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 1997  agosto 25 Lunedì calendario

Mind Hunter

• Carmine Calabro. Trentenne, attore. Defecò accanto al cadavere di Francine, strangolata sul pianerottolo di casa alle otto di mattina. Identificato dai denti, perchè aveva morso una coscia del cadavere.
• Charlie Davis. Sulla trentina, alto un metro e ottanta, robusto e goffo. Interrogato in carcere, ammette subito: «Ho ucciso cinque donne». Lavorava a part-time come autista di ambulanze. Perciò: strangolava la vittima, poi telefonava alla polizia e faceva trovare il cadavere. La polizia chiamava l’ambulanza e lui stesso andava a prelevare il corpo. Grandissima soddisfazione in questo, dato che lo confermava nella sensazione principale, quella di avere il controllo degli eventi. Il padre era tenente di polizia, lui stesso era pieno di ammirazione per gli agenti e per l’autorità in genere. Per prendere le ragazze: prima le pedinava, poi approfittava della professione del padre per risalire dalla targa dell’auto al nome e all’indirizzo. Trucco: chiamarla al telefono e dirle per esempio che aveva lasciato accesi i fari della macchina. Quando lei usciva, la ammanettava, la costringeva a salire in auto, la portava in un luogo isolato, la violentava e la strozzava. L’ultima gli disse che il marito era malato, moribondo. Si commosse. Ma lei lo aveva visto in faccia e la strangolò lo stesso. Poi le sfilò dal portafoglio la foto di famiglia dove appariva col marito e col figlio. Più tardi andò al cimitero e lasciò la foto sulla sua tomba.
• Edward Gein. Conduceva un’esistenza solitaria in una comunità rurale di Plainfield (Wisconsin), 642 abitanti. La notte apriva le tombe, scuoiava i cadaveri e ne conciava le pelli per farsene abiti. Più tardi decise di procurarsi materiale fresco ammazzando ragazze e cavando loro la pelle. Le fotografava e gli inquirenti trovarono poi queste immagini di «cadaveri femminili nudi e decapitati, appesi per i piedi con un sistema di funi e pulegge, sventrati dallo sterno alla vagina» o anche «teste recise, con gli occhi aperti che fissavano il vuoto». Caso ispiratore de Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris e relativo film.
• Edmund Emil Kemper III. Nato nel 1948, quoziente intellettivo superiore a 140. A 21 anni era alto più di due metri e pesava centocinquanta chili. Ma era già gigantesco da bambino. La madre Clarnell a quei tempi: «Sei come tuo padre». Per questo la notte lo rinchiudeva a chiave nello sgabuzzino, convinta che, altrimenti, avrebbe molestato la sorella Susan. A quattordici anni sventrò i due gatti di casa, uno con un machete, l’altro con un coltello a serramanico. Mamma Clarnell lo affidò ai nonni. Un pomeriggio del ’63 lui voleva andare dal nonno nei campi, la nonna Maude invece disse: «Niente da fare, Ed, c’è da mettere a posto casa». Lui le sparò col fucile calibro 22, poi riempì il cadavere di pugnalate. Al nonno voleva bene, ma sapeva che non avrebbe approvato quello che aveva fatto: aspettò che tornasse, sparò anche a lui e lasciò il cadavere in cortile. Alle domande della polizia rispose: «Mi ero chiesto che effetto avrebbe fatto sparare alla nonna». Uscito di prigione nel ’69, prese a uccidere studentesse: le rimorchiava, le strangolava, violentava il cadavere, lo faceva a pezzi per giocare con gli organi, questi organi li metteva in sacchetti di plastica che sparpagliava in giro. La testa di Cindy Schall venne sepolta in giardino con gli occhi rivolti verso l’alto, dove c’era la finestra di mamma Clarnell, dato che per tutta la vita mamma Clarnell gli aveva intimato: «Alza gli occhi mentre ti parlo!». Infine uccise mamma Clarnell, il fine settimana di Pasqua, a colpi di martello, mentre dormiva. Poi le staccò la testa. Poi violentò il cadavere. Poi le tagliò la laringe e la buttò nel tritarifiuti. Ma il tritarifiuti si ingolfò e risputò fuori la laringe sanguinante, «non riuscivo a farla star zitta neanche da morta».
• Richard Franklin Speck. Speck, in carcere per l’assassinio di otto infermiere. Catturò un passerotto ferito, lo curò e se lo portava in giro sulla spalla, legato con una cordicella. Un secondino gli disse: «Guarda che non si possono tenere animali». Senza esitazione Speck prese il passerotto e lo infilò nel ventilatore acceso.
• Jerome Henry Brudos. Perito elettronico. A cinque anni trovò in una discarica un paio di scarpe da donna lucide e col tacco alto e le portò a casa. La madre gliele sequestrò e lo punì. A sedici anni prese a entrare di nascosto nelle case per rubare scarpe da donna. Nel ’68 strangolò una Linda Slawson che era venuta in casa a vendergli enciclopedie, le tagliò il piede sinistro, lo infilò in una delle sue scarpe e lo mise nel congelatore. Alle vittime successive tagliò soprattutto i seni, da cui ricavava stampi di plastica.
• David Berkowitz. Sparava alle automobili con una Charter Arms Bulldog. Prendeva di mira il passeggero seduto vicino al guidatore (in genere una donna). Appiccò duemila incendi, di cui diede conto minuziosamente nel diario. Si masturbava guardando le fiamme, ancora di più quando arrivavano i pompieri a spegnerle.
• David Carpenter. Cinquant’anni, balbuziente. Mentre ammazzava le donne, la balbuzie scompariva.
• Robert Hansen. Portava le ragazze nel bosco, le denudava e dava poi loro la caccia col fucile, come fossero orsi o alci. Adorava che lo supplicassero di risparmiarle. Gli toglieva gli anelli o gli orecchini e li regalava alla moglie e alla figlia.