Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 31 gennaio 2000
La valletta di Fabio Fazio, Teo Teocoli e Luciano Pavarotti sarà la fotomodella spagnola Inés Sastre Moretton: 26 anni, figlia di due editori di libri d’arte, un metro e 71, un’eleganza naturale, erede di Isabella Rossellini come volto ufficiale della Lancôme, laureata in letteratura francese alla Sorbona
• La valletta di Fabio Fazio, Teo Teocoli e Luciano Pavarotti sarà la fotomodella spagnola Inés Sastre Moretton: 26 anni, figlia di due editori di libri d’arte, un metro e 71, un’eleganza naturale, erede di Isabella Rossellini come volto ufficiale della Lancôme, laureata in letteratura francese alla Sorbona. Parla 4 lingue (compreso l’italiano) ed ha recitato nel kolossal televisivo Il conte di Montecristo. A Sanremo potrebbe esserte accompagnata dal principe Felipe di Spagna (i due sarebbero molto amici).
• Nuda sul set. Dopo la pubblicazione di alcune interviste in cui la Sastre dice di non essersi mai spogliata sul set (ha rifiutato la parte di protagonista ne L’amante di Jean Jacques Annaud perché c’erano troppe scene di sesso e pare abbia detto di no per lo stesso motivo anche a Pieraccioni), ”Novella 2000” ha pubblicato 8 fotografie tratte dal film di Michelangelo Antonioni Al di là delle nuvole dove appare nuda in una scena di sesso con Kim Rossi Stuart.
• Altre modelle entrate nel totovallette. La top model Carla Bruni, contattata per prima, avrebbe fatto attendere troppo tempo prima di decidersi ad accettare. Kate Winslet (ha fatto sapere di non essere interessata), Chaterine Zeta Jones, Sharon Stone (forse verrà come ospite), Greta Cavazzoni (presentatrice di uno show su Mtv, modenese, ritenuta una protetta di Luciano Pavarotti), Gisele Bundchen, 20 anni, modella brasiliana («sarei la persona giusta: dopo le italiane e le francesi, quest’anno a Sanremo bisognerebbe portare il fascino latino»), Megan Gale (era la favorita ma è stata trombata da Fazio che non vuole volti «usurati dal video»), Adriana Sklenarikova, attuale conduttrice di ”Domenica in” (su ”L’Espresso” del 13 gennaio: «Certo Sanremo lo presenterei volentieri, se i miei impegni di top model me lo consentissero»). Beatrice Luzzi, protagonista di Vivere (su ”il Giornale” del 14 gennaio «Sono lusingata e intimorita dalla possibile candidatura, se mai si avverasse, sarebbe una sfida umana e professionale irripetibile»). Rifiuti: Giovanna Mezzogiorno (ha preferito restare accanto a Gerard Depardieu sul set de I miserabili), Francesca Neri, Maria Grazia Cucinotta (su ”la Repubblica” del 13 gennaio: «L’unica cosa che non farò è Sanremo. Sono troppo vecchia, e in tv mi piace apparire sporadicamente»). Sondaggio di Metacomunicazione sulla valletta preferita dagli italiani: Platinette (28 per cento dei voti), Sharon Stone (24 per cento), Alessia Marcuzzi, Francesca Neri, Asia Argento, Anna Valle. Ultima, con l’uno per cento dei voti, Maria Grazia Cucinotta.
• Michele Serra su ”la Repubblica” del 12 gennaio: «Il Festival incanaglisce leggermente e riconduce la fenomenologia della valletta a un classico savianeo, quello della ”fritola” da esposizione. [...] Il problema, si è ben capito, è di dare alla totale pretestuosità di ogni presenza sanremese (la Marini lo fu non meno di Dulbecco, Anna Falchi non meno di Gorbaciov) quel tocco anche minimo, di ”novità” che aiuti il pubblico di ogni anno a passare le nottate. [...] La Campbell e la Schiffer ormai ci escono dagli occhi, la Neri è stata già da Celentano, la Montalcini sarebbe uno scontato bis di Dulbecco, Teresa di Calcutta è morta, il ministro Melandri violerebbe la par condicio, le due infante di Monaco sono sempre incinte, la Thatcher si porterebbe Pinochet, le Kessler potrebbero avere un malore in scena, la Lollo è molto meglio nell’imitazione della Marchesini, la Marchesini imiterebbe di nuovo la Lollo...».
• Pippo Baudo, intervistato da ”Oggi”, ce l’ha in modo particolare con le soubrette (straniere e non) che appaiono in tivvù solo perché sono belle e poco vestite. Si dice convinto che siamo tornati («dopo decenni di sacrosante battaglie femministe») ai tempi delle donne oche-giulive o vallette mute e che l’ostentazione della sessualità in televisione sia una specie di droga, «un modo illusorio di colmare i vuoti affettivi». L’invasione delle modelle straniere è «il culmine del degrado». «Adriana Sklenarikova ha bisogno di un traduttore anche per dire buonasera ed è oggetto di giochini nei quali vince chi indovina le sue misure», Victoria Silvstedt «non ricopre certo un ruolo migliore», eccetera.
• Milva sul ”Corriere della Sera” del 26 gennaio: «A Sanremo ci sono stata 14 volte. Ci tornerei volentieri. Perché non mi chiamano?». Jo Champa, su ”Il Mattino” del 19 gennaio: «Non so cantare molto bene ma mi accontenterei di fare la valletta. E poi con me metterebbero a tacere le polemiche sulle straniere all’Ariston... sono pronta, speriamo che Fazio legga questa intervista».
• Il Sami, sindacato di modelle italiane, promette che porterà sue iscritte a incatenarsi davanti al teatro Ariston di Sanremo per protesta contro la scelta di una valletta straniera.
• Alessia Marcuzzi:«Le straniere sono professionali, stakanoviste, non si lamentano mai. Di noi si conosce tutto, loro invece sono più misteriose. Il festival è una bomba che deve esplodere nelle mani del pubblico. La perfezione non c’entra nulla».
• Klaus Davi, pubblicitario: «Le top model straniere a Sanremo garantiscono in media il 20 per cento in più di articoli sui giornali stranieri, fornendo così un forte impulso promozionale a un festival locale».
• Secondo Beppe Caschetto, manager di attrici e showgirl, presentare Sanremo vale (ingaggio a parte) circa un miliardo:«Se prima del festival un’ospitata viene pagata 5 milioni, dopo se ne possono chiedere 50. Per una campagna pubblicitaria non si scende sotto i 200 milioni e cifre analoghe sono la partenza di un’evenuale trattativa per fare da testimonial a un marchio di abbigliamento. Anche i cachet cinematografici si decuplicano».