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 1997  luglio 12 Sabato calendario

Adelphi

• Scoperta da O’Connel 160 anni fa, Pohnpei fu la prima delle isole Caroline colonizzate dall’uomo attorno al 200 a. C.
• Pingelap è uno degli otto atolli sparsi attorno a Pohnpei. Formato da tre isolette che compongono un anello spezzato attorno a una laguna centrale dal diametro di circa due chilometri e mezzo, in nessun punto è più alto di tre metri sul livello del mare. Settecento abitanti, Pingelap non ha strade ma viottoli con case su entrambi i lati. Non ci sono veicoli a motore. Nelle strade scorazzano maiali, raramente macellati: più se ne possiedono, maggiore è lo status. Un tempo erano cibo regale e solo il Nahmwarki, il re, poteva mangiarli.
• Pingelap non ha un cimitero. I morti vengono sepolti vicino alle loro case e restano parte della famiglia. Intorno alle tombe vengono tese delle corde: vi si appendono drappi colorati per scacciare i demoni.
• Leggenda vuole che un tempo le tre isolette di Pingelap formassero una terra unica col suo dio, Isopaw. Quando una divinità straniera giunse e divise Pingelap in due parti, Isopaw la cacciò. Una manciata di sabbia sfuggì durante la lotta e così nacque la terza isola.
• Il tifone Lengkieki, nel 1775, uccise in un sol colpo il 90 per cento della popolazione dell’atollo. Essendo stata distrutta tutta la vegetazione, compresi gli alberi del pane e i banani, in poche settimane i sopravvissuti furono ulteriormente decimati. Alcuni mesi dopo, dei 1.000 abitanti iniziali ne erano rimasti 20, compreso il Nahnmawarki e la famiglia reale. Pochi decenni dopo la popolazione s’avvicinava al centinaio di individui, ma gli incroci tra consanguinei avevan diffuso caratteri genetici un tempo rari. Nella quarta generazione successiva al tifone comparve una malattia nuova: l’acromatopsia.
• Acromatopsia è la cecità cromatica completa e colpisce nel mondo una persona ogni 30-40 mila. Gli occhi degli acromatopsici sono privi di coni, le cellule specializzate nella percezione dei dettagli e dei colori. L’acuità visiva è ridotta a un decimo del normale e si hanno difficoltà di fissazione. Gli acromatopsici non riescono a mantenere lo sguardo puntato su un oggetto. I frequenti scatti oculari danno luogo a un disturbo chiamano ”nigstagmo”.
• Maskun. I primi bambini acromatopsici di Pingelap nacquero intorno al 1820 e in capo a qualche generazione crebbero fino a rappresentare il cinque per cento della popolazione, percentuale arrivata ora all’otto per cento. Per descrivere questa strana condizione venne coniato il termine ”maskun” (non vedente). Dallo studio degli alberi genealogici si è capito che il progenitore di tutti i portatori del maskun fu il Nahnmwarki scampato alla tragedia. Il gene della malattia, recessivo, ha contaminato un terzo della popolazione dell’isola. Sugli attuali 700 abitanti, 57 sono privi della visione del colore.
• Alla nascita i bambini sembrano normali, intorno ai tre mesi cominciano a battere le palpebre e a strizzare e storcere gli occhi. Quando imparano a camminare appare chiaro che non riescono a vedere i dettagli fini né i piccoli oggetti lontani; quando arrivano a quattro o cinque anni mostrano con evidenza di non sapere distinguere i colori. L’incidenza nei maschi e nelle femmine è uguale.
• Test per valutare l’acromatopsia: carte di Sloan e tavole di Ishihara. Le carte di Sloan presentano dei quadrati grigi che variano dal grigio chiarissimo al quasi nero. Al centro di ogni quadrato c’è un foro. Se si appoggia la carta di Sloan su un foglio colorato il grigio di uno dei quadrati si abbinerà al colore che ”esce” dal foro sono identici, abbinamento impensabile per un vedente normale. Le tavole di Ishihara si usano per la misurazione della cecità cromatica e parziale, cioè il daltonismo: portano disegni o numeri formati da punti colorati che si distinguono dallo sfondo in base al colore, non alla luminosità. Paradossalmente, alcune cifre delle tavole di Ishihara sono visibili agli acromatopsici: i punti sono indistinguibili in base alla tinta e variano soltanto in luminanza.
• La maggior parte dei nati col maskun non impara a leggere perché non riesce a vedere la scrittura della maestra sulla lavagna e ha minor possibilità di sposarsi perché si sa che probabilmente i suoi figli avranno il maskun.
• Isoahpahu, dio innamoratori di Dokas, moglie del Nahnmwarki Okonomwaun che regnò dal 1822 al 1870 (di sei figli, due acromatopsici), la visitò di tanto in tanto assumendo le sembianze del sovrano. Con lui Dokas concepì i bambini ciechi al colore.