Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 23 dicembre 1996
Sei giovane, conosci il francese, ti piace lavorare in mezzo alla gente? Il parco divertimenti vicino a Parigi, cerca ragazzi per contratti a tempo determinato
• Sei giovane, conosci il francese, ti piace lavorare in mezzo alla gente? Il parco divertimenti vicino a Parigi, cerca ragazzi per contratti a tempo determinato...». L’avventura comincia così un po’ per scherzo, con un annuncio sul ”Corriere della Sera”. Un breve colloquio a Milano tra palloncini colorati a forma di Topolino, hostess sorridenti e tazze di caffè lungo all’americana e lo scherzo diventa una cosa seria. Sei mesi in una boutique del parco, partenza fra quindici giorni, salario seimila franchi lordi al mese, vitto e alloggio a proprio carico. Il nuovo dipendente di Eurodisney, detto ”cast member”, esce dal colloquio euforico e orgoglioso di far parte dello staff. Certo quella faccia di topo che occhieggia da poster, biro, fogli e bicchieri di carta era un po’ inquietante. Ma nell’esaltazione del momento tutto passa in secondo piano. Poi si parte. Dopo dodici ore di viaggio da Milano a Parigi ecco Disneyland. Una magia di luci, suoni e colori che però subito svanisce: l’ingresso riservato ai ”cast members” non è lo stesso dei visitatori. un passaggio angusto e un po’ nascosto che porta direttamente ”en coulisse”, dietro le quinte dello spettacolo Disney. Tra squallidi capannoni, mezzi di servizio e grossi depositi si arriva al centro amministrativo.
• Alleggerito di duemila franchi di cauzione per l’appartamento e con una spilla col proprio nome appuntata sul petto, il ”cast member” si prepara alla settimana di formazione all’’University Disney”.
Prima di tutto un test: come si chiamano i sette nani? Quando è nato Walt Disney? Dove si trovano gli altri parchi Disney? Tutte cose che un buon ”cast member” non può ignorare, perché il ”guest”, il visitatore, potrebbe chiederglielo e il ”guest” non va mai deluso.
Poi un seminario, il primo di una lunga serie, su come sorridere e come presentarsi ai visitatori. Voce suadente, niente bracciaincrociate o mani in tasca, mai farsi trovare seduti o appoggiati a un muro. Vietato mangiare, bere o masticare chewin-gum, no agli occhiali da sole e alle chiacchiere con i colleghi. il cosiddetto ”Disney look”, condensato in un libretto di tredici pagine che spiega anche come vestirsi, pettinarsi e truccarsi per andare al lavoro. Una volta acquisiti questi elementi basilari si è pronti ad andare in scena. Il re dello spettacolo è Topolino, Mickey, come lo chiamano i francesi. E i ”cast members” fanno da comparse.
• Bastano un paio di settimane perché l’entusiasmo passi del tutto, perché quel vago sentimento di inquietudine provato durante il colloquio si faccia sempre più forte. Topolino in breve diventa ”le rat”, il ratto, nei discorsi proibiti tra colleghi.
Sì, proibiti: il ”cast member” si sente sempre più spiato da quell’odiatissimo Grande Fratello dalle orecchie tonde. E la sensazione è giusta perché ”le rat” ha i suoi inviati, chiamati, nel gergo anglo-francese che è il linguaggio di Disneyland, ”the foxes”, le volpi. Le volpi se ne vanno in giro per il parco vestite da turisti, a fare domande e a scattare fotografie. E se il ”cast member” non fa il suo dovere, o più semplicemente non sorride abbastanza, le volpi fanno rapporto alla gerarchia.
• Quanti colleghi il ”cast member” ha visto sparire da Disneyland! Licenziati sui due piedi, prelevati dal posto di lavoro e sbattuti fuori. Di loro non ha più avuto nessuna notizia.
Non tutti i ”cast members”, in effetti, sono proprio degli angeli. C’è chi ruba, chi si addormenta dietro la cassa, chi litiga furiosamente con i colleghi. Sempre però con un sorrisone sulle labbra, che il ”guest” non se ne accorga. Ma le volpi sì, loro sì sono attentissime e non lasciano correre. Come sono molto scrupolosi gli uomini della sicurezza che controllano lo zaino del ”cast member” ogni volta che entra ed esce dal parco.
• E se ha comprato qualcosa durante l’orario di lavoro? Deve sistemarlo, ben in vista e con lo scontrino fiscale, in appositi sacchetti trasparenti antitruffa.
Il clima di sospetto a volte raggiungere livelli paradossali. Un tempo la divisa dei magazzinieri prevedeva un grembiule marrone con grosse tasche in cui riporre forbici, scotch e pennarelli, gli strumenti del mestiere. Di punto in bianco il grembiule cambia. Cambiano i colori, cambia la forma e soprattutto spariscono le tasche. Il ”cast member” non se ne capacita e chiede una spiegazione. Risposta: ”Le tasche invogliano al furto”.
• Ma a Disneyland naturalmente ci sono anche iniziative positive per i dipendenti, per aumentarne lo spirito di corpo e il senso di appartenenza all’azienda. Per esempio l’elezione del ”cast member del mese”, colui che più si è distinto per gentilezza, impegno e serietà. I premi: il suo nome pubblicato sul giornale aziendale, un posto macchina riservato vicino al guardaroba e una spilletta. Naturalmente con la faccia di Topolino.
• Ma chi è in verità quel simpatico pupazzo che gira per il parco? La sua identità come quella di ogni Grande Fratello che si rispetti, è sconosciuta. Se qualche visitatore osa chiedere chi c’è dentro a Topolino tocca al ”cast member” trarsi d’impiccio; sempre, beninteso, senza svelare l’arcano. E cioé che sotto quel costume di pelouche si nasconde un essere umano, spesso una ragazza piccolina, più adatta al ruolo.
Non si riesce a stare in quel vestito più di venti minuti di fila, si soffoca. E spesso, dietro le quinte, si incontrano Topolini, Paperini e Minnie rossi, accaldati e boccheggianti che respirano prima di tornare in scena. Perché ”The show must go on”, lo spettacolo deve continuare. Costi quel che costi.