Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 21 settembre 1996
I fratelli maledetti. Storia della Massoneria
• Gian Gastone de’ Medici, omosessuale, scandalosamente pigro, passò gli ultimi anni della sua vita a letto, senza lavarsi e nettandosi i sughi dagli angoli delle labbra con i boccoli della parrucca.
• «Perfino chi conosce la massoneria, non è in grado di spiegarla bene» (Lessing).
• Origine della massoneria. Gli antichi muratori, carpentieri, architetti, geometri riuniti in associazioni segrete per scambiarsi esperienze e segreti dell’Arte muraria che non dovevano essere noti ai profani. Così per secoli. La segretezza favorì l’intreccio con magìe, esoterismi, cerimonie, riti. Più tardi (dal XVI secolo in poi) indebolinedosi la domanda di chiese e cattedrali, le gilde dei costruttori accettarono tra i loro membri rappresentanti della nobiltà o dell’intelligenza o della politica, fidando che da questi sarebbe venuto non solo prestigio ma anche lavoro. In questo le congreghe segrete si trasformarono pian piano, perdendo man mano il carattere di associazioni professionli e assumendo sempre più nettamente quello di sette o logge. ”Massone” dal francese maçon o dall’inglese mason = mattone.
• La massoneria in generale fortemente contro la Chiesa. La Chiesa sempre contro la massoneria, da Clemente XII in poi.
• Garibaldi, massone e poi Gran Maestro, diede istruzione che non gli s’avvicinasse il prete per l’estrema unzione, quando sarebbe giunto il momento, qualunque cosa gli venisse di dire in quei momenti: «Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s’inoltra e, mettendo in opera ogn turpe stratagemma, propaga con l’impostura in cui è maestro, che il defunto adempì, pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico...».
• Garibaldi definì Pio IX ”un metro cubo di letame”, battezzò senz’altro ”Pio IX” il suo somaro.
• Papa Benedetto XIV, cioè il bolognese Prospero Lambertini, condannò la Massoneria. Diceva di continuo ”cazzo”, innamorato alla fine di questo termine, dichiarò: «La voglio santificare, questa parola, accordando l’indulgenza plenaria dei peccati a chi la pronuncerà dieci volte al giorno».
• In Italia, naturalmente, immediate divisioni tra massoni e massoni «sorgevano Orienti contro Orienti, logge contro logge, rivalità di Maestri e inimicizie ridicole tra Fratelli. E quell’Istituto che s’annunziava come l’arca dell’alleanza e il simbolo della concordia sociale, darà il triste spettacolo della ’calunniatrice discordia’, come direbbe Foscolo, tra’ suoi medesimi componenti; e invece di portare nel mondo la parola dell’avvenire, porgerà un esempio di coinfusione babelica» (Pietro Sbarbaro). La prima loggia sorse a Firenze tra il 1731 e il 1732, a Roma nel 1735. Oggi la Massoneria italiana è ancora divisa in due, il Grand’Oriente di Palazzo Giustiniani (570 logge con circa tredicimila adepti, piazza del Gesù con 300 logge e 8.000 iscritti).
• Il massone più famoso, Licio Gelli. Prima volontario in Spagna con i franchisti, poi, nel ’45, repubblichino sfegatato, ma, contemporaneamente, complice clandestino dei partigiani: in questo modo, chiunque avesse vinto, se la sarebbe cavata. E infatti se la cavò egregiamente. «Il massone che abbiamo conosciuto noi era un signore affabile, elegante, spiritoso ma anche ammiccante e sfuggente, allusivo ed evasivo, che diceva e non diceva. Più che un nemico delle istituzioni, che non lo avevano mai contrastato, e che lui non aveva mai contrastato, ci sembrò un uomo d’affari che faceva grandi affari, ovunque e con chiunque, ma d’incommensurabile lucro».
• Mussolini, ancorchè forse finanziato con sei milioni e mezzo dalle logge, sempre contro la massoneria. La fece mettere fuori legge dalla Camera il 19 maggio 1925. Solo quattro i voti contrari, tra questi quello di Gramsci (che non era massone).
• Importanti intrecci tra massoni e satanismo o luciferismo o palladismo. Il principe Adamo Poninski, a corto di servitù, chiese una volta al massone Cagliostro di fabbricargli un demonio. Cagliostro, forse sovrapensiero, estrasse allora dal crogiolo una diavolessa così bizzosa e scansafatiche che il principe subito la licenziò. Il palladista Sandeman nel 1889 fece apparire nel salotto di una dama inglese un coccodrillo alato che si mise al pianoforte e fece gli occhi dolci alla signora. I luciferiani, convinti che il Diavolo sia il Dio buono e che semplicemente non avesse goduto di una stampa benevola nel Vecchio Testamento. Il medico Bataille sostenne d’aver conosciuto in Giappone un Gaetano Corbuccia che gli avrebbe fornito questa descrizione di Lucifero: «Uomo sui trenta, trentotto anni, di alta statura, senza barba nè baffi, più magro che grasso, ma non ossuto, di fisionomia fine, distinta, con un non so che di malinconico nello sguardo».