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 1997  agosto 14 Giovedì calendario

ìLe mani lungheî

• Nella Rough Guide (’rozza guida”) ”per donne che viaggiano sole” distribuita dalla Penguin, a proposito dell’Italia si legge «Il problema delle donne è strettamente connesso a quello dell’uomo, specificatamente alla tradizionale adorazione del bambino maschio che si trascina fino alla vita adulta. Dopo tutto, si dice che Gesù Cristo fosse italiano: a casa fino a trent’anni, pensava di essere figlio di Dio e che sua madre fosse vergine....».
• Il 6 agosto 1995 il Sunday Times pubblicò un servizio intitolato ”L’esperienza delle mani adosso”. Il giornale aveva spedito quattro inviate ”poco vestite” a New York, Roma, Londra, Parigi. Roma si rivelò la città ”più indecente”, quella dove ”le turiste devono avere la pelle dura come il cuoio, se vogliono sopravvivere”.
• Stati Uniti. Nel corso dell’indagine Merit, condotta nel 1981 sul personale del governo federale, il 42 per cento delle donne dichiarò di aver ricevuto molestie sul lavoro.
• A New York c’è un corso nel quale si insegna alle donne come farsi sposare da uomini ricchi. L’insegnante comincia così le sue lezioni: «Siate mercenarie. Tutto quello che fate sul piano sentimentale e sessuale traducetelo in soldoni, come fareste per qualsiasi altra attività».
• Un’indagine della Ue parla di 10 milioni di vittime di molestie nel solo 1988. Un’indagine condotta in Spagna nello stesso anno rivelò che l’84 per cento delle donne aveva subito ricatti sessuali in fabbrica o in ufficio. La percentuale scendeva al 59 in Germania, 58 in Olanda, 51 in Inghilterra. Un’indagine tra i dipendenti del comune di Milano stima una percentuale di donne molestate intorno al 45 per cento.
• In Giappone la situazione è stata a lungo paradossale: per molti anni le donne al lavoro non avevano neppure diritto a un’identità e rispondevano al telefono usando formule tipo: ”Sono la signorina che siede alla destra del signor Makamoto”. Ancora nel ’92 la Dentsu diffuse nelle università di Tokyo un vademecum per i futuri dipendenti dove era tracciato il profilo del candidato ideale: per gli uomini ci si soffermava su doti intellettuali e morali, per le donne bastava una foto in cui una ragazza appariva, sorridente, nelle divisa aziendale. Nella didascalia erano elencate le sue migliori qualità: ”il suo petto è bello largo”, ”dietro è piuttosto morbida”. In un paese dove non c’è neppure una parola che indica il concetto di molestie sessuali, le donne hanno dovuto usare la formula inglese ”sexual harassment”, storpiata in ”seku hara”, per manifestare in piazza e costringere l’azienda a ritirare l’opuscolo.
• In Olanda nel ’94 la televisione di Stato cominciò a trasmettere uno spot nel quale un mastino napoletano si aggrappava ai pantaloni di un omino in giacca e cravatta ”abbracciato” a una fotocopiatrice. Più l’uomo cercava di divincolarsi, più il cane lo stringeva. «Le donne si sentono così, quando vengono molestate” diceva una voce. ”A voi però non succederà di sicuro perché i cani non lavorano in ufficio...». Un’inchiesta del ministero del Lavoro aveva segnalato che una donna su tre si dichiarava infastidita sul posto di lavoro, la maggioranza proprio mentre duplicava documenti: dall’autunno del ’94 un disegno di legge controfirmato dalla regina vieta di posizionare la fotocopiatrice in ambienti stretti e male illuminati.
• In America, dove il diritto attribuisce al datore di lavoro la corresponsabilità totale sulle azioni dei dipendenti e dove le sanzioni in denaro per i colpevoli di ”sexual harassment” sono onerosissime, la libido dei dipendenti è incasellata dai regolamenti come le ferie e gli straordinari. In una grande azienda americana, per esempio, il vademecum degli impiegati impone a ciascuno di autointerrogarsi prima di prendere la parola davanti ai colleghi dell’altro sesso. Devono chiedersi: «E’ proprio necessario quello che sto per dire? Lo direi allo stesso modo se stessi parlando con mia madre?».
• Graydon Snyder, professore di teologia dal ’58, per 34 anni ha aperto i suoi seminari citando un passo del Talmud: «Poniamo il caso di un operaio che stia riparando un tetto. Ammettiamo che, durante il suo lavoro, scivoli e precipiti addosso a una donna, penetrandola accidentalmente. Pur avendo avuto un rapporto sessuale con lei, l’operaio non può certo essere considerato un peccatore, considerata l’evidente involontarietà dell’azione». Nel ’92 una studentessa lo denunciò perché l’esempio del Talmud «creava un insopportabile clima di allusioni e di intimidazioni sessuali in aula, mettendo le allieve in profondo imbarazzo e in condizioni di sudditanza». Processato, Graydon Snyder è stato condannato e licenziato.
• Un sondaggio del ’92 riportato da una rivista americana rivelò che 98 candidati a un posto in magistratura chiamati a giudicare un ipotetico caso di molestie sessuali dichiaravano che la donna era ”più complice” e l’uomo ”meno colpevole” se tra i due c’era stata in precedenza una relazione di tipo sessuale.