Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 15 maggio 2000
Caribi - Il termine ”cannibale” è una deformazione di Caribi, tribù della Guadalupa
• Caribi. Il termine ”cannibale” è una deformazione di Caribi, tribù della Guadalupa. Colombo, al suo ritorno in Europa, raccontò la pratica caribica di mangiare carne umana e da lì, per antonomasia, ”cannibale”.
• Il lupo mannaro di Hannover. Friedrich Heinrich Karl Haarman, detto Fritz. Nasce da una famiglia della media borghesia tedesca. Ancora giovane finisce in galera per furto. Poi fa il confidente della polizia e, nel 1918 diventa investigatore privato. Con la scusa di controllare i documenti, adesca i giovani viaggiatori alla stazione di Hannover. Li costringe al sesso e, durante l’orgasmo li azzanna alla gola, ne beve il sangue (’Stringevo fra i denti il pomo d’Adamo. Poi mi accasciavo sui cadaveri e dopo provvedevo a farmi un caffè nero...”). arrestato nel ’24.
• Ricetta. «Gli aprii bene le natiche e le tagliai, così feci con gli organi genitali e lavai tutto con cura. Misi il tutto in un tegame, aggiunsi qualche fetta di bacon e accesi il gas, riponendo l’intingolo nel forno. Una volta ultimata la cottura, versai una modica quantità di acqua in modo da rendere più appetibile l’arrosto e aggiunsi quattro cipolle a fette. La carne presentava un aspetto invitante. In meno di due ore rosolò a dovere; non avevo mai gustato un arrosto di tacchino che fosse saporito la metà di quel piatto. Mangiai quella delizia in quattro giorni. Il pene del bambino era dolcissimo, ma i testicoli, troppo duri, fui costretto a gettarli» (Confessione di Albert Fish, giustiziato nel ’36, sulla fine di Bill Gafney, un bambino di quattro anni).
• Jeffrey Dahmer. Nasce nel ’58 a Milwaukee. Introverso e solitario, da piccolo ama collezionare farfalle, che disseziona con gusto. Dopo il divorzio, la madre lo affida alla nonna, a West Allis. Qui, nel ’78, commette il primo delitto: fa ubriacare un autostoppista, poi lo invita a casa, lo tramortisce con una spranga, lo strangola e lo smembra. Trova lavoro come addetto ai prelievi di sangue, poi come miscelatore in una fabbrica di cioccolata. Vive solo a Milwaukee. Viene arrestato nel nel luglio ’91 quando Tracy Edward, trentaduenne di colore, riesce a sfuggirgli e chiama la polizia. Durante la perquisizione gli agenti trovano sotto il letto un lungo coltello e foto di teste mozze, arti staccati, torsi in decomposizione. Nel frigo ci sono resti di bicipiti, un cuore, varie teste. Altri reperti: testicoli in una pentola a pressione, crani dipinti, membra mummificate e uno scheletro completo nella camera da letto. In una foto, con l’autoscatto, Dahmer intento a versare acido all’interno di un tronco umano. Dice di aver ucciso e mangiato diciassette giovani maschi, di età compresa tra i 14 e i 33 anni, avvicinati in un bar per gay. Ha avuto rapporti coi loro cadaveri e mangiato il cuore, fritto, con contorno di verdure. Condannato a 936 anni (nel Wisconsin non esiste la pena di morte), muore stragolato in carcere.
• Andrej Chikatilo, di Rostov sul Don. Nasce nel ’36. Il fratello maggiore è rapito dai contadini e mangiato. La stessa sorte tocca al cugino. In casa, la mamma ne parla sempre. A 35 anni Andrej si laurea in letteratura russa, insegna ma è costretto a dimettersi perché molesta le studentesse. Cambia istituto. La moglie si fa assumere con lui, come bidella, per tenerlo sotto controllo ma lui affitta in segreto una casetta in periferia. Nel ’78, vi attira la piccola Lena Zakotova. In preda a un’irrefrenabile frenesia sessuale la smembra, calmandosi solo dopo la vista del sangue. L’ispettore Zanasovskij è da anni sulle sue tracce ma non riesce a incastrarlo perché, a causa di una rarissima anomalia genetica, lo sperma rinvenuto nei corpi delle vittime risulta incompatibile con quello prelevato fresco. Accusato di piccoli reati, Andrej trascorre un anno ai lavori forzati. Scontata la pena, torna a uccidere. Nel ’90, cerca di convincere un ragazzo a scendere con lui dal treno. Lo interrogano e si proclama innocente, poi cede a poco a poco confessando prima 36 dei 53 omicidi, infine tutti. Viene giustiziato nel ’94 con un colpo alla nuca.
• Ottis Elwood Toole nasce in Florida nel ’47. Nove fratelli, un’infanzia dura e senza padre. La madre, severa, cita passi della Bibbia. Ottis, timidissimo, passa le giornate con la nonna, una vecchia satanista che lo porta nei cimiteri, si fa aiutare da lui a riesumare cadaveri, lo sevizia e lo insulta. La sorella Drusilla lo inizia al sesso e lo costringe a prostituirsi. Il patrigno lo violenta. Ma lui si eccita solo alla vista del fuoco e comincia a incendiare case abbandonate nel suo quartiere. A dodici anni, alcolizzato e drogato, frequenta locali gay, si dà per soldi. Il primo delitto a 14 anni: deruba e poi uccide un agente di commercio. Si sposa ma lei se ne va perché lo trova a letto con un uomo. Si risposa con una donna di 24 anni più vecchia, anche lei scappa. Conosce Henry Lee Lucas, omosessuale, sadico, che si è fatto 10 anni in prigione per avere ucciso la madre, una prostituta alcolizzata. Diventano inseparabili, lavorano, rubano, violentano, mutilano e uccidono in coppia. Si unisce a loro Becky Powell, nipote di Ottis. Henry se ne innamora e fuggono insieme. I due vivono il loro rapporto di amanti segreti (lei ha 15 anni) in una comunità religiosa. Becky a un certo punto sparisce. Henry sostiene che ha seguito un camionista. Invece, come confesserà nell’83, l’ha pugnalata, violentata e fatta a pezzi. E’ considerato responsabile di 157 omicidi, 108 commessi in coppia con Ottis. Il primo, meno affamato di carne, uccideva le donne, l’altro, cannibale insaziabile, gli uomini. Dopo l’arresto e la condanna a morte, Henry confessa all’amico di avere ucciso sua nipote. Ottis lo perdona e muore di cirrosi.
• Presso i Tupuya, indigeni nomadi brasiliani, i bambini venivano mangiati solo in caso di carestia e solo dalla madre: si pensava di non potere offrire una tomba migliore del corpo da cui erano nati.
• Rudizija Adzovic, 32 anni, è accusato di avere ucciso, bruciato e mangiato la figlia di cinque anni Jadranka, nel settembre ’96. L’Adzovic è stato già condannato per l’omicidio della moglie ed è sospettato di essere responsabile della morte di un’altra figlia. Il pm: «Il cannibalismo non è una pratica lontana da noi. In epoca moderna questa pratica è stata riscontrata da parte di alcuni serial killer ed Adzovic è uno di questi».
• Una volta morti, gli anziani tupuya venivano arrostiti e mangiati dalla famiglia che ne offriva anche al resto della comunità. Il pasto era accompagnato da urla e lamenti, alternati a racconti delle qualità del defunto, magari in relazione a quello che uno mangiava.
• Tribù antropofaghe sono ancora presenti in aree ben delimitate dell’Amazzonia brasiliana e nella zona dell’Iryan Jaya (Nuova Guinea).