Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 21 febbraio 1998
ìFormiche. Storia di uníesplorazione scientificaî
• «L’entomologo britannico C.B. Williams una voltà calcolò che in ogni istante sulla terra il numero di insetti vivi ammonta a un miliardo di miliardi. Se, per fare una stima prudente, l’uno per cento di questa moltitudine fosse costituito da formiche, la loro popolazione complessiva ammonterebbe a dieci milioni di miliardi. Un’operaia pesa in media tra uno e cinque milligrammi, a seconda della specie; messe assieme tutte le formiche del mondo peserebbero all’incirca quanto tutti gli esseri umani».
• Dieta di Bhatkar per allevare formiche: un uovo, 62 millilitri di miele, un grammo di vitamine, un grammo di minerali e sali, cinque grammi di agar, 500 millilitri d’acqua. Sciogliere l’agar in 250 millilitri di acqua bollente e lasciarla raffreddare. Frullarla poi col miele, le vitamine, i minerali e l’uovo e aggiungere l’agar in soluzione. Lasciar rapprendere in frigorifero. Insaporire con frammenti di tarme, scarafaggi o grilli e servire tre volte a settimana. Se le formiche sono predatrici, sparpagliate in aggiunta moscerini adulti in modo che le formiche li trovino come per caso.
• «La maggior parte delle formiche defeca o in un angolo lontano dal nido o in una particolare area per rifiuti fuori dal nido, un ammasso di detriti che gli entomologi chiamano ”scarti di cucina». Le formiche tessitrici invece non sono così meticolose: lasciano cadere gli escrementi dovunque vadano. Quando permettemmo alla nostra colonia in cattività di occupare un albero in vaso, o il pavimento rivestito di carta di un’area che non avevano frequentato in precendenza, il tasso di defecazione aumentò vertiginosamente”. Quasi certamente le formiche segnano in questo modo il territorio, come i cani o i gatti. In una guerra in laboratorio tra colonie di formiche, vince più spesso quella che combatte ”in casa” perché ha segnato per prima il territorio con le feci.
• «Le formiche sono scrupolosamente pulite, si fermano spesso per ”leccarsi” le zampe e le antenne, e si puliscono il corpo strofinando con pettini posti sulle zampe e con spazzole di peli dei tarsi. In alcuni specie più della metà degli atti del repertorio comportamentale è dedicata alla pulizia del corpo, e per il resto gran parte consiste nel lavare le compagne del nido».
• Le formiche, pressoché cieche, giudicano il mondo in base agli odori. Per esempio: «Un cadavere è definito come qualcosa che ha addosso acido oleico, o una sostanza strettamente affine. Da questo punto di vista le formiche sono molto rigide. Inoltre il loro modo di classificare un cadavere si estende anche a compagne vive che portino l’odore con quel significato: quando spalmammo una piccola quantità di acido oleico su alcune operaie vive, queste furono prelevate e trasportate, senza che protestassero, al cumulo di rifiuti. Una volta abbandonate, si ripulirono e ritornarono al nido. Se la pulizia non era stata abbastanza accurata, venivano riportate fuori e di nuovo buttate nei rifiuti».
• «Dovunque si rinvengano formiche, le loro specie hanno stretto un accordo con gli insetti che si nutrono di piante. Afidi, coccidi, pseudococcidi, membracidi e i bruchi delle farfalle licenidi e riodinidi [...] forniscono alle formiche secrezioni zuccherine come cibo. In cambio essi ottengono protezione dai nemici. Le formiche vanno oltre, proteggendoli con pareti di cartone o di terra; a volte li portano anche all’interno del nido come membri effettivi della colonia [...] Si possono trovare formiche e afidi assieme sulle erbacce e sui fiori di quasi ogni giardino o campo infestato. Se si scopre una tale associazione e la si osserva per qualche minuto, si vedrà un’operaia che si avvicina a un afide e lo tocca delicatamente con le proprie antenne o con le zampe anteriori. L’afide risponde emettendo una goccia di liquido zuccherino dall’ano. La formica reagisce leccando rapidamente [...]. La formica passa da un afide all’altro sollecitandoli tutti allo stesso modo, finché il suo addome non si gonfia con il cibo accumulato; poi ritorna al nido per rigurgitare parte del liquido alle proprie compagne».
• «In Nuova Guinea, un giorno, mentre aspettava un passaggio in macchina sul ciglio di una strada. Wilson riuscì a ”mungere” cocciniglie giganti circondate da formiche: gli bastò toccare con alcuni capelli che si era strappato, imitando il necessario tamburellamento antennale delle formiche. Il liquido – si accorse- era dolce in modo percepible. Sono questi gli istruttivi piaceri che riempiono le ore vuote del naturalista sul campo».
• «...la maggior parte del miele consumato dagli esseri umani nel mondo è melata che le api raccolgono dalla superficie dei cespugli e degli alberi: uno dei nostri alimenti preferiti è l’escremento di un insetto elaborato nell’intestino di altri insetti».