Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  settembre 09 Lunedì calendario

Nel gennaio-febbraio del 1992 gli americani sconfissero Saddam Hussein, che aveva invaso il Kuwait (Guerra del Golfo)

• Nel gennaio-febbraio del 1992 gli americani sconfissero Saddam Hussein, che aveva invaso il Kuwait (Guerra del Golfo). Il presidente degli Stati Uniti dell’epoca era Bush, che dieci mesi dopo perse le elezioni. Si disse: le ha perse anche perché non è arrivato con le truppe fino a Bagdad a dare il colpo di grazia a Saddam.
• Ragioni per le quali Bush non arrivò, quella volta, fino a Bagdad: l’Irak si sarebbe disintegrato e un pezzo di Irak sarebbe finito nelle mani degli iraniani. Gli iraniani sono nemici acerrimi degli americani, ma anche di parecchi altri paesi della zona, per esempio gli egiziani. Anche costoro pregarono Bush di fermarsi: meglio un Irak debole sotto Saddam che un Iran fortissimo.
• Sanzione comminata a Saddam quella volta: non poteva più commerciare petrolio.
• Saddam ha tirato avanti in questi anni vendendo petrolio di contrabbando ai turchi. In cambio i turchi gli mandavano da mangiare e da vestire. Poca roba, in ogni caso: l’Irak ha un’inflazione del 315 per cento, il Prodotto interno lordo s’è dimezzato e in questo periodo sono morte almeno un milione di persone (600 mila bambini).
• Il 70 per cento del petrolio iracheno è prodotto in una regione del Nord del paese che si chiama Kurdistan. Qui abitano i curdi. Il petrolio che Saddam vendeva ai turchi doveva per forza passare per i valichi curdi. I curdi, per far passare indenni le autobotti, si facevano dare soldi. Quando dalla Turchia arrivano i camion carichi di cibo e medicinali si facevano dare soldi un’altra volta.
• Questi "curdi dei valichi", a nord-ovest, sono contadini, montanari, contrabbandieri. Li comanda Massud Barzani. Barzani è un nome famoso: il vecchio Barzani, suo padre, fu il primo a fare la resistenza contro il governo iracheno. Barzani figlio invece è alleato di Saddam Hussein. Si dice che dal traffico della frontiera turca ricavi 250 mila dollari al giorno, poco meno di 400 milioni di lire.
• Il più grande nemico di Barzani è un alleato curdo. Si chiama Jalal Talabani e con i suoi se ne sta a prender tangenti sulla Hamilton Road, la strada che conduce dall’Irak alla Persia. Quando finì la Guerra del Golfo, quattro anni fa, Barzani e Talabani erano alleati e si rivoltarono insieme contro Saddam. Saddam ne fece strage, intervennero le potenze occidentali e crearono un territorio protetto dei curdi. Fecero fare le elezioni e elessero un Parlamento. Ma, per non correre rischi, truccarono il voto in modo che tra quelli di Barzani e quelli di Talabani si arrivasse al pareggio. Dopo un po’, essendoci tutti quei dollari da guadagnare ai valichi turchi, presero farsi la guerra. E non hanno mai smesso.
• Pochi giorni fa, il 23 agosto, Barzani e Talabani si incontrarono per far la pace. E di fatto la fecero, accordandosi che l’annuncio ufficiale sarebbe stato dato il prossimo 23 settembre.
• In Turchia ci sono dieci milioni di curdi e questi curdi fanno la guerra al governo centrale di Ankara, dal quale vogliono liberarsi per creare uno stato curdo. La loro base è in Irak, nella regione del Kurdistan. Di continuo l’aviazione turca li insegue, sconfinando in Irak, per bombardarli. I turchi sono molto contenti della guerra tra Talabani e Barzani, che tiene diviso il popolo curdo. E anche Saddam, amico adesso di Ankara, è contento della divisione curda: finché i curdi si ammazzano tra loro, lui può continuare a fare contrabbando e il suo potere non corre pericoli da quella parte.
• In Irak ci sono guerriglieri che sconfinano in Iran per combattere contro il regime persiano. Poche settimane fa, gli iraniani hanno inseguito questi guerriglieri fin dentro l’Irak, ne hanno ammazzati un bel po’, e poi se ne sono tornati in patria lasciando dietro di sé, in dotazione al loro amico Talabani, uno stock enormi di armi leggere e medio pesanti. I turchi fecero subito sapere a Barzani il fatto: come puoi credere, amico, agli accordi di pace con quello lì che intanto s’è fatto armare fino ai denti da Teheran? Barzani andò all’incontro di pace, ma intanto scrisse a Saddam: intervieni per favore e liberami del mio nemico.
• Alla fine della Convenzione democratica di dieci giorni fa, i settimanali americani avevano in copertina una sola foto: quella di Dick Morris, il consigliere di Clinton che si è fatto sputtanare dalla solita bella donna. La notizia che Saddam avevano attaccato Abril, la città di Talabani, era «un regalo del cielo» (Luttwak). Da sfruttare badando a due punti: 1. non doveva morire nessun americano, e per questo furono sparati su Bagdad e sull’Iraq meridionale 44 missili da 2.500 chilometri di distanza; 2. non bisognava comunque "distruggere" Saddam, per non fare un favore all’Iran che resta il nemico principale (le stesse ragioni di Bush nel ’92). Secondo i commentatori, il distacco di Clinton su Dole è oggi praticamente incolmabile.