Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 6 gennaio 1997
Provocò al massimo qualche scongiuro alla Casa Bianca, la profezia di Jeane Dixon: il presidente John Kennedy sarebbe morto durante il mandato
• Provocò al massimo qualche scongiuro alla Casa Bianca, la profezia di Jeane Dixon: il presidente John Kennedy sarebbe morto durante il mandato. La cronaca, invece, le diede ragione e la Dixon venne consacrata nel novero dei grandi veggenti. Quelli che ci azzeccano, insomma. Come il notissimo Nostradamus. L’astrologo francese del ’500 avrebbe infatti predetto grandi eventi della storia, da Napoleone alle guerre mondiali. Un esempio? In una quartina si narra che ”Hister” avrebbe invaso l’Europa: Hister, per i commentatori, sarebbe Adolf Hitler.
Molte previsioni astrologiche, dunque, sembrano avverarsi. Allora le stelle influiscono sul comportamento e sul destino? E hanno ragione i tanti che, per quanto scettici sull’astrologia, pensano che i profili zodiacali siano spesso azzeccati? Oppure ci sono spiegazioni più terrene e scientifiche ai successi dell’astrologia? La scienza ha recentemente cercato di rispondere a queste domande. Certo: tra gli scienziati prevale lo scetticismo. La pretesa che le stelle possano influire sul corso della vita umana è infatti scientificamente indimostrabile. Ma molti hanno accettato di mettere da parte pregiudizi e teorie, e di verificare i ”fatti” dell’astrologia, cioè la sua capacità di previsione.
• Nel corso di uno studio sull’astrologia cinese, un gruppo di sociologi dell’ università della California ha per esempio esaminato i decessi di 28 mila cinesi americani. E ha scoperto che chi si ammala di una patologia per la quale era ”predestinato” dall’astrologia, muore prima del normale: da uno a cinque anni. Un infartuato vive per esempio 1,2 anni meno di un individuo con la stessa malattia ma nato in un anno non nefasto. Un malato di cancro, fino a 4. Per l’astrologia cinese il futuro è infatti influenzato dall’anno di nascita: ciascun anno predispone a particolari malattie. Ma questi risultati possono essere spiegati senza fare ricorso agli astri: secondo gli studiosi Usa, il malato ”predestinato” è infatti portato ad arrendersi più facilmente, se crede nella profezia. E finisce per curarsi meno, ignorare le diete consigliate o continuare a fumare. Magari scatenando processi psicosomatici che ne accelerano la fine. «I fattori psicologici possono influire, per esempio, sul sistema immunitario», dice Riccardo Luccio, direttore del dipartimento di psicologia dell’università di Trieste.
• La prova? I cinesi che non credono nell’astrologia (o i non cinesi) nati in anni ”nefasti” non muoiono prima.
Ma allora per fare avverare una previsione, basta crederci? «Sì, se una persona ha fede nell’oroscopo, può entrare in gioco il meccanismo delle ”profezie autoavverantesi”: inconsciamente si comporterà in modo da fare accadere ciò che le era stato predetto», sostiene Cecilia Gatto Trocchi, docente di antropologia culturale a Perugia. «Se a una ragazza che crede nell’oroscopo viene detto che l’uomo della sua vita sarà un Capricorno, quando ne incontrerà uno, in lei scatterà uno stato di allerta che la porterà a essere più seducente». Ed è rimasto celebre il caso di ”profezia” nefasta del pilota Donald Campbell, che morì mentre cercava di battere il record di velocità sull’acqua: il giorno prima si era turbato perché, in un solitario, era uscita una combinazione di carte che indicava la morte.
• «Una profezia negativa può turbare molto a livello inconscio. La paura è una forza potente e spinge ad azioni avventate. Soprattutto quando si è insicuri», aggiunge Luccio. «Credere che il proprio futuro sia legato a un ordine astrale è oltretutto un modo di sentirsi più sicuri. E, talvolta, fare di tutto per vedere realizzata una previsione positiva o negativa serve a conservare questo senso di sicurezza».
Ma c’è profezia e profezia. Pochi, per esempio, dichiarano di credere agli oroscopi quotidiani. «L’oroscopo dei giornali è troppo impersonale per avere questi effetti. Invece il contatto con l’astrologo può avere una profonda influenza: diventa una guida per le azioni», dice Gatto Trocchi.
• La tecnica degli astrologi (o dei chiromanti) è quella di fare previsioni generiche e nebulose, anche se apparentemente specifiche. «La usava anche Nostradamus, che viene infatti interpretato collegando i vari eventi alle centurie dopo che si sono verificati», spiega Massimo Polidoro, antimago del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. «Hister, per esempio è un antico nome del Danubio: i commentatori lo collegano a Hitler, ma l’astrologo si riferiva probabilmente a un’alluvione».
• I presunti successi dell’astrologia possono avere anche altre spiegazioni. Le previsioni possono per esempio ”avverarsi” grazie a un meccanismo di selezione dei ricordi. «Gli astrologi prevedono molte cose. Se uno di questi fatti accade, la persona che ne è protagonista tende a ricordare la previsione azzeccata, rimuovendo dalla sua mente quelle che non si sono avverate», spiega Polidoro.
