Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 29 maggio 2000
Quando Alexandre Dumas sorprese la moglie a letto con Roger de Beauvoir, rimboccò loro le coperte e passò il resto della notte a scrivere nella stessa stanza
• Quando Alexandre Dumas sorprese la moglie a letto con Roger de Beauvoir, rimboccò loro le coperte e passò il resto della notte a scrivere nella stessa stanza.
• Emile Zola, innamoratissimo della cameriera Jeanne, per starle vicino le prese un piccolo appartamento poco lontano dal suo, dove nacquero anche i loro due bambini. La moglie Alexandrine, scoperto il tradimento, prese a sorvegliarlo, minacciando ogni momento di ucciderlo o di uccidersi.
• Stendhal, quando scorse dal buco della serratura l’amata Angela con un altro uomo, cadde in depressione per diciotto mesi («Le marionette che avevo visto mi danzavano davanti agli occhi, non riuscivo più a scrivere, parlare e pensare»). Una volta guarito, per eccitarsi si fece raccontare da Angela tutte le sue infedeltà nei minimi particolari.
• Adèle, la bellissima moglie di Victor Hugo, fu sedotta da un amico di famiglia, il critico Saint-Beuve. I due si incontravano in piccoli alberghi e si giuravano amore eterno nelle chiese. Una sera Hugo li sorprese mano nella mano, Adèle confessò l’adulterio. Lo scrittore pensò prima di uccidere i fedifraghi, poi di suicidarsi. Alla fine, preferì farsi un’amante anche lui, Juliette Drouet.
• Virginia Woolf, dopo aver definito Vita Sackville-West «florida, baffuta, variopinta come un pappagallo» cedette alla sua corte. I rispettivi mariti assistettero imperturbabili all’idillio, aspettando che si trasfomasse in amicizia.
• Clara Agnelli, 80 anni, e il marito, il conte Giovanni Nuvoletti, di 10 anni più vecchio, insieme da 52 anni, si incontrarono per la prima volta nel 1932. I due si videro di nuovo 16 anni dopo: lei, sposata con il principe Tassilo von Furstenberg, lo lasciò subito e fuggì con Giovanni. «Allora l’adulterio era reato e si finiva in prigione. Un giorno atterro a Venezia e in fondo alla scaletta dell’aereo trovo i questurini che mi serrano le manette ai polsi. Prima di essere trasferita in carcere, ho chiesto di poter telefonare al mio primo marito. ”Se puoi, vieni a prendermi”, gli ho detto. Ed è venuto a prendermi. Anche se ero un’adultera». Nel 1974 Clara e Giovanni si sposarono in Comune e quindici anni più tardi, alla morte di von Furstenberg, anche in chiesa. A lungo ebbero contro l’intera società: «Mario Scelba ci ha perseguitati per anni. Poi un giorno si è spazientito. Ci riferirono che urlò: ”Ma insomma! Ho altro da fare che occuparmi ancora di questi due”. E da allora ci hanno lasciati in pace. I veneziani invece no, non ce l’hanno perdonata. Una sera ho deciso di trasgredire. Davano un concerto alla Fenice. Ci sono andata con un vestito particolarmente vistoso, un po’ nuda, diciamo. Ce l’ho messa tutta per sporgermi dal palco. Non mi hanno degnata né di uno sguardo né di un saluto. Lì mi sono sentita Anna Karenina».
• «Si ricordi che il numero uccide la qualità. In una vicenda così fisiologica ma anche metafisica, come l’amore, un uomo deve avere sempre una sola donna. Alla volta. L’amore fa la fedeltà, viceversa la fedeltà non fa l’amore» (Giovanni Nuvoletti a Stefano Lorenzetto).