Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 19 ottobre 1998
A 24 ore dalla conferenza stampa di presentazione ufficiale, Adriano Celentano rende noto il titolo del suo prossimo programma televisivo: "125 milioni di cazzate"
• A 24 ore dalla conferenza stampa di presentazione ufficiale, Adriano Celentano rende noto il titolo del suo prossimo programma televisivo: "125 milioni di cazzate". La Rai si dice immediatamente pronta a censurarlo. Il Polo attacca la Rai. L’Ulivo difende la Rai. Commento di Pippo Baudo: "La vera provocazione fu quella che fece tanti anni fa Cesare Zavattini quando aprendo una puntata di ”Radio anch’io”, esclamò: ”Cazzo”. Ma erano altri tempi".
• "Con una conferenza stampa e una gag malandrina tra Adriano Celentano, il funzionario Maurizio Berretta e il presidente della Rai Roberto Zaccaria, ieri mattina è stato annunciato agli italiani che, nel titolo del del nuovo programma di Celentano, la parola ”cazzate” non sarà sostituito dal pavido ”ca...te” ma dal più coraggioso ”caz...te”. La zeta insomma ci sarà: ferita, ma ancora viva e ridanciana".
• "Nei primi anni della Rai vigeva l’obbligo di non generare equivoci e perciò non si potevano nemmeno usare parole come ”vizio”, ”verginità”, ”talamo”, ”alcova”, ”amplesso”. Per dire ”membro del Parlamento” si diceva ”componente del Parlamento”, giusto per evitare problemi di assonanza. Era anche vietato, nella descrizione delle risse, la parola ”cazzotto” per la radice troppo esplicita; e nell’aggettivazione si consigliava di evitare l’enfasi di ”magnifica”, per via della desinenza".
• "Saul si adirò molto con Gionata, e gli gridò ”Figlio di una donna perduta!”".
La Bibbia, 1 Samuele 20, 30.
• Papa Benedetto XIV, cioè il bolognese Prospero Lambertini, condannò la Massoneria. Diceva di continuo ”cazzo”, innamorato alla fine di questo termine, dichiarò: «La voglio santificare, questa parola, accordando l’indulgenza plenaria dei peccati a chi la pronuncerà dieci volte al giorno».
• Secondo il vocabolario della lingua italiana Zingarelli (134.000 vocaboli e 80.000 voci datate), la parola farabutto è stata utilizzata per la prima volta nel 1718, imbecille nel 1735, cretino nel 1789, ebete nel 1618, tonto nel 1565, mascalzone nel 1383, stronzo nel 1400, coglione nel 1252.
• "Il debutto sulla carta stampata della parola ”cazzata” risale al 1964. E’ il vocabolario Zingarelli a ricordarlo, come sinonimo di sciocchezza, inezia; la definizione data è balordaggine, stupidaggine, errore grossolano".
• Hemingway era solito bestemmiare. Le sue espressioni più colorite erano in spagnolo. Per esempio: Me cago en Dios y en la puta madre. A volte adoperava solo l’ultima parte, perché gli piaceva la sonorità: La puta madre.Gli piacevano anche le frasi spagnole di origine militare. Soprattutto estamos copados (siamo fregati). Il verbo ”estar” non aveva importanza, quello che gli piaceva era ”copados”: Estamos copados... Muy copados.
• "Uno degli aspetti del dialetto triestino che affascinava James Joyce è la sua ricca scorta di parolacce di natura sessuale, molte delle quali verranno adottate e adattate in ”Finnegans Wake”. Dove se non in Città Vecia avrebbe egli potuto trovare ispirazione per coniare un nome quale ”Figura Porca, Lictor Magnaffica” (FW, 463), e dove se non nella zona dei bordelli avrebbe potuto udire espressioni e parole in Finnegans Wake rielaborate così: ”Okey boney, this little figgy and arraky belloky ... porkodirto ... Monabella ... cullebuone ... arraky bone” (che potremmo trascrivere in un triestino un po’ ibrido: O che bona, questa fighetta, e ara che bello che xe ... porco dirto ... Monabella ... cul le buone ... ara che bone), tutte presenti in un breve paragrafo ispirato a una visita ai bordelli triestini"
• Dalla lettera del musicologo e intellettuale di destra Pierino Buscaroli a Gianfranco Fini, inviata ”per conoscenza” a ”Lo Stato”: ”Sei proprio un maiale e via della Scrofa è l’indirizzo più adatto per te (...) Ti maledico a nome dei morti e dei vivi (...) Ti aspetto seduto sulla riva, ti aspetto ad ogni passaggio, di vergogna in vergogna, di sconfitta in sconfitta. In fondo alla tua casa c’è tutta la merda che meriti”.
• Secondo un gruppo di studiosi della facoltà di Psicologia dell’università ”La Sapienza” di Roma esiste una precisa corrispondenza tra la propensione a bestemmiare e il traffico caotico: «Nella provincia e nelle zone rurali solo il 54 per cento delle parole blasfeme e degli atteggiamenti irrispettosi della religione dipendono da input connessi alla viabilità e alla mobilità, mentre nelle grandi metropoli il 78 per cento delle imprecazioni comunemente note come bestemmie o moccoli sono ormai causate dal traffico e pronunciate su mezzi di trasporto quali vetture, pullman, tram, metropolitane».