Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 16 marzo 1998
Oggi, in Armenia, si tengono le elezioni presidenziali
• Oggi, in Armenia, si tengono le elezioni presidenziali. Levon Ter-Petrosyan è stato sfiduciato il 3 febbraio scorso, quando ha accolto la proposta del ”gruppo di Minsk” (Osce, comprende Russia, Stati Uniti, Turchia, Francia, Svezia e Italia) di dichiarare il Nagorno-Karabakh regione autonoma dello Stato azero. La decisione era stata presa per rompere l’isolamento cui è costretta l’Armenia: frontiere azere e turche chiuse, l’unica ferrovia verso la Russia interrotta in Georgia e Abkhazia, esclusione dal percorso dell’oleodotto Baku-Ceyhan, fine del sostegno degli Usa.
• Il candidato favorito è il primo ministro Robert Kocharian: nato nel Nagorno-Karabakh, sostiene la linea militare contro l’Azerbaijan (utile alla Russia per boicottare l’oleodotto verso la Turchia). Mosca è sospettata di aver ordinato gli attentati ai quali sono scampati sia Ter-Petrosyan che il presidente georgiano Shevardnadze. Circa 300 osservatori dell’Osce e del Consiglio d’Europa controlleranno la correttezza del voto. Se nessuno dei 12 candidati otterrà la maggioranza assoluta, i primi due si sfideranno nel ballottaggio del 30 marzo.
• Il Ministero degli Esteri russo sostiene che il Caspio non è un mare, ma un ”lago russo” e quindi gli accordi di diritto internazionale sulle acque territoriali (Convenzione sulle leggi del mare, 1982) non sono applicabili.
• Fino al 1991 il Mar Caspio era diviso fra l’Unione Sovietica e l’Iran, secondo gli accordi del Trattato di Mosca del 1921 e successivi. Dopo lo scioglimento dell’Urss i termini legali sono vaghi. Russia e Iran (che sulle coste del Caspio hanno poco petrolio e gas) ritengono che i giacimenti debbano essere divisi fra tutti gli stati costieri e sfruttati da ognuno solo entro un’area di 45 miglia marine (fig. 1): il resto rimarrebbe d’uso comune. Kazakhstan e Azerbaijan (che sulle coste hanno i giacimenti più grandi) vogliono invece che il Caspio sia diviso in settori ed ogni Stato sfrutti liberamente quello che gli spetta (fig. 2).
• La posizione della Federazione Russa sullo status legale del Mar Caspio. Il documento presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite afferma che «azioni unilaterali nel Mar Caspio sono illegali e non saranno riconosciute dalla Federazione russa, che si riserva il diritto di compiere i passi necessari in qualsiasi momento lo ritenga appropriato per restaurare la legge e l’ordine e liquidare le conseguenze delle azioni unilaterali».
• Il mercato comune dell’area del Caspio. stato presentato nel giugno del 1996 a Crans-Montana, in Svizzera, da Hojahmed Noukhaev, 42 anni, affarista, ex guerrigliero ceceno, «presidente della Camera Internazionale del commercio dell’Industria degli Stati Uniti del Caucaso» (registrata due mesi prima a Washington). Vicepresidente è Frederick M. Bush, già ambasciatore Usa, parente dell’ex presidente George Bush. Fra gli sponsor del mercato comune del Caspio: Jacques Attali (ex direttore della Banca europea Ricostruzione e Sviluppo), Mel Levine (ex consigliere della Casa Bianca), Boris Pankin (ex ministro degli Esteri dell’Urss). La futura Banca d’Investimenti del Caucaso sarà finanziata con capitali privati giapponesi, britannici, americani, turchi e sauditi (il 10 per cento versato da Adnan Kashoggi).
• Schieramenti all’interno dell’Unione Europea. La Germania sostiene la Georgia per la riconoscenza dovuta al presidente Shevardnaze, che nell’89, quando era ministro degli esteri dell’Urss, favorì la riunificazione tedesca; la Francia è vicina all’Armenia per via della numerosa comunità di esuli che ospita; la Gran Bretagna favorisce l’Azerbaijan, dove è impegnata la British Petroleum. Sono gli stessi schieramenti che i paesi europei scelsero tra 1918 e 1920, durante la breve indipendenza dei tre stati caucasici.
• I baroni del petrolio dell’Azerbaijan. L’estrazione iniziò nel 1849, i primi capitalisti, spesso di umili origini, obbligavano gli operai a lavorare «in un regime penitenziario». Al compimento del decimo anno d’età, i figli dei baroni venivano battezzati con un getto di petrolio e ricevevano in dono sciabolette d’oro e piccole rivoltelle Browning intarsiate di diamanti: servivano per difendersi dai bambini poveri che li assalivano.
• A Baku, poco dopo la Rivoluzione sovietica. Einhorn, responsabile dei Soviet per il petrolio (i primi fondi in valuta estera necessari all’Unione Sovietica arrivarono dal petrolio azero), lottava contro i suoi grandi rivali: l’americano John D. Rockfeller, il rappresentante degli interessi petroliferi inglesi Henry Deterding, un Gulbekian armeno, magro e miserabile che divenuto agente dei Rotschild, si innamorò della splendida figlia del generale russo Kuddajarov, allora seconda moglie del padrone della Shell e per lei scatenò una guerra finanziaria fino a ridurre sul lastrico i piccoli azionisti (con numerosi delitti). La polizia segreta sovietica uccise numerosi petrolieri annegandoli in mare nei pressi dei pozzi della penisola di Balakhany.