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 1998  aprile 18 Sabato calendario

Ospedale Italia

• Mussolini decise di far costruire il Cardarelli di Napoli nel 1927, dopo aver letto un rapporto sull’ospedale degli ”Incurabili”: «Si trattava di un antico edificio, costruito nel 1519, e posto fra vie srette... che strozzano il fabbricato e lo rendono in gran parte inutilizzabile. Nell’ospedale si incastrano cappelle, chiese, oratori e anche due abitazioni private. Buona parte di esso è cadente, il servizio di trasporto dei cadaveri alla cella mortuaria viene svolto all’interno dell’edificio e attraverso le infermiere».
• Per il nuovo ospedale venne scelta una zona di 28 ettari a nord-ovest della città, a 260 metri di altitudine. Mussolini inaugurò il cantiere al quale lavorarono 700 uomini. Vennero utilizzati sette locomotori, 350 vagonetti e dieci chilometri di binari. L’ospedale doveva chiamarsi ”Ventitré Marzo”, data di nascita del partito fascista. Concluso alla vigilia della guerra, fu requisito dai nazisti e poi dagli americani.
• Il Cardarelli è il più grande ospedale del Mezzogiorno. Si estende su 240 mila metri quadri, ha sette padiglioni, 52 reparti, un bosco secolare e 37 mila metri di sotterranei. Ci sono 1.237 posti letto, ma i ricoveri sono superiori, in media del dieci per cento (circa centomila l’anno). Sono stati contati 80 tra cani e gatti randagi.
• Al Dea (Dipartimento emergenza e accettazione) del Cardarelli arriva un paziente ogni due minuti, 21 mila persone al mese. Fu costruito in 21 anni e benedetto da Giovanni Paolo II l’11 novembre 1990. Spesa prevista: 3 miliardi e 745 milioni. Spesa reale: 70 miliardi. Il Dea occupa cinque piani, ha 16 ascensori, 12 sale operatorie e 26 orologi. Orologi tutti fermi, perché le batterie sono scariche.
• Dipendenti del Cardarelli: 1.070 medici, 2.011 infermieri, 1.067 ausiliari, 423 amministrativi. Ore di straordinario al mese: 13 mila.
• Per non farlo rubare, il televisore nella biblioteca dei medici è stato bloccato da un fabbro con pesanti sbarre di ferro.
• Denuncie per furti: 300 l’anno. Tra gli oggetti più rubati: computer, fax, elaboratori, telefoni, sedie, materassini, camici, asciugamani, rubinetterie. Dalle cucine sono spariti 150 vassoi termici per la distribuzione dei pasti (costano 140 mila lire l’uno). Un barelliere con l’auto piena di biancheria confessò che doveva sposarsi e la fidanzata non aveva i soldi per il corredo. All’undicesima divisione di medicina, un aiuto-primario regalò stampe di nature morte, paesaggi, scene di caccia. Sparirono in una notte, tranne quella con la caricatura di un menagramo.
• Cinquanta letti ospitano pazienti cosiddetti abusivi, cioè anziani che non hanno bisogno di ricovero ma nessuno vuole in casa. Dieci anni fa, secondo il direttore sanitario Francesco Bottino, erano 500.
• Franchetiello, contrabbandiere di sigarette, passa tra le corsie a partire dalle tre di pomeriggio. Al Cardarelli, nonostante i divieti, si fuma ovunque: nei reparti, nei corridoi, negli ascensori, fuori dalle camere operatorie.
• Personaggi che popolano il Cardarelli: Teresa, abbandonata dal marito, vive per settimane intere nella sala d’aspetto del pronto soccorso. La notte distente il suo bucato sulle sedie della saletta e dorme su una sdraio da spiaggia. Di giorno fa servizi per ricoverati in cambio di poche migliaia di lire. Nannina ”tre caffè”: prostituta, batteva nelle corsie. Dopo il sesso chiedeva i soldi per tre caffè: «il primo perché vi ho fatto del bene, il secondo per augurio di buona salute, il terzo perché, felice come siete, adesso potete andare a casa». Jò-Jò, giovane nigeriano: viveva in una baracca di metallo vicino alla pista dell’eliporto, riceveva posta e aveva chiesto il certificato di residenza. Scacciato in occasione del G7, venne trovato morto un mese dopo nei sotterranei dell’ospedale. Rosa Ciarlone, di anni 70, detta ”Zi Rosa”: arrivò al Cardarelli 25 anni fa. Era in fin di vita, le avevano già dato l’estrema unzione. Sopravvisse e decise di restare assistendo a pagamento i ricoverati. All’inizio prendeva diecimila lire a notte adesso tra le 50 e le 60.
• Valore degli appalti al Cardarelli (cifre al netto dell’Iva): 6 miliardi e 800 milioni per il vitto; 5 miliardi e 100 milioni per la lavanderia; 5 miliardi e 600 milioni per la pulizia del pronto soccorso; 2 miliardi e 700 milioni per la vigilanza; 1 miliardo e 900 milioni per il ritiro dei rifiuti tossici; 1 miliardo e 800 milioni per il riscaldamento. In tutto circa 40 miliardi, pari al 15 per cento del bilancio.
• Per il nuovo Cardarelli sono stati stanziati 108, da spendere in tre anni. La ristrutturazione prevede stanze singole a due o quattro letti. In ogni padiglione bar, day hospital, sale per i visitatori e una clinica privata con ventiquattro posti letto per le visite a pagamento fuori dai turnidi lavoro ospedaliero.