Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 10 agosto 1996
ìIl gioco delle biglie sulla spiaggia. Un manuale tecnicissimoî
• Conte. «Sotto la cappa del camino c’era un vecchio contadino che suonava la chitarra; bim bum bam sbarra».
«Ambarabà cicì cocò tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore; il dottore si ammalò. Ambarabà cici cocò».
«Bum. Pimperepetenusa pimperepetepam».
«Sette quattordici ventuno ventotto questa è la conta del paperotto questa è la conta del paperino e sta sotto il più piccino».
«Dimmi basta. Basta. 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31».
• Pimperepetenusa. «Le conte con filastrocca hanno qualcosa di inquietante e di erroneo, ancora più evidente quando le si scrive. Che cosa c’è sotto? Perchè si tramandano? La versione che conosciamo, che io conosco, è quella ”giusta”, originale? Non è possibile: quando diciamo ”tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore” stiamo certamente storpiando qualcosa, nascondiamo qualcosa. Che cosa? E cosa significano i gesti con i pugni chiusi che accompagnano pimperepetenusa?».
• Biglie. «Chi ha inventato le biglie dei ciclisti? Chi le ha prodotte per primo, in quale anno, con quali ciclisti, con quali tirature, con quali colori? A quale scopo? Le biglie dei ciclisti sono nate per essere vendute attraverso i distributori di cicche a manopola messi fuori dai bar?».
• Dimensioni delle biglie dei ciclisti: 27 millimetri e 30 millimetri (oggi prevalente). Numero di biglie prodotte ogni anno in Italia oggi: non più di duecentomila. Situazione di un tempo: «Nel 1960 circa 3605 tonnellate di polistirolo furono dedicate ai giocattoli. Quante di queste divennero biglie? L’1 per cento? Farebbe 36 milioni di grammi, che diviso per 10 grammi a biglia corrisponderebbe a 3.600.000 biglie in un anno: potrebbe anche essere».
• Emisfere. «Le biglie vengono realizzate in due pezzi stampati a caldo a iniezione separatamente. Gli stampi sono multipli, per esempio da 6, da 12, da 24 semisfere, e consistono di forma e controforma, concava l’una e convessa l’altra. Lo stampaggio a iniezione avviene così: si fonde la polvere di plastica, trasparente o colorata con l’aggiunta di pigmenti, in un forno elettrico collegato con lo stampo; tramite un pistone si inietta nello stampo la materia fusa ad altissima pressione. Si apre lo stampo ed eccoti le mezze biglie, belle pronte e luccicanti».
• Cartoncini. «I cartoncini, litografati a colori e fustellati, col nome del ciclista, la bella faccia ripresa durante la corsa e la nazionalità, costavano parecchio tra fotografia, grafica, stampa, fustellatura (cioè ritagliatura a macchina dei cartoncini); per questo motivo i produttori ritardavano il più possibile l’emissione delle nuove serie e usavano le serie vecchie fino a esaurimento, prolungando all’infinito le belle carriere di certi ciclisti».
• Van Impe. «Comportamento da adottare quando sono presenti sulla pista più ciclisti con lo stesso nome su biglie di colore diverso. Questo caso non è per nulla preoccupante ai fini della normale prosecuzione della corsa; se un problema c’è, è di tipo psicologico: due o più giocatori si devono infatti immedesimare nello stesso personaggio: supponiamo Van Impe. Il problema naturalmente è che quel personaggio si comporterà in modo diverso a seconda che compaia sulla biglia di Tizio, di Caio o di Sempronio; con uno vincerà la corsa, con l’altro la perderà per un soffio e con il terzo arriverà ultimo. La domanda in tal caso sorge spontanea nei giocatori e nel pubblico più attento: chi è Van Impe? Il problema si risolve tradizionalmente considerando il vero Van Impe quello che ha conseguito il risultato migliore. Il secondo arrivato si considera abitualmente il meno noto fratello di Van Impe; il terzo nella classifica dei Van Impe sarà il cugino di primo grado del più noto Van Impe; e via dicendo. Naturalmente nel corso della corsa possono crearsi attriti molto stimolanti tra i vari Van Impe, poichè ciascuno vorrà sostenere che il proprio Van Impe è quello vero e gli altri sono solo degli impostori».
• Posso? «Comportamento da adottare quando un bambino o la sua mamma per lui chiede di giocare. Questa evenienza è frequentissima e le conseguenze dell’eventuale accettazione del piccolo intruso sono incalcolabili. Rispondete sempre di no! Siate cafoni!».
• «Il problema più grosso è l’assemblaggio, che deve essere manuale; le due emisfere infatti devono essere assolutamente saldate o incollate l’una all’altra, perchè se così non fosse la biglia perderebbe qualsiasi elasticità. Secondo numerosi produttori le prestazioni della biglia sono superiori se l’incollaggio è a tenuta d’aria. Negli anni ’60 il montaggio veniva fatto dalle donne, a casa, utilizzando benzolo, un solvente che fonde il polistirolo e non fa per niente bene alla salute. Oggi le biglie sono costruite perlopiù all’estero, nell’ex Jugoslavia, nell’Est asiatico industrializzato».