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 1998  aprile 06 Lunedì calendario

Per gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli passano ogni anno 60 milioni di tonnellate di petrolio: l’83 per cento è russo

• Per gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli passano ogni anno 60 milioni di tonnellate di petrolio: l’83 per cento è russo. Quando la produzione dei pozzi del Caspio procederà a pieno regime si supereranno i 100 milioni.
• Il nuovo regolamento per il transito negli stretti del Bosforo e dei Dardanelli (sarà presentato durante il prossimo meeting dell’Organizzazione Marittima Internazionale, dall’11 al 20 maggio a Londra). Le navi lunghe da 150 a 200 metri dovranno avvertire le autorità 24 ore prima del loro passaggio, quelle da 200 a 300 metri 48 ore prima, quelle più lunghe di 300 metri 72 ore prima. [1] La riduzione del traffico nello stretto fu decisa dopo il naufragio della petroliera cipriota ”Nassia” a marzo del 1994. Per i ritardi nelle esportazioni la Russia perse 750 mila dollari.
• La Russia ha accettato di dividere in settori il fondale del Caspio mantenendo in comune l’uso delle acque e lo sfruttamento delle risorse biologiche. Kamal Kharrazi, ministro degli Esteri iraniano, obietta che «c’è ancora molta strada da percorrere prima di giungere ad un accordo pieno e definitivo». Boris Pastukhov, viceministro degli Esteri russo, ricorda che la Russia è assolutamente contraria alla costruzione di un oleodotto sottomarino Kazakhstan-Azerbaijan (versione ufficiale: la zona è sismica, si rischierebbe un disastro ecologico, «costruire un oleodotto sottomarino nel Caspio equivarrebbe ad un atto di pirateria pericoloso per l’economia e l’ecologia»; in realtà Mosca perderebbe il controllo sull’esportazione del petrolio kazakho che ora passa per la linea Baku-Novorossiisk).
• «Siamo persone ragionevoli e abbiamo l’abitudine di rispettare l’opinione dei nostri partners. Siamo ben coscienti che lo status del Caspio potrà essere definito solo sulla base di un compromesso tra i cinque Stati litoranei» (Boris Pastukhov).
• Nel 1997 la Russia ha fornito all’Armenia 32 missili balistici Scud-B e 8 piattaforme di lancio. Sin dalla metà del 1996 tecnici militari armeni si sono addestrati nella base missilistica di Kapustin Yar, nella Russia meridionale. Ora i missili sono operativi e puntati su Baku, sui campi petroliferi azeri e su diverse città turche. Mosca ha inoltre regalato all’Armenia 100 carri armati T-72 e più di 50 veicoli per il trasporto truppe. Gli Scud (’l’aereonautica dei poveri”) hanno una gittata di soli 300 chilometri e sono poco precisi, ma se lanciati su Baku, che è circondata da pozzi e raffinerie, potrebbero scatenare un incendio disastroso. Dopo lo scioglimento dell’Urss, la Russia è l’unico paese con una significativa presenza navale militare nel Caspio.
• Oleodotti che il Kazakhstan intende costruire o rinnovare. La linea Atyrau-Samara (dal Kazakhstan occidentale alla Russia), passerà nel 2000 dagli attuali 100 mila a 300 mila barili al giorno; l’oleodotto del consorzio internazionale Cpc-Caspian Pipeline Consortium, (1.500 chilometri dai giganteschi giacimenti di Tengiz al porto russo di Novorossiisk), costo due miliardi di dollari, passerà in due anni da una capacità di 560 mila barili al giorno a un milione 340 mila; verrà costruito un oleodotto dal porto di Aktau, attraverso il Caspio fino a Baku (Azerbaijan) e poi attraverso la Georgia fino a Ceyhan, il porto turco sul Mediterraneo; un oleodotto verso il Golfo Persico via Turkmenistan e Iran renderebbe più conveniente il petrolio kazakho; esiste un progetto per la realizzazione di un oleodotto verso il Mar Arabico, attraverso Afghanistan e Pakistan; nei prossimi cinque anni è prevista la realizzazione di una linea verso la Cina (provincia dello Xinjang) lunga 2.850 chilometri, con capacità di 500 mila barili al giorno.
• «Hassan Kuli Khan, l’ultimo principe di Baku, esportava mensilmente duemila otri di petrolio in Persia. Un bel giorno all’inizio dell’anno 1805, un generale russo, il principe Zizianow, si presentò alle porte dell’antico palazzo di Baku. In nome dello zar egli impose la sovranità di questi sul Khanato e la città di Baku. Hassan Kuli Khan fece aprire le porte del suo palazzo ed invitò il generale ad entrare. Quando Zizianow fu introdotto nella sala delle udienze del Khan, Hassan Kuli gli sorrise amabilmente, si alzò, andò incontro al visitatore, sfoderò bruscamente la spada e con un sol colpo fece volare lontano la testa dell’insolente generale. Il Khan fece salare la testa del generale e con la prima carovana in partenza, la inviò al suo sovrano l’Imperatore di Persia».