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 2003  settembre 13 Sabato calendario

Galton - Tra le invenzioni di Francis Galton, cugino di Darwin e critico della sua teoria sull’evoluzione, un cappello a cilindro, con la parte superiore incernierata a coperchio che si sollevava schiacciando una pompetta di gomma

• Galton. Tra le invenzioni di Francis Galton, cugino di Darwin e critico della sua teoria sull’evoluzione, un cappello a cilindro, con la parte superiore incernierata a coperchio che si sollevava schiacciando una pompetta di gomma. Funzione: creare la necessaria ventilazione per evitare il surriscaldamento della sua mente. Galton eseguì anche un’analisi statistica per verificare l’incidenza della preghiera sulla longevità. Risultato: i più devoti vivevano di meno.
• Moscerini. Drosophila melanogaster, ”amante della rugiada, ”con addome nero”: nome scientifico del moscerino della frutta, usato dai biologi per gli esperimenti di genetica per la sua alta riproduttività ed economicità dell’allevamento.
• Amnesiac. Partendo dall’osservazione che gli individui più resistenti all’alcol hanno più probabilità di diventare etilisti, alcuni studiosi hanno cercato la base genetica e molecolare della sensibilità all’alcol per mettere a punto cure contro l’alcolismo. Per identificare il gene responsabile nella drosofila è stato realizzato un apparecchio chiamato ”inebriometro”: una colonna verticale di vetro alta un metro, riempita di vapori alcolici. All’interno della colonna, a varie altezze, sono fissate alcune piattaforme perforate inclinate per offrire alle drosofile una superficie su cui posarsi. Introdotto il vapore, a mano a mano che l’alcol fa effetto, le drosofile perdono l’equilibrio e rotolano giù dalle piattaforme finendo su quelle più in basso, fino raggiungere il fondo. Il tempo medio impiegato per emergere dalla base della colonna, è l’indice per misurare la sensibilità individuale all’alcol. Il gene responsabile è poi stato identificato in amnesiac, che influenza anche la capacità di apprendimento e di memoria.
• Paternità. Espedienti dei maschi di alcune specie di insetti per garantirsi la paternità: una volta entrati nel corpo della femmina, alcuni insetti rimuovono col proprio pene lo sperma dei rivali prima di depositarvi il proprio; alcune libellule gonfiano il proprio membro durante la copula per respingere in posizione periferica lo sperma del predecessore; altri insetti sigillano il tratto genitale della femmina per impedire la fecondazione da parte di altri maschi; il Xylochoris maculipennis, che usa il pene come una siringa ipodermica, iniettando lo sperma attraverso la parete corporea della femmina, compie la stessa iniezione anche nel corpo dei rivali, dove lo sperma raggiunge i testicoli che a loro volta lo eiaculeranno in altre femmine.
• Longevità. Negli anni Cinquanta alcuni scienziati scoprirono la capacità degli insetti di manipolare il comportamento della femmina iniettando lo sperma. In particolare scoprirono che nelle drosofile femmine il liquido seminale sopprimeva la libido e induceva la deposizione delle uova. In seguito a questa scoperta casuale si svolsero ulteriori ricerche per verificare eventuali effetti nefasti dell’accoppiamento sull’organismo femminile. Risultato: rimuovendo le proteine dallo sperma la vita delle femmine dura il doppio.
• Longevità 2. Posticipando l’età in cui le drosofile si riproducono, nell’arco di qualche generazione esse diventano più longeve, più sane e più atletiche, ma meno feconde (analogamente documenti storici relativi all’aristocrazia inglese dimostrano che le donne più longeve erano anche meno feconde).
• Diete. Da esperimenti dietetici condotti nelle drosofile gli studiosi hanno concluso che un regime alimentare ristretto, completo per vitamine e minerali, ma di valore energetico più basso del normale, induce la longevità. L’osservazione delle abitudini alimentari della popolazione dell’isola giapponese di Okinawa conferma questi risultati: gli abitanti consumano il venti percento in meno di calorie rispetto al resto della popolazione giapponese e vantano la più alta percentuale di centenari al mondo (185 per milione di abitanti).
• Testa. Un esperimento condotto nelle drosophile negli anni Settanta dimostrò l’esistenza di una forma di apprendimento localizzato nel sistema nervoso all’esterno del cervello. Sospendendo alcune drosophile sopra una boccia di acqua salata e legando un pezzetto di filo elettrico intorno a una delle zampe, in modo che il filo toccasse appena la superficie liquida, per evitare lo shock elettrico in seguito al contatto con l’acqua, gli insetti dovevano imparare a tenere su le zampe. Le drosophile a cui fu anche tagliata la testa, si rivelarono molto più veloci nell’imparare a tenere su le zampe per non prendere la scossa, mentre nelle altre la testa era una fonte di distrazione.
• Specie. Differenza tra la Drosophila melanogaster e la Drosophila simulans, in apparenza uguali: in entrambe le specie il canto di corteggiamento del maschio è costituito da battiti pulsanti con un tempo oscillante, ma la velocità è diversa (rispettivamente cinquantacinque e trentacinque secondi per completare un ciclo, cioè per passare dall’adagio all’allegro e poi di nuovo all’adagio). Le femmine rispondono solo al canto del maschio della propria specie, circostanza definita di incompatibilità genetica su cui negli anni Trenta lo scienziato Dobzhansky ha fondato un nuovo concetto di specie: "La specie rappresenta quello stadio della divergenza evolutiva in cui la gamma di forme, un tempo davvero potenzialmente interfertili, diventa segregata in due o più gamme separate, fisiologicamente incapaci di ibridarsi". Inoltre, siccome il gene responsabile della differenza di tempo nella drosophila è stato identificato in period, alcuni biologi hanno individuato in esso il "gene della speciazione".