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 1999  febbraio 22 Lunedì calendario

Giovanni Soldini, milanese, 33 anni, sposato, una figlia, «il più famoso navigatore italiano di questo secolo», quando è in barca mangia pasta o riso e bresaola, cucina con la pentola a pressione, dorme due ore di giorno e due di notte, parla ad alta voce con la barca o con il pilota automatico, comunica con la terra via e-mail, si porta un solo cambio (che usa poco prima dell’arrivo), molte foto e tanti amuleti

• Giovanni Soldini, milanese, 33 anni, sposato, una figlia, «il più famoso navigatore italiano di questo secolo», quando è in barca mangia pasta o riso e bresaola, cucina con la pentola a pressione, dorme due ore di giorno e due di notte, parla ad alta voce con la barca o con il pilota automatico, comunica con la terra via e-mail, si porta un solo cambio (che usa poco prima dell’arrivo), molte foto e tanti amuleti. Si lava al massimo i denti: «In mare non ci si sporca».
• Gardini diceva: più di tre ore in barca non ci resisto, dopo il puzzo è insopportabile. «...dopo tre ore? Avesse saputo che vuol dire dopo 23 giorni di oceano. Intanto non ti lavi, non ti pulisci, fa un freddo cane. La notte prima di dormire mi toglievo i calzettoni e li infilavo sul torace, così si asciugavano prima [...] non le dico l’odore. Una cosa rivoltante ma ho scoperto che ti abitui a tutto» (Paul Cayard, intervistato da Carlo Marincovich).
• Isabelle Autissier, 41 anni, parigina, laureata in agraria, fidanzata con un giornalista francese di vela, è stata la prima donna a concludere, nel 1990, il giro del mondo a vela, battendo record strabilianti. Nel ’95 rimase alla deriva per quattro giorni dopo aver disalberato in pieno Oceano Indiano durante la seconda tappa di un altro giro del mondo in solitario.
• L’Around Alone, regata intorno al mondo per solitari, si corre ogni quattro anni. La prima edizione risale all’82-83. Le tappe sono quattro: Charleston (Usa)-Città del Capo (Sudafrica) di 6.895 miglia; Città del Capo-Aukland (Nuova Zelanda) di 6.884 miglia; Aukland-Punta del Este (Uruguay) di 5.960 miglia; Punta del Este-Charleston di 5.751 miglia. In totale gli skipper percorrono 27mila miglia in nove mesi. Per qualificarsi devono aver compiuto 21 anni e avere alle spalle una traversata oceanica di almeno 2 mila miglia. Le barche sono divise in classe 1 (60 piedi) e classe 2 (50 piedi). Quota d’iscrizione per ogni scafo: 12.500 dollari.
• Tutte le barche che compiono traversate oceaniche hanno telefono satellitare e computer con collegamenti Internet. Per conoscere la posizione esatta della barca c’è il GPS che, interfacciandosi con un satellite, segnala le coordinate . Ogni partecipante alla Around Alone ha avuto in dotazione dall’organizzazione un Epirb, strumento elettronico che serve per lanciare il mayday (aiuto).
• Lunedì scorso, durante la terza tappa dell’Around Alone, la barca di Isabelle Autissier, un 60 piedi ”Prb”, si è rovesciata nel Pacifico del Sud, ai limiti della banchisa antartica (1.900 miglia da Capo Horn) per una strambata causata da un errore del pilota automatico. La Autissier ha lanciato un Sos e si è rifugiata all’interno dello scafo chiudendo la porta stagna che impedisce all’acqua di entrare (l’aria filtrava dalla botola di poppa). I segnali captati dal satellite Sarsat hanno permesso agli organizzatori di stabilire le coordinate esatte del luogo del naufragio. Soldini le ha apprese via e-mail ed ha immediatamente cambiato rotta dirigendo su quel punto. In ventiquattr’ore ha percorso 170 miglia (300 chilometri), con onde che superavano i 10 metri e venti che soffiavano a 30-40 nodi, da 60 a 80 km all’ora. Compiuti due giri attorno alla barca capovolta, chiamando Isabelle, al terzo Soldini ha deciso di lanciare un martello sullo scafo. Lei si è svegliata («Non credevo proprio che Giò sarebbe arrivato così presto»), ha aperto la porta e si è ritrovata in mare con un galleggiante. Afferrata una cima, è salita a bordo di ”Fila”, la barca dello skipper italiano.
• Pierre Lasnier, l’uomo che ha insegnato a Soldini i segreti della meteorologia e delle carte nautiche: «Io glielo avevo detto di non andare laggiù, Soldini mi ha dato retta, Isabelle no». Dalla sua casa vicino a Cannes, Lasnier ha teleguidato lo skipper italiano minuto per minuto fino a portarlo nella zona dell’incidente.
• Dopo il salvataggio Soldini è stato subissato di telefonate: «Non so quante miglia mancano a Capo Horn perché non faccio altro che stare al telefono, la batteria che alimenta i miei strumenti di bordo da lunedì è sempre scarica. Non riesco a seguire il meteo, né a fare il punto sulle carte. Non ne posso più».
• Giovanni Soldini nella sua barca con la Autissier: «Avere a bordo Isabelle è una figata totale. tutto molto più rilassante, ci facciamo da mangiare, parliamo un casino, ci raccontiamo le nostre vite, immaginiamo che cosa potrebbe cambiare in futuro [...] Noi due siamo amici, ma non capita spesso di avere tanto tempo da passare insieme».
• Soldini sulla Autissier: «Adoro la collezione di orecchini di Isabelle, la rendono molto sexy [...]. Isabelle naviga al contrario di come ti aspetti: da uomo. bravissima con il meteo e la tattica, ha un approccio molto fisico con la vela. Non si tira indietro davanti a niente».
• Marc Thiercelin, 38 anni, già direttore artistico di un’agenzia di pubblicità a Rio, illustratore per Kenzo, Versace e Cerruti, gastronomo, arrivato alla vela oceanica tardi, unico concorrente ancora in gara, chiede che Soldini venga squalificato: «Lui ha un passeggero clandestino a bordo, è una cosa scorretta perché la regata è per solitari e basta». Giovanni: «Perché non è andato a salvare Isa lui che era molto più vicino di me? Dice che ha il boma rotto e allora come mai da due giorni fa 16 nodi di media e sostiene pure che c’è poco vento? E io cosa dovrei fare: buttare a mare Isa dopo averla salvata? Ma chi se ne frega della regata, io la mia vittoria l’ho già avuta e quanto a Thiercelin appena lo incontro a terra gli sputo in faccia».