a Roma. Lunedì a Strasburgo, e la settimana prima vicino a Otranto, a inaugurare una caserma di Cc». Favori, segretario? «Non so, ci sono le squadre di calcio che non trovano gli sponsor. Ma favori personali, no, non ne chiedono quasi più. Certo, t’invitano ai matrimoni e ai battesimi e anche quello - non parlo per me, ma pensi a un deputato qualunque, che deve fare anche tre regali al mese - insomma anche quello è un impegno».
• I matrimoni, i battesimi. Senta Clemente Mastella, che sta di casa a Ceppaloni, come va questa storia. «Sì, t’invitano ancora a matrimoni e battesimi. Ma io ci vado poco, avrò cresimato in tutto dieci persone al massimo, solo amici. vero, tra l’altro è una spesa. I problemi veri sono altri, lo sappia Di Pietro: sei persone su dieci non hanno lavoro, dalle mie parti, e quando ti trovi davanti il pensionato che ha fatto studiare il figlio con tanti sacrifici e quello non trova un impiego, cosa gli rispondi? Mi scusi, non so come aiutarla?». E non è solo il Sud, non è solo il lavoro, ministro Di Pietro. Perché Teodoro Bontempo, An, che vive ed è votato a Ostia, Roma, racconta delle vecchiette che lo fermano per strada. «E mi chiedono: ma come mai hanno tolto le panchine dal parco, noi dove ci sediamo? O mi dicono: nella pineta di via dei Promontori c’è un bivacco di ubriachi, e poi ci scippano quando passiamo. E là hanno tappato lo scolo dell’acqua nella strada, e ora si allaga. E io che faccio? Vado, vedo, controllo, annoto e dove posso: risolvo». Un lavoro a tempo pieno, vede.
• E poi al Nord, a Milano per esempio, dove sono meglio organizzati, senta come fanno. Paolo Romani, Forza Italia: «Ho sette problemi, ho creato una commissione per ciascuno. Due centrali elettriche da raddoppiare, un separatore di rifiuti, un fiume che si spaglia nella campagna e allaga, la Tav che attraversa il collegio e mi distrugge due paesi, un’azienda di pullman in difficoltà e poi ora un’epidemia di ambrosia, un’allergia che viene dalle piante dei terreni incolti. Ai battesimi non mi chiamano, ma alle feste sì: sono stato a quella della più bella casina della zona, tempo fa». E poi, tornando al Sud, le cose sono molto cambiate negli ultimi anni. «Favori personali non me ne chiedono perché sanno che non posso farli - spiega Alfonso Pecoraro Scanio, verde, collegio del Vomero, Napoli - però certo, ho un programma in una tv locale e chiama il vero invalido che non trova lavoro, i coloni sfrattati dai campi, scrivono i carcerati. Ed è un dramma, quando ti trovi davanti a una persona e non puoi dargli risposta». Un dramma, ministro.
• E poi, tornando al Sud, le cose sono molto cambiate negli ultimi anni. «Favori personali non me ne chiedono perché sanno che non posso farli - spiega Alfonso Pecoraro Scanio, verde, collegio del Vomero, Napoli - però certo, ho un programma in una tv locale e chiama il vero invalido che non trova lavoro, i coloni sfrattati dai campi, scrivono i carcerati. Ed è un dramma, quando ti trovi davanti a una persona e non puoi dargli risposta». Un dramma, ministro.
• Ascolti Gianfranco Nappi, Pds, da Torre Annunziata: «Ieri ho visto i pensionati di Torre, e i cassintegrati di Bosco Reale. Loro pensano che tu possa risolvere i loro problemi E quando arriva la madre del ragazzo senza lavoro, disperata, non puoi dirgli: ci penso io. Devi spiegare che farai il possibile, ma non per lei, per tutti. E però soffri, davanti alle persone che ti guardano in faccia. Ma la politica è questo, senza retorica: guardare le persone in faccia e tenerle a mente quando torni a Roma. Poi, senza chiedere favori a nessuno ma come può fare un deputato qualunque, fare qualcosa. Provarci».