Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 9 novembre 1998
Il successo di Bill Clinton alle elezioni di mid term (i democratici hanno guadagnato cinque seggi alla Camera riducendo il vantaggio dei repubblicani, al Senato non è cambiato nulla) ha allontanato l’ipotesi di impeachment
• Il successo di Bill Clinton alle elezioni di mid term (i democratici hanno guadagnato cinque seggi alla Camera riducendo il vantaggio dei repubblicani, al Senato non è cambiato nulla) ha allontanato l’ipotesi di impeachment. Era dai tempi di Roosevelt che il partito della Casa Bianca non migliorava le sue posizioni al Congresso nelle elezioni di metà mandato. I democratici hanno strappato la California ai repubblicani dopo 16 anni. A New York il senatore repubblicano Alfonse D’Amato, in carica da 18 anni, è stato sconfitto da Charles Schumer. Quello di martedì è stato un voto per il mantenimento dello status quo: quasi il 95 per cento dei congressmen ha mantenuto il proprio seggio.
• Cresce l’astensionismo. Robert Shapiro, professore di scienze politiche alla Columbia University: « un trend iniziato negli anni 70, per effetto, da un lato della guerra del Vietnam e del Watergate, che hanno portato a un processo di alienazione dell’elettorato, e dall’altro dell’estensione del diritto di voto ai diciottenni, che hanno meno propensione ad andare alle urne. Così la partecipazione si è ridotta di 10-15 punti rispetto al 1964 e non si è mai più ripresa. Non bisogna neanche dimenticare che negli Stati Uniti bisogna iscriversi nelle liste almeno un mese prima del voto, in caso di cambiamento di residenza o se non si è votato nelle ultime quattro elezioni. E molti dimenticano di farlo». Susan Harnisch, insegnante, 47 anni, mancata elettrice dell’Illinois: «Perché dovrei dare la mia preferenza a qualcuno che non ha speso una parola sull’assistenza medica, sui rapporti tra i cittadini e le istituzioni di credito, sugli ex mariti che non pagano gli assegni familiari? Questi sono i problemi della mia vita. Se loro non hanno risposte per me, io non ne ho per loro».
• «La specie Homo americanus si divide in due razze: una guarda telenovelas idiote, raccoglie le foglie del giardino nei sacchetti di carta - la plastica nuoce all’ambiente -, frequenta i bar per singles, è sovrappeso, non sa niente di politica estera, legge - se laureato - un ottavo di un libro all’anno, e vota - almeno, lo fa il 38 per cento di questa razza - con una mano sul portafoglio e l’altra sulla lampo; l’altra è un bianco arrabbiato e xenofobo. Nessuna delle due razze è in possesso di una cultura politica». Così Keith Bosford, che vede nelle donne la sola parte dell’elettorato americano con una coscienza politica.
• James George Janon Ventura, in arte ”the Body”, 47 anni, ex campione di wrestling (si presentava sul ring avvolto in un boa piumato), ex ”berretto verde” della Marina, ex attore di film d’azione, ex controfigura di Schwarznegger, ha sconfitto democratici e repubblicani e, per conto dello schieramento riformista fondato dal miliardario Ross Perot, ha conquistato la poltrona di governatore del Minnesota. Fasce dell’elettorato che gli hanno permesso di vincere: giovani sotto i 44 anni, colletti blu, donne innamorate del suo look (pelato, baffuto, si presentava ai comizi in tuta mimetica), cittadini scontenti persuasi dai suoi slogan populisti. Il suo programma: niente tasse, restituzione immediata del surplus di bilancio ai contribuenti, liberalizzazione del porto d’armi, legalizzazione delle unioni fra gay, pianificazione familiare, difesa della libertà di aborto, legalizzazione della prostituzione con creazione di un quartiere a luci rosse nella capitale del Minnesota, Saint Paul, sull’esempio di Amsterdam. Uno spot della sua campagna pubblicitaria lo ritraeva in calzoncini nella posa classica del ”Pensatore” di Rodin.
• «Il segnale lanciato dalle elezioni del medio termine non è pero questo, è molto più complesso. Non si è trattato infatti di un voto di protesta, ma di un voto sintomatico dello spostamento dell’elettorato americano verso il centro» (Ennio Caretto)
• Nasce una dinastia: Jeb Bush, figlio dell’ex presidente George, è diventato governatore della Florida, il fratello George junior è stato confermato alla guida del Texas, consolidando le sue chances di vincere la nomination repubblicana per le presidenziali del Duemila. I fratelli Bush appartengono alla tradizione moderata del partito repubblicano: hanno portato via voti ai democratici coltivando i rapporti con gli afro-americani e gli ispanici.
• Per le elezioni del 2000 i bookmaker danno il vice di Clinton Al Gore 5 a 1, George W. Bush 8 a 1, il miliardario Steve Forbes 12 a 1, Jack Kemp (ex campione di football) 15 a 1, l’ex governatore Lamar Alexander 20 a 1, l’ex vicepresidente Dan Quayle 20 a 1, Hillary 5.000 a 1.