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 1996  novembre 18 Lunedì calendario

«Un pomeriggio dell’estate (lontanissima) del 1954 a Bogotà, uscivo dal sontuoso albergo Tequendama

• «Un pomeriggio dell’estate (lontanissima) del 1954 a Bogotà, uscivo dal sontuoso albergo Tequendama. Mentre il portier in livrea fischiava per un taxi, mi accorsi di un fagotto di stracci sull’erba elegante dell’ingresso. Era un bambino-randagio. Dormiva. Tornai al tramonto e il fagotto era sempre lì. Che fa, dissi al portiere, dorme ancora? Quello s’avvicinò al bambino-randagio: con la punta del piede, delicatamente, lo come si da coi gattini. "No, senor, non dorme. E’ morto". Morto? "Si, senor. De hambre» (Igor Man).
• Nel 1974 la Conferenza Mondiale dell’Alimentazione calcolò che in dieci anni la fame sarebbe stata sconfitta. Situazione adesso: ottocento milioni di persone soffrono di malnutrizione cronica, cinquanta milioni vivono in situazioni di emergenza. Ogni otto secondi un bambino muore di fame. Bambini che, nel mondo, soffrono per mancanza di proteine e calorie: 192 milioni. Nell’Africa subsahariana la malnutrizione riguardava il 38% della popolazione nel ’69 e il 43% nel ’92.
• Secondo il Bread for the World Institute, c’è fame anche nel primo mondo. Negli Stati Uniti gli affamati sono passati dai 20 milioni dell’85 ai 30 milioni di adesso. Il Food Stamp Program, che distribuisce aiuti alimentari per conto del governo federale, raggiunge ogni mese 26 milioni di persone (il 10% di tutta la popolazione). Il tasso di povertà è al 9 per cento tra i bianchi e al 31 per cento tra neri e ispanici. In Canada due milioni e mezzo di persone (9 per cento della popolazione) vivono grazie alle banche del cibo gestite dai volontari. In Australia uno su cinque, tra i bambini aborigeni con meno di due anni, è malnutrito. In Gran Bretagna un milione e mezzo di capifamiglia non è in grado di dar da mangiare ai propri figli e dipende dai sussidi statali.
• Maiali e mucche Usa mangiano una quantità di cereali doppia di quella che nutre tutta la popolazione dell’India.
• Ogni sei mesi l’Occidente spende in diete una somma superiore al bilancio della Fao (Jacques Diouf).
• Tutta la questione della fame si può ridurre a due cause: la voracità dei paesi ricchi e sviluppati; la difficoltà di distribuire nel secondo e terzo mondo il cibo che avanza nel primo. Si mette l’accento ora sull’una ora sull’altra ragione: Scalfaro se la prende con i paesi ricchi, Boutros Ghali, segretario generale dell’Onu, con i problemi della distribuzione. il papa chiede che si azzerino i debiti del Terzo Mondo, che si blocchino gli embarghi "senza discernimento". Se si vuole il capitalismo per sfamare i poveri, ben venga il capitalismo. Il pontefice ha ricordato anche che la Chiesa non è contraria a un controllo delle nascite responsabile (cioè la castità o il metodo Ogino-Knaus).
• Problema dello Zaire: ottantamila bambini moriranno di fame nelle prossime tre settimane. I Tutsi (i Watussi) impediscono la distribuzione del cibo inviato dall’Occidente. Avendo due camion dell’Onu passato il confine tra Ruanda e Zaire, furono sequestrati a Goma. I Tutsi tennero le derrate per sè.
• Professionisti della fame: gli ecocatastrofisti (il cui capo è Lester Brown). Metodo: pubblicare ogni anno un rapporto apocalittico, dove «con abbondanza di dati manipolati o parziali» si prevede «la fine delle scorte alimentari». Al vertice della Fao gli eco-catastrofisti hanno insistito soprattutto sulla conservazione del suolo, sull’uso sostenibile delle acque, sul restringimento dei consumi, sul rafforzamento delle politiche di controllo della popolazione e sull’educazione delle donne» (Riccardo Cascioli).
• Altri professionisti: gli eco-ottimisti, che confidano nelle tecnologie e nello sviluppo. In teoria abbiamo già risorse alimentari sufficienti per nutrire l’intera popolazione mondiale. Problemi forse per il futuro: nel 2020 saremo otto miliardi e la domanda alimentare potrebbe aumentare del 60 per cento. Però, secondo altri dati, l’intensificazione della produzione agricola consentirà nei prossimi quindici anni la riduzione del numero di affamati a 600 milioni. Nel 1975 54 paesi non erano in grado di nutrire la loro popolazione con metodi tradizionali. Nel 2000 saranno 64, ma se ci saranno interventi 45 paesi potranno trovare un equilibrio, mentre pe altri 19 ci sarà comunque la crisi.
• Al vertice Fao della settimana scorsa si consumarono ogni giorno 15 mila caffé, 1.500 panini, 7.500 pasti. Settanta cuochi e inservienti prepararono un menu con specialità italiane più un piatto internazionale. Ignoto il menu del pranzo che si tenne a palazzo Madama (senza donne tranne Anna Finocchiaro), nota invece la lista della colazione servita da Donatella Pecci-Blunt a Livia Turco, Tullia Zevi, Donatella Dini, Etta Carignani, Maria Antonietta Pacelli e altre signore. La Pacelli, una professionista del catering, suggerì di ricorrere a cibi poveri e infatti furono serviti pasta e riso semplicissimi, polpettine accompagnate da sformati di verdure e insalate di carciofi. Alla fine si rinunciò al dolce, preferendo il gelato, che parve più intonato allo stile frugale richiesto al momento.