Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 12 maggio 2003
Cresciuto con le trasmissioni per bambini di Paolo Bonolis e del pupazzo rosa Uan
• Cresciuto con le trasmissioni per bambini di Paolo Bonolis e del pupazzo rosa Uan. «Da piccolo sono state le mie uniche eccezioni televisive - spiega Ettore Bassi, conduttore della Banda dello Zecchino di Raiuno - perché non amavo stare incollato al piccolo schermo». Barese, 31 anni compiuti il 16 aprile, Ettore preferiva giocare a pallone con i fratelli minori Francesco e Lorenzo. (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Biondo, occhioni azzurri, Ettore buggerava i compagni di scuola con l’aspetto angelico. Insomma nessuno pensava che fosse proprio lui a mettere le lucertole vive negli zaini. Di bocca buona riguardo al suo futuro professionale («un giorno decidevo che sarei diventato pilota di aerei, il giorno dopo avrei fatto follie per aprire una pompa di benzina»). Certamente non voleva seguire le orme di papà Paolo, dirigente di un’azienda automobilistica con sede centrale a Torino, dove la famiglia Bassi si è poi trasferita negli anni Ottanta. (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Folgorato dalla magia. Ettore Bassi intorno ai 10 anni ha preso un’autentica cotta per l’illusionismo («ancora ricordo quelle 32mila e 800 lire che avevo messo da parte per comprarmi una scatola di giochi di prestigio»). Passava ore ad allenarsi alla manipolazione, ai trucchetti con carte e monete, ad inventare spettacolini. Mamma e papà Bassi erano perplessi. Addirittura sconcertati quando nel 1986 Ettore si è voluto iscrivere a tutti i costi al ”Circolo degli amici della magia” di Torino. (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Liceo classico, 11 esami di architettura, estati da animatore nei villaggi («il mio pezzo forte era buciare una banconota e ritrovarla sana e salva nell’ultima bambolina di una matrioska»). In Sardegna lo nota Ballandi, organizzatore di eventi tivvù, che gli propone un provino per Fantastico del 1991. Si presenta con i suoi illusionismi a Baudo. Gli preferiscono il mago Oronzo-Raul Cremona. Si ritrova eletto ”Più bello d’Italia” nel 1992 («pensavo fosse la selezione di un provino»). Varietà , fiction, a teatro con Michele Placido, l’anno scorso Ettore ha condotto su Raiuno il ”Giubileo dei giovani”, prossimamente in Casa famiglia 2 e in Carabinieri. (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Sta traslocando proprio in questi giorni. Ettore lascia l’appartamento da scapolo per andare a vivere con la sua Angelica, che si occupa di new economy («ci siamo conosciuti a Lipari un anno fa»). Fan delle donne («in loro c’è una delicatezza irraggiungibile»), meglio se ironiche e sensuali. Non nasconde di avere preso in amore più di una ciabattata («fanno benissimo, aiutano a crescere»). A posto con il lato affettivo Bassi riflette sul futuro professionale. «Non mi precludo nulla. Mi piacerebbe continuare a presentare programmi e sempre grande entusiasmo per la recitazione. Però ben vengano persino esperienze da produttore teatrale». (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Si lecca i baffi con la pasta e carciofi che gli prepara mamma Serenella. Non rinuncia al dolcino serale. Ettore, casalingo senza entusiasmo, se la cava comunque egregiamente tra letti da rifare e piatti da lavare («tutto merito del mio passato da single»). alto un metro e 79 («non mi sarebbe dispiaciuto qualche centimetro in più»), pesa 74 chili. Allo specchio si trova piuttosto carino («soprattutto mi stimo e considero niente male le mie gambe»). (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Tennis, nuoto. Calcio. Ettore Bassi è fondatore e centrocampista della squadra ”Calciattori Team”, che gioca per beneficenza («ne fanno parte, tra gli altri, Alberto Rossi e Patrizio Rispo di Un posto al sole »). Si dichiara tifoso ”annacquato e obiettivo” della Juventus. Appassionato di moto d’epoca («attualmente sono orgogliosissimo della mia Honda datata 1970»). Ha due fissazioni: le giacche di pelle («ne ho un numero imprecisato e di qualsiasi colore») e il latte («ne bevo almeno mezzo litro al giorno»). (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Irascibile. Permaloso («lo divento se vengo giudicato in modo errato e capita spesso»). Bugiardo quando serve («naturalmente quando serve a me»). Contraddittorio: ammette di essere impaziente e dopo aggiunge di saper attendere («nel senso che vorrei agire in fretta e, allo stesso tempo, non mi dispiace stare sulla sponda del fiume ad aspettare»). (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Stanno per festeggiare le nozze d’argento della loro amicizia. «Ettore, che nel lavoro deve ancora dare il meglio, l’ho conosciuto giocando a pallone - racconta l’amico MIchele - ed io ero più bravo di lui.Un suo difetto? Si arrabbia se gli dicono che è tirchio. Non abbiamo mai litigato per cose di cuore perché lui piaceva alle figlie ed io alle mamme». (Inquadratura su Ettore Bassi)
• Neanche una cravatta nell’armadio di Ettore Bassi («giusto solo una classica, identica da anni, per le occasioni professionali importanti»). Fosse per lui andrebbe sempre in giro a piedi nudi («e d’estate al mare posso finalmente scatenarmi»). Negato per il computer («tra di noi c’è una reciproca antipatia»). (Inquadratura su Ettore Bassi)