Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 12 febbraio 2003
Daniele Liotti è nato a Roma il 1° aprile 1971
• Daniele Liotti è nato a Roma il 1° aprile 1971. Segno zodiacale dell’Ariete. Papà Osvaldo, ex impiegato delle Poste, da tempo immemorabile è soprannominato ”il gallo” («non ho mai ben capito se fosse riferito solo alla capigliatura»). Mamma Rossella lavora in un ente parastatale e anche lei, a pieno titolo, fa parte dei belli della famiglia Liotti. Oltre a Daniele (e al consorte) ci sono infatti altri due figlioli: Roberto, 26 anni, e Marco, 29 anni, entrambi musicisti in attesa della grande occasione («non perché sono i miei fratelli ma hanno voci d’incanto e sanno suonare vari strumenti, peccato che non abbiano ancora fatto gli incontri giusti»). (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Peste con la p maiuscola. Basti dire che il bimbo Daniele giocava in casa con arco e frecce, infilzando regolarmente le ante degli armadi. Il piccolo indiano aggiunge di essere sempre vissuto in totale armonia con i fratelli, ma un attimo dopo ricorda di quella volta che ha spaccato il salvadanaio sulla testa di Roberto. Meno male che c’era nonna Maria. Lei cercava di tranquillizzare gli agitati nipotini con i canti partigiani («non mancando mai di uscirsene con frasi terribili sui nazisti»). La vivacità di Daniele si arrestava soltanto davanti agli album Panini con le figurine dei calciatori, che non ha mai smesso di collezionare. (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Da bromuro anche alle elementari. Insieme ai compagnetti di classe Daniele ha organizzato una protesta contro le suore Oblate del Divino Amore che, per tenerli a bada, ripetevano il solito ritornello ”non fate i cattivi altrimenti arriva l’uomo nero”. «Ci siamo stufati e una mattina le abbiamo costrette a seguirci nei sotterranei della scuola per vedere il famoso spauracchio, che ovviamente non abbiamo trovato». Malgrado tutto restava il cocco di papà, con la sua stessa passione per il calcio. (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Un’adolescenza più all’insegna del pallone che dei libri. Un brutto incidente blocca però le velleità da bomber di Daniele, già impegnato con i pulcini della Roma. Prende comunque il diploma al liceo classico e chissà che intensità di vita sociale per il giovanotto dagli occhi azzurri. «Macché. Nel gruppo, ragazze comprese, venivo considerato bellino ma troppo piccolo d’età, perché in realtà ero un anno avanti negli studi». Si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza che abbandona dopo appena sei esami. Liotti, ancora triste per una storia d’amore finita male e con le idee piuttosto confuse sul suo futuro, vuole rendersi indipendente finanziariamente. Accetta qualsiasi lavoro. Cameriere in un ristorante del litorale laziale, bagnino in una piscina cittadina e persino tuttofare in un circo. (Inquadratura su Daniele Liotti)
• A suo agio nel mondo circense dove aveva l’incarico di puntare i fari sulle attrazioni. Daniele non nasconde la simpatia per gli animali e allora lo promuovono ragazzo di fiducia dell’elefantessa Stellina. Insomma gli toccava il delicato compito di seguirla in pista con una carriola per ...le sue abbondanti esigenze corporali. Stellina è un tesoro, ma Liotti ad un certo punto la tradisce con la pubblicità. Si era presentato per caso ad un provino e si è ritrovato negli spot della Barilla e della Carapelli. Passa alla moda dalla porta principale. Sfila per Valentino, però le passerelle non l’entusiasmano. Vuole fare l’attore e si iscrive ad una scuola di recitazione. Debutta nel 1994 da protagonista in ”Bidoni” di Felice Farina. Con Valerio Mastandrea ne ”Cresceranno i carciofi a Mimongo”. Altro cinema e televisione prima delle recenti fiction di Canale 5 Mai con i quadri e I tre addii. (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Le ha date e (qualche volta) le ha ricevute. Sul fronte delle buggerature sentimentali (che chiama ”ciabattate”, in romanesco) Liotti non si è fatto mancare nulla («fortunatamente c’era mamma a consolarmi se qualcuna mi lasciava»). Attualmente è innamorato di una studentessa di cui si guarda bene dal dire persino il nome. «Per la buona riuscita di un rapporto ci deve essere un’intesa al volo dal primo momento. Cosa faccio quando mi piace una ragazza? La prendo, ossia faccio di tutto per conquistarla». (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Si rilassa leggendo riviste di cinema e curando le piante del terrazzo. E’ in partenza per la Francia dove, unico italiano, girerà un film della venezuelana Fina Torres. Prossimamente teatro con ”Birdy” ispirato alla pellicola di Alan Parker. A seguirlo come un’ombra è la sua agente Graziella Bonacchi: «Ho conosciuto Daniele cinque anni fa ed era timido, ma si capiva quanta stoffa avesse. Le sue doti? Essere riuscito, nonostante le ammiratrici, a non montarsi assolutamente la testa e mettersi sempre in discussione. Il suo difetto? La mancanza di puntualità. Io sono del parere che le occasioni vadano ”cotte e mangiate”. Lui se la prende un po’più comoda». (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Vive nell’attico e superattico di un palazzo in uno dei quartiere più caratteristici di Roma. Colleziona dischi e posaceneri. Ricorda con entusiasmo un viaggio in Patagonia e spera che la prossima meta sia l’Australia. Daniele Liotti si definisce buono e solare. E’ convinto di essere stato fortunato per avere incontrato nel suo lavoro solo persone oneste. Le sue paure? L’ascensore e ritrovarsi senza amici. Il suo motto? ”Volere e potere”. E aggiunge: «La mia ambizione è dimostrare a me stesso di aver fatto la giusta scelta professionale. Anche se penso di non avere ancora dimostrato il meglio. Insomma sto cercando di capire se sono bravo. E non è esclusivamente una faccenda che riguarda cinema, teatro o tivvù. Il mio desiderio è continuare a mettermi alla prova tutta la vita». (Inquadratura su Daniele Liotti)
• Bontà sua riconosce di avere un bel sorriso e un paio di occhi discreti: «Certamente non sono cresciuto basandomi sulla gradevolezza dell’aspetto fisico. Anche se credo sia stata una componenta necessaria per l’inizio della mia carriera nello spettacolo». Sincerità per sincerità ammette di spendere parecchio per vestirsi. (Inquadratura su Daniele Liotti)
• E’ alto un metro e 84. Pesa 76 chili. Si dichiara onnivoro, con una preferenza: le patate. «Me le mangerei pure spalmate sul muro. Le adoro da quando sono nato. Ormai potrei tenere una conferenza sui vari tipi di patate, da quelle gialle a quelle troppo acquose. Anni fa sono stato capace di farmi fuori da solo più di due chili di gnocchi». (Inquadratura su Daniele Liotti)