Per verificare questa tesi è stato fatto un esperimento. Videoregistrando le sedute di un’astrologa. I clienti in genere uscivano convinti che avesse indovinato particolari segreti della loro vita. Ma se solo veniva fatto loro rivedere il filmato della seduta, notavano che aveva fatto anche un sacco di errori. Un meccanismo di selezione simile si verifica anche per le previsioni generali. Jeane Dixon è ricordata per la profezia su Kennedy, ma nessuno le ha mai rinfacciato di avere detto che il presidente Nixon avrebbe superato lo scandalo Watergate o che i Beatles sarebbero morti in un incidente aereo.
• Non è d’altronde solo la scienza a dubitare delle previsioni degli astri. Anche alcuni astrologi sostengono che le stelle, più che predire il destino, incidono sulla personalità: la posizione dei pianeti alla nascita può cioè influire sul carattere. A favore di questa influenza astrale vengono spesso portati a prova gli studi statistici dei coniugi francesi Gauquelin, che sostenevano di aver trovato un numero significativo di campioni sportivi nati con Marte nel tema natale. La loro ricerca è stata però contestata: il campione di atleti non sarebbe stato scelto in modo rigoroso. Una possibile spiegazione scientifica a difesa di questo aspetto dell’astrologia è stata data anche dal fisico Percy Seymour, del politecnico di Plymouth, in Gran Bretagna. Gli allineamenti tra pianeti influirebbero sul campo magnetico del Sole e quindi sul vento solare, un flusso di particelle che bombarda la Terra e a sua volta influenza il campo magnetico terrestre: il cervello del neonato reagirebbe a queste variazioni.
• chi ha voluto dare una giustificazione anche attribuendo l’influsso alla forza gravitazionale dei pianeti», ribatte Adalberto Piazzoli, docente di fisica all’università di Pavia e vicepresidente del Cicap. «Ma questi corpi celesti sono lontanissimi. Se tutti i pianeti fossero allineati sulla testa del nascituro, l’attrazione sarebbe impercettibile: si avrebbe lo stesso effetto allontanandosi di un metro dal centro della Terra. Basta far salire la partoriente dal primo al secondo piano per modificare la personalità del bimbo? La massa di un armadio in sala parto influisce sul nascituro più di quella dei pianeti».
Eppure, molti sono pronti a giurare che almeno una volta un oroscopo è sorprendentemente riuscito a fotografare i tratti salienti della loro personalità. Così come c’è chi afferma di ”reagire da Capricorno” o inveisce contro la ”duplicità” di qualche amico Gemelli.
«Le descrizioni della personalità basate sul tema natale sono apparentemente specifiche: in realtà sono vaghe», sostiene Fernando Dogana, docente di psicologia all’università Cattolica di Milano, che ha trattato l’influenza degli oroscopi nel libro. Le piccole fonti dell’io (Giunti). «A questo si aggiunge il bisogno di ognuno di definire la propria personalità e la lusinga di vedersi attribuite caratteristiche quasi sempre positive. Per le persone insicure, gli astri sono poi una scorciatoia: è più facile valutare gli altri in base al segno che con criteri razionali».
• Eppure, molti sono pronti a giurare che almeno una volta un oroscopo è sorprendentemente riuscito a fotografare i tratti salienti della loro personalità. Così come c’è chi afferma di ”reagire da Capricorno” o inveisce contro la ”duplicità” di qualche amico Gemelli.
«Le descrizioni della personalità basate sul tema natale sono apparentemente specifiche: in realtà sono vaghe», sostiene Fernando Dogana, docente di psicologia all’università Cattolica di Milano, che ha trattato l’influenza degli oroscopi nel libro. Le piccole fonti dell’io (Giunti). «A questo si aggiunge il bisogno di ognuno di definire la propria personalità e la lusinga di vedersi attribuite caratteristiche quasi sempre positive. Per le persone insicure, gli astri sono poi una scorciatoia: è più facile valutare gli altri in base al segno che con criteri razionali».
• «Chi crede nell’astrologia può anche incorporare nella propria personalità elementi tipici del proprio segno», aggiunge Luccio. Due psicologi americani hanno fatto leggere ad alcuni volontari la descrizione della loro personalità secondo le stelle, poi hanno chiesto loro di compilare un test caratteriale: i risultati sono stati chiaramente influenzati dai profili che le persone avevano letto.
Un diverso esperimento è stato realizzato da Shawn Carlson, dell’università di Berkeley: scelto un gruppo di studenti, ha chiesto loro tutti i dati di nascita e ha fatto preparare ad alcuni astrologi la descrizione zodiacale della loro personalità. Ogni studente ha poi ricevuto tre descrizioni e ha cercato di identificare la propria, compresa fra le tre. Contemporaneamente, agli astrologi sono stati forniti, per ogni studente, tre profili stilati sulla base di test psicologici: il loro compito era individuare quello di ogni soggetto conoscendone la data di nascita. In entrambi i casi, le risposte giuste sono state una su tre: in pratica, secondo le leggi statistiche, come se avessero scelto a caso.
Chi ha ragione? La statistica o l’astrologia? A voi la risposta.