Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 28 giugno 1997
ìUna vita insiemeî
• Yitzhak Rabin, il leader israeliano assassinato da uno studente ebreo il 4 novembre 1995 al termine di una manifestazione per la pace. Leah Rabin, sua moglie, ebrea tedesca, figlia di un Fima Schlossberg commerciante di cereali, fuggito in Palestina nel ’33, non appena Hitler diventò cancelliere.
• Il 23 agosto 1948, a Tel Aviv, Leah e Yitzhak si sposarono. La cerimonia avvenne sul retro di Beit Shalom Hall, nella parte nord di Dizengoff Street. Faceva caldo. Yitzhak indossava l’uniforme, Leah un abito bianco, sandali alla greca con il cinturino che si legava a metà polpaccio e un paio di calze di cotone bianche: se avesse avuto le gambe nude il rabbino non avrebbe officiato la cerimonia. Leah indossò le sue prime calze di nylon a metà degli anni Cinquanta, e Yitzhak ”le giudicò orrende”.
• Nel gennaio del ’49 Rabin svolse il suo primo impegno diplomatico: fece parte della delegazione che doveva concludere l’armistizio con l’Egitto sull’isola di Rodi. Per Rabin era il primo viaggio all’estero e la prima occasione di mettere una cravatta. Non sapeva fare il nodo, così se lo fece preparare da un amico prima di partire. In albergo, però, un cameriere prese la cravatta, la stirò e la riportò senza nodo: mancavano poche ore all’apertura dei negoziati. Il futuro premier, preso dal panico, pensò di non partecipare al primo colloquio, ma per fortuna entrò nella sua stanza Yigael Yadin, che gli riannodò la cravatta e salvò la situazione.
• Nel marzo del ’52 nacque Dalia, prima figlia della coppia. Quando arrivò il momento, Leah disse a Yitzhak: «Sai, credo che andrò all’ospedale a piedi». Lui la lasciò andare. Lei si incamminò cautamente sul marciapiedi, lui la seguì pian piano con l’auto verso l’ospedale.
• La famiglia faceva sempre colazione insieme, ma, eccetto la cena della vigilia di shabbat, Yitzhak raramente cenava e pranzava a casa. Leah si alzava per fare colazione col marito anche alle 6. La macchina era spesso "campo di battaglia": i bambini litigavano tra loro, a Yitzhak dava molto fastidio. Spesso anche Leah e Yitzhak litigavano in macchina: di solito lei guidava, accanto stava un agente della sicurezza, il marito si sedeva dietro e la incalzava: ai semafori, se tardava a ripartire, le diceva: ”Perché non parti?” e lei rispondeva «Perché non chiudi il becco e non ti rilassi?». Secondo Leah, «era senza dubbio il peggior ”guidatore del sedile posteriore” con cui abbia mai viaggiato».
• Da ragazzi, Rabin e la sorella minore Rachel dovevano contribuire alle faccende domestiche. La cosa gli piaceva affatto e per tutta la vita coniugale evitò di aiutare Leah a svolgerle. Non cambiò mai un pannolino ai suoi figli.
• Invece il padre di Leah, fedele alla propria educazione europea, pretendeva che si consumassero i pasti in sala da pranzo. Tre volte al giorno la tavola veniva apparecchiata con tovaglie e tovaglioli di damasco di lino, si usava l’unico servizio di porcellana (Rosenthal) e l’unico servizio di posate d’argento. La famiglia acquistò il primo frigorifero elettrico nel 1936. Il padre era un "sionista generale", auspicava una comunità mista di ebrei e arabi.
• In terza media Leah entrò nell’Hashomer Hatzair. La divisa era: camicetta azzurra e pantaloncini o gonna dello stesso colore. C’erano riunioni obbligatorie due volte alla settimana, incontri il venerdì e il sabato sera. Viaggiavano per tutta la Palestina, discutevano questioni ideologiche, studiavano la storia dei movimenti sindacali e del sionismo. Nell’estate del 1943 Leah, che aveva 15 anni e frequentava il secondo anno delle scuole superiori, incontrò Yitzhak, un "sabra", cioè nato in Palestina, che ne aveva 21. Lo vide in una gelateria di Allenby Street, a Tel Aviv: «Mi sembrò Re Davide in persona. Aveva i capelli biondo vivo e due occhi grigioverdi incredibilmente intensi». Rabin faceva parte del Palmach, unità speciale dell’Haganah, la lega creata nel 1920 per la difesa degli ebrei residenti in Palestina. Il Palmach, acronimo di Plugot ha-Machatz (compagnia d’attacco), venne fondato nel 1941 da Yitzhak Sadeh con lo scopo di difendere gli yishuvim, insediamenti ebraici, dagli attacchi arabi. Rabin aderì al Palmach nel 1941 e compì la sua prima missione (penetrare in Siria e tagliare i fili di alcuni pali telefonici) nel maggio di quell’anno. Nel 1945, anno in cui il Palmach venne messo fuori legge dagli inglesi, entrò a farne parte anche Leah.
• Yitzhak Rabin si lustrava le scarpe da solo «con la passione che solo un militare può avere». Amava le scarpe comode e un po’ logore. Metteva le scarpe nuove solo per far piacere alla moglie.
• Durante la visita in Polonia per la ricorrenza del cinquantesimo anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia, i Rabin andarono a Auschwitz. Con loro c’era un sopravvissuto, Samuel Gogol. Samuel viveva in un orfanotrofio diretto da Janus Korchak, un medico non ebreo che scelse di andare nel campo di concentramento per non lasciare "i suoi bambini". Quando i bambini perdevano un dente di latte, all’istituto, il dottore regalava loro una moneta. Samuel aveva speso tutte le sue monete per comprare un’armonica e aveva imparato a suonarla. Al campo di concentramento i nazisti facevano suonare il bambino per accompagnare gli ebrei che marciavano verso le camere a gas. Samuel attribuì alla sua armonica la sua salvezza. Alla cerimonia commemorativa la suonò di nuovo. Un mese dopo morì.