Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 24 luglio 2003
Storia dei marrani
• Conversos. La graduale conquista dei territori moreschi nella penisola iberica, culminata nella battaglia di Las Navas de Tolosa nel 1212, cominciò a dissipare la tolleranza cristiana verso gli ebrei, che da quel momento non tornarono più utili a contrastare i musulmani. Su istigazione di Ferrand Martínez, confessore del re bambino Enrico III (1390-1406), famoso per le sue prediche anti-ebraiche, il 4 giugno 1391 a Siviglia fu saccheggiata la judería (quartiere ebraico): 4 mila le vittime. Il disinteresse delle forze dell’ordine consentì il dilagare della furia per tutta la penisola iberica. Da allora, per scampare ai massacri, molti ebrei finsero di convertirsi (li chiamarono conversos), continuando a osservare in privato la vecchia fede. La Chiesa ritenne valido il battesimo purché volontario.
• Maiali. I conversos, anche detti anusim (’i costretti”, per la loro adesione forzata alla Chiesa), e Alboraycos (da al-Burak, leggendario destriero di Maometto, né cavallo né mulo, né maschio né femmina), erano più diffusamente noti come Marranos. Termine originariamente dispregiativo, probabilmente deriva da un antico vocabolo spagnolo che significa ”maiale”, allusione ironica alla loro avversione per la carne di quell’animale. Altri lo fanno derivare dall’ebraico marat ayin, ”apparizione dell’occhio” (essendo solo apparentemente cristiani), o dall’arabo Mura’in, ”ipocrita”.
• Tasse. Il battesimo permise ai conversos l’accesso all’amministrazione finanziaria, nel ruolo di esattori delle tasse, occupazione remunerata e impopolare, che provocò una nuova ondata di violenze, le prime a Toledo nel 1449, finite con l’istituzione d’un tribunale d’emergenza. La Sentencia Statuto, che vietava ai conversos di ricoprire cariche pubbliche e testimoniare contro i cristiani, fu inizialmente condannata da Papa Nicola V, ma la pressione della nobiltà e del clero locale, persuasero Sisto IV (era il 1478) a conferire ai sovrani spagnoli l’autorità di nominare tre vescovi con pieni poteri inquisizionali.
• La Hermosa Hembra. Nell’ottobre 1480, insediatisi i primi Inquisitori a Siviglia, i conversos pensarono di prendere le armi sotto la guida di Diego de Susan, ricchissimo mercante, padre d’una ragazza così bella da essere soprannominata La Hermosa Hembra, ”la bella donna”. Questa aveva per amante un caballero cristiano, al quale confidò in un momento di debolezza la cospirazione in atto. La soffiata diede il via agli arresti: giudicati per direttissima i cospiratori furono condannati a morte e bruciati vivi. Dopo la morte del padre, la Hermosa Hembra, rimasta povera e senza fidanzato, finì chiusa in convento sotto la protezione del vescovo Romero, ma scappò non appena poté adattandosi a fare la prostituta. Morì in miseria, non prima di aver disposto che il suo teschio fosse esposto sopra la porta di casa, su una via da allora chiamata Calle de la Muerte.
• Meza. Il quemadero, la sede del rogo, fu fissato subito fuori le mura di Siviglia, nel Campo de Tablata. Ad abbellirlo pensò un cittadino, tal Meza, che a sue spese fece erigere agli angoli della piazza le statue di quattro profeti. Premiato lo zelo con le proprietà confiscate ai conversos dal Sant’Uffizio, quando si scoprì che lui stesso era un giudaizzante, fu bruciato.
• Processioni. I bruciati vivi, al 4 novembre 1480, ammontavano già a 280. Per avere clemenza, molti s’arrischiarono a presentarsi spontaneamente e confessare: condannati a sfilare pubblicamente come penitenti, di solito scalzi, con ceri spenti in mano, tra la folla urlante dei cristiani, una delle prime processioni contò millecinquecento tra uomini e donne. Tra gli indizi elencati dagli Inquisitori per l’individuazione dei conversos, l’abitudine di cambiare la biancheria di sabato.
• Espulsione. Diventato insufficiente il Tribunale di Siviglia, furono nominati altri Inquisitori, e nel 1483 stabilito un consiglio supremo per il coordinamento. Al suo vertice Tomás de Torquemada, confessore della regina Isabella la Cattolica (indotta, fin da infanta, a far voto di dedicarsi a estirpare l’eresia). Nel 1492, terminata la Reconquista, i sovrani spagnoli fecero decretare l’espulsione di tutti gli ebrei.
• Limpieza. I figli nati da matrimoni misti erano definiti come ”mezzi nuovi cristiani”, una persona con un nonno ebreo ”nuovo cristiano per un quarto”, e così via. Cristiani appartenenti ad antiche famiglie vantavano la loro limpieza (ne era fiero Sancho Panza).
• Primati. Quello di Ana Rodriguéz, di Cháves, che figura come penitente all’autodafé di Lisbona del 10 maggio 1682 all’età di novantasette anni, seguita a ruota da María Bárbara Carillo, effettivamente bruciata viva a Madrid il 18 maggio 1721, a novantasei anni.