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 1997  agosto 18 Lunedì calendario

«Dalla Germania, Hans Magnus Enzensberger introduce il tema della ”zattera piena”

• «Dalla Germania, Hans Magnus Enzensberger introduce il tema della ”zattera piena”. Le nazioni ricche dell’Europa si sentono come una zattera piena, dice, che sta in un mare pieno di naufraghi. Che facciamo dei naufraghi che nuotano verso di noi? si chiedono quelli sulla zattera (tedeschi, italiani, francesi...): gli tagliamo le mani, che non salgano su. Perché se salgono anche loro, la zattera affonda, anneghiamo tutti. Il taglio delle mani è il blocco dell’immigrazione» (Ferdinando Camon).
• All’inizio del secolo la popolazione della riva Nord del Mediterraneo (quella dei Paesi europei) costituiva più di tre quarti dell’intera popolazione del bacino del Mediterraneo. All’inizio degli anni novanta la popolazione europea della sponda Nord e quella africana della sponda Sud si equivalevano. Nel 2.000 il peso della popolazione della riva Nord si ridurrà a un terzo. Mancando nella sponda Sud sufficienti posti di lavoro, c’è da prevedere che si scatenerà una pressione capace di vanificare ogni regolamentazione d’afflusso.
• Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e Turchia contavano agli inizi degli anni novanta 144 milioni d’abitanti. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro prevede che questi Stati avranno, nel 2000, il 33% in più di popolazione. L’incremento è stimato in 5 milioni l’anno, su un incremento totale nel mondo di 80 milioni l’anno: 222 mila unità al giorno, una città come Brescia che spunta ogni mattina. Nei Paesi nordafricani la popolazione cresce più velocemente del mercato del lavoro, in media 4 nuovi posti di lavoro ogni cinque nuovi nati. La massa di giovani che sta per nascere in Nord Africa cercherà in Europa una possibilità di sopravvivenza, e lo farà dove è più facile entrare. Cioè, almeno per adesso, in Italia. I Paesi europei, d’altra parte, avranno bisogno di giovani cui far sopportare l’onere della previdenza contributiva.
• «In nessun altro Paese europeo l’immigrazione clandestina è facile com’è oggi in Italia, in nessuno viene paradossalmente tutelata proprio dalla legge, e in nessuno l’immigrato clandestino e che non commette un reato gode di altrettante garanzie, di diritto o di fatto, per poter restare senza limiti e condizioni nel Paese di cui ha violato le leggi» (Luciano Gallino).
• Nel ’96 gli immigrati in Italia sono stati 1.095.000 (prima volta sopra il milione). Difficile stabilire il numero dei clandestini. C’è chi parla di 800 mila e chi sostiene che non sono più di 266 mila. Secondo la Caritas chi parla di 800 mila irregolari ipotizza, sbagliando, che siano rimasti in Italia tutti gli stranieri intimati di espulsione negli anni successivi alla Martelli, che tutti gli immigrati con permessi di soggiorno turistici siano diventati irregolari e che almeno altri 100 mila stranieri l’anno si siano introdotti illegalmente nel nostro paese. Nel ’96 le intimazioni a lasciare l’Italia sono state 34.465, 5.107 delle quali portate a termine. La capacità di eseguire le espulsioni è passata dal 9,8% del ’94 al 12,8% del ’96. Secondo i dati del Centro studi ricerche della Polizia nel ’96 gli extracomunitari colpiti da provvedimento d’espulsione sono stati 5.059, ma solo 500 hanno lasciato il paese. Per Maurizio Marinelli, direttore del centro, la difficoltà sta nel fatto che nella maggior parte dei casi «non c’è l’obbligo di accompagnamento coatto alle frontiere e quindi molti espulsi buttano via decreto e documenti».
• Secondo dati del Censis dal punto di vista occupazionale gli irregolari sono meno del 30%, contro il 37% dei lavoratori ufficiali italiani che praticano contemporaneamente un lavoro in nero. Su 500 mila immigrati che hanno un lavoro dipendente, più del 92% ha una posizione Inps.
• Dei 200 mila clandestini, 120 mila vivono durante l’anno nelle dodici più grandi città (30 mila a Roma, 25 mila a Milano, 15 mila a Napoli, 10 mila a Bari). Le città a più forte presenza di extracomunitari sono Roma, 199.433, e Milano, 124.177.
• La mafia italiana, quella russa e quella cinese, con l’aggiunta di quella albanese relativamente all’Adriatico, gestiscono lo sbarco dei clandestini in Italia. Spese di viaggio e documenti falsi costano 20 milioni per immigrati cinesi e rumeni, 18 milioni per gli immigrati filippini, 15 milioni per gli immigrati dallo Sri Lanka . Per tunisini, algerini ed egiziani bastano invece 600 dollari (un milione di lire).
• In Italia la prima comunità straniera è quella marocchina (119.481), seguita dall’albanese (63.976) e dalla filippina (57.071). Vi sono almeno dieci tipi d’immigrazione, che differiscono per soggetti, motivazioni, progetto migratorio, settore d’inserimento professionale; l’immigrazione degli Arabi del Nord-Africa, la più numerosa, è fondamentalmente un movimento di maschi giovani, celibi o comunque soli in Italia, con progetti di breve e medio periodo; l’immigrazione dalle Filippine è formata esclusivamente da donne giovani, nubili o comunque qui sole. L’inserimento avviene prevalentemente nel lavoro domestico. Il loro livello di scolarità è spesso medio alto: il problema maggiore di queste donne è costituito dall’orario di lavoro troppo stressante e dalla mancanza di tempo libero. Tra gli albanesi, quelli arrivati in Italia in questi mesi devono andarsene entro il 31 agosto. A chi torna a casa il governo italiano regala 300.000 lire (per quelli partiti entro luglio erano 500.000). Dei 732 profughi che hanno accettato il rimpatrio in luglio, solo 167 hanno ritirato il premio in denaro. La somma viene consegnata dopo la partenza del traghetto Illyria o addirittura a Valona. Spesso gli albanesi rifiutano l’incentivo per non essere schedati col questionario che il Cir fa compilare loro (su mandato del governo e per un compenso di 200 milioni di lire).
• Contenuti della nuova legge che il governo dovrebbe varare a settembre. Diritto di voto: gli immigrati possono votare e candidarsi alle elezioni comunali e circoscrizionali purché soggiornanti regolari in Italia da almeno sei anni. Immigrazione clandestina: chi favorisce l’immigrazione clandestina, anche dando lavoro agli irregolari, è punito con la reclusione fino a tre anni e multe fino a 30 milioni. Lavoro: nasce la figura del garante sponsor, che ”prenota” l’extracomunitario nel suo paese, lo fa venire in Italia e gli garantisce lavoro, vitto e alloggio. Regolari: maggiori diritti, tra i quali l’assistenza sanitaria, il ricongiungimento familiare, l’obbligo scolastico per i minori. Espulsione: la nuova legge prevede due tipi di espulsioni, una disposta dal ministero dell’Interno per motivi d’ordine pubblico e di sicurezza, e una disposta dal prefetto per chi è clandestino o non ha rinnovato il permesso di soggiorno. Rischio di fuga: i clandestini espulsi, nel caso in cui ci sia il rischio che facciano perdere le tracce non ottemperando al provvedimento, possono essere trattenuti per non più di un mese presso appositi centri d’assistenza, in attesa dell’effettivo abbandono dell’Italia.