Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 14 aprile 1997
I ventimila detenuti nelle carceri dell’Alabama, l’80% dei quali afroamericani, dal ’93 ammanettati ed incatenati per nove ore sotto il sole, con temperature che in estate raggiungono i 40 gradi
• I ventimila detenuti nelle carceri dell’Alabama, l’80% dei quali afroamericani, dal ’93 ammanettati ed incatenati per nove ore sotto il sole, con temperature che in estate raggiungono i 40 gradi. Oppure nel gelo invernale agganciati ad una sbarra di ferro, a due altezze, senza possibilità di movimento (neanche per andare alla toilette), senza cibo né acqua. Tutto ciò per aver fatto tardi al lavoro.
• Il più giovane detenuto nella storia degli Stati Uniti è un bambino nero di 6 anni, rinchiuso nel carcere di Contra-Costa a Richmond il 22 aprile dell’anno scorso. Con due amichetti (due gemelli di 8 anni) era penetrato nella casa di una famiglia messicana e aveva pestato il neonato Ignacio Bermudez, di 4 settimane, spaccandogli la testa e mandandolo in coma per due settimane. Sua cella: un letto, un tavolino, un water. Giocattoli: il Lego e un orsacchiotto. Famiglia: la nonna condannata per spaccio di droga, lo zio, di 17 anni, accusato di aver ucciso un tassista (poi prosciolto), il padre ammazzato per un regolamento di conti nel ’92, a 22 anni. «E’ soltanto un marmocchio», dice di lui l’avvocato difensore Leslie Bialik. Harold Jewett, il giudice: «Abbiamo tutte le prove che questo bimbo è entrato in quella casa per rubare il triciclo, e per farlo ha picchiato a sangue, con pugni e calci e un bastone, un neonato. Credo che lui sapesse che massacrare di botte un neonato è sbagliato...Questo bambino è molto pericoloso, non dovrebbe essere rilasciato». I suoi insegnanti: «Vivace, non cattivo». Alcuni compagni: «Sadico con gli animali, prepotente».
• Nel carcere di Florence in California (appena costruito), le 400 celle sono sepolte sotto tera, per raggiungerle si devono attraversare 1.400 porte controllate sempre da 168 monitor. Letti, tavoli e sgabelli sono attaccati ai pavimenti con rinforzi di cemento armato. Al posto degli specchi (i detenuti adoperano nelle rivolte i frammenti di specchio come arma) lastre di acciaio superlucido. Niente docce comuni. Una sola fessura, in alto, per la luce. Dal televisore in bianco e nero solo programmi educativi. Isolamento di 23 ore, una sola ora di ricreazione, ma con la scorta di tre uomini armati.
• E’ stata dura?
«Ma no, sono stato benissimo, qui. Un’occasione per pensare, riflettere e riposare» (Marcello Dell’Utri al "Messaggero", mentre usciva dal carcere di Ivrea).
• Ugur Kliic, noto negli ambienti dei travestiti della città turca di Izmit, condannato per omicidio a 15 anni, è stato incarcerato nella prigione di Manisa, a nord della città, però nella sezione femminile, perché gli agenti si sono fatti ingannare dai suoi abiti e non l’hanno sottoposto a un’ispezione più accurata. In cella l’uomo ha fatto l’amore con tutt’e e quattro e sue compagne e ne ha messa incinta una. La magistratura ha aperto un’inchiesta su di lui, sulla direzione e sul personale del carcere.
• Francesco Federico, 55 anni, ex comandante degli agenti di polizia penitenziaria delle carceri di Marsala, ora in pensione e agiato imprenditore con azioni in società che gestiscono il servizio mensa, in cinque prigioni italiane, arrestato infine per associazione mafiosa. Per 20 anni, fino al 1989, fu al servizio di Riina e altri boss. Nell’86 e nell’87, come postino del boss Mariano Agate, avrebbe portato all’esterno, dal carcere di Marsala, gli ordini di uccidere i mafiosi Niccolò Zicchitella e Giuseppe Ferraro, della fazione opposta a quella di Agate. Avrebbe anche permesso visite notturne di mafiosi liberi ai loro capi detenuti. Ogni detenuto sapeva che il maresciallo «era a disposizione». Trasferimenti, colloqui con i familiari, messaggi da passare all’esterno, particolari richieste gastronomiche e soprattutto ricoveri in infermeria. Ignazio Zicchitella, mafioso palermitano, dice che «Federico era disponibile con gli uomini d’onore e cattivo con i delinquenti comuni che picchiava selvaggiamente». E ancora: «Era il padrone del carcere: talvolta faceva uscire alcuni detenuti che adibiva a giardinieri o muratori nella sua villa».Quando arrivò all’Ucciardone, nel ’72, trasformò l’infermeria in un albergo a cinque stelle. Durante il soggiorno, Masino Buscetta pasteggiava ad aragosta