Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 16 dicembre 1996
Se gli scarafaggi potessero provare qualcosa di simile alla paura e potessero darle un nome probabilmente la chiamerebbero ”Frishman”
• Se gli scarafaggi potessero provare qualcosa di simile alla paura e potessero darle un nome probabilmente la chiamerebbero ”Frishman”. In 56 anni di vita, Austin Frishman, entomologo statunitense, autore di nove libri su questi insetti, titolare di un’impresa di disinfestazione e consulente delle maggiori società del mondo, ha infatti ucciso più scarafaggi di qualunque altro essere umano. Frishman ha fatto strage di questi insetti in case, fabbriche, ospedali, zoo, aerei (dove possono provocare gravi danni). E secondo gli esperti del settore non c’è nessuno come lui in grado di ”pensare come gli scarafaggi” e quindi individuare i loro nascondigli, tendendo loro trappole mortali. A Frishman ”Focus” ha chiesto di spiegare cosa rende questi insetti, spesso repellenti, così resistenti e astuti.
• vero che stiamo perdendo la guerra contro gli scarafaggi?
«Sì, perché hanno strepitose capacità di adattamento. In una lattina di Coca Cola vuota trovano di che nutrirsi per settimane. E, in un anno, da un solo scarafaggio possono nascerne 400 mila. In una casa moderatamente infestata ne abitano 30 mila. Per avere qualche speranza di debellarli bisogna ucciderne almeno il 98 per cento al primo attacco. Oggi ci sono più scarafaggi di quanti ce ne siano mai stati».
• Come fanno a nascondersi così bene dall’uomo, ad accorgersi istantaneamente della sua presenza?
«Hanno raffinatissimi strumenti di senso. Cinque occhi, due compositi, e tre piccoli sensibili alla luce. Le orecchie si trovano alla base delle due antenne e nella parte posteriore del corpo esistono due ”sensori” capaci di percepire gli spostamenti d’aria. grazie a questi che si accorgono immediatamente della presenza di una persona. Si immobilizzano e appena pensano di essere soli fuggono seguendo le tracce chimiche che si sono lasciati dietro nel viaggio di andata».
• Sono animali intelligenti?
«Non nel senso comune della parola. Non hanno un cervello in grado di elaborare informazioni. Ma se li mettete in un labirinto alla fine del quale c’è del cibo, lo troveranno»
• Dove si nascondono?
«Hanno un ciclo vitale simile a quello umano, rovesciato. Di giorno riposano, di notte si muovono. Adorano i luoghi caldi e umidi (provengono originariamente dalle foreste tropicali): cucine e bagni soprattutto (dove si cibano dei resti dei dentifrici). Fanno i loro nidi in preferenza su superfici ruvide, negli angoli delle dispense o degli armadi metallici».
• Sono pericolosi?
«Possono provocare asma, ascessi, diarrea, gastroenteriti, febbre tifoide, infezioni del tratto urinario e perfino essere portatori della peste bubbonica».
• Come li si può combattere?
«Innanzitutto non lasciando cibo in giro, nemmeno per cani e per gatti. Poi sigillando crepe e fessure, per evitare che trovino nascondigli. Infine ricorrendo a insetticidi specifici. Uno dei più efficaci è a base di Hydrametilnon (in Italia è in attesa di autorizzazione), una sostanza che li attira e poi li uccide nel giro di due giorni. E siccome i cadaveri vengono mangiati dagli altri scarafaggi, la catena dell’avvelenamento continua. Altre sostanze sono altrettanto efficaci ma possono essere nocive per l’uomo».