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 2003  gennaio 16 Giovedì calendario

Figlio unico di genitori a sentir lui viziatissimi: «Con loro ho sempre tenuto un comportamente da manuale

• Figlio unico di genitori a sentir lui viziatissimi: «Con loro ho sempre tenuto un comportamente da manuale. Li ho abituati bene sin da neonato. Mai un capriccio, una preoccupazione, una disubbidienza». La creatura modello, e il primo a riderci su, è Massimo Bonetti, romano, 49 anni il 28 marzo (a proposito, tanti auguri) e i fortunati sono papà Alberico, ex impiegato Eni, e mamma Aida, pellicciaia. (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Odiava i cartoni animati di Walt Disney. Davanti alla tivvù solo per gustarsi Rin Tin Tin. Bello (da riccioli biondi, al punto di essere scambiato per una femminuccia) e impossibile (nel carattere). Il piccolo Massimo d’estate andava sulla spiaggia ma non voleva mettersi il costumino. Sudava e restava per ore sotto l’ombrellone lanciando occhiate di odio a chi lo osservava. Si divertiva esclusivamente con il pallone. Alla domanda ”Cosa vuoi fare da grande?” rispondeva «Boh». (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Dice di averla scampata bella. «Infanzia e adolescenza al quartiere Don Bosco, in un clima pasoliniano. Non era difficile trovarsi nei guai, sbagliare. A me non è successo». Ma non pensate a un Massimo Bonetti angioletto. Ad esempio al liceo scientifico ha smontato un banco della classe e, pezzo dopo pezzo, l’ha scaraventato dalla finestra. Pare si sentisse un po’ irrequieto. (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Ha deciso di fare l’attore all’improvviso («Dopo aver accantonato il sogno del calciatore») al Bar Faini, dove passava i pomeriggi con gli amici. Comparsa nel 1974 per 4.000 lire al giorno in ”Ivanhoe il Normanno”. Qualche anno di gavetta, poi per Massimo Bonetti, ora protagonista su Raitre della fiction d’azione La Squadra, teatro con Strehler, cinema d’autore (con i fratelli Taviani, Pupi Avati, ecc.) e molta televisione. Nel 1981 nel cast di Storia d’amore e d’amicizia insieme con Barbara De Rossi e Claudio Amendola. Due anni dopo La Piovra. (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Fisico da ”gazzella”, capelli preferibilmente scuri, capacità di sdrammatizzare e tanta, tanta pazienza. Questo l’identikit della donna ideale di Massimo Bonetti, che si definisce romantico-ironico. Al suo fianco da cinque anni c’è Stefania De Finis, che lavora nella redazione di C’è posta per te. Lui, considerato scapolo impenitente (confessa di non riuscire a ricordare il numero esatto delle sue storie sentimentali, tra cui quella con Barbara De Rossi), stavolta forse potrebbe aver messo a testa a posto. (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Un ”pezzo di pane”, generosissimo. Un eterno ragazzino che magari può essere scambiato per frivolo e giocherellone. «E invece - assicura l’amico Gaetano Daniele - lo è davvero. Tra Massimo Bonetti e Massimo Troisi c’era una grande sintonia. Avevano soprattutto in comune l’amore per i cani e per le belle donne». (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Con i primi guadagni (200 mila lire per un ruolo da teppistello in ”Il trucido e lo sbirro” con Giuliano Gemma) Massimo Bonetti si comprò il pastore tedesco Roy. «Per anni è stato il mio amuleto. Lo portavo con me pure ai provini: se mi sceglievano, lo rimpinzavo di polli arrosto». Dal 1995 vive con il bracchetto Gastone. Non ha mai imparato a mettere i soldi da parte. (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Pessimo casalingo («però so lavare i piatti»). Allergico alla polvere e alla Lazio. Fissato con la Roma. Capace di indossare ogni domenica gli stessi abiti se si convince che quei pantaloni e quel maglione hanno fatto vincere la sua squadra. Ricorda volentieri il periodo del militare («da raccomandato, in areonautica, a Roma»). (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Mannaggia ai capelli che qualche anno fa l’hanno abbandonato («ho il bulbo pilifero debole, ma non mi dispero»). Difficile vederlo in cravatta. Si è affezionato a tutti i toni del grigio, anche per jeans e giubbotti. Colleziona scarpini da pallone, ne ha venti paia in un armadio sul balcone. Si diverte a navigare su Internet, ma senza entusiasmo. Sui lati negativi del suo carattere non si dilunga: «Sono uno che va incontro agli errori con consapevolezza». Sa essere puntuale, ordinato, col sorriso pronto. Le arrabbiature gli passano in 30 secondi. (Inquadratura su Massimo Bonetti)
• Addominali d’acciaio, caviglie sottili, fondoschiena apprezzabile. Bonetti si descrive e si piace («Ma non sono per niente vanitoso»). alto un metro e 80, pesa 74 chili. Non sta attento alla linea e non ingrassa. Non sa cucinare, mangia di tutto («meno male che non faccio fatica a ignorare fritti e insaccati»). Massimo il virtuoso dà il meglio di sé anche perché non beve e non fuma. Giura di non averlo mai fatto. (Inquadratura su Massimo Bonetti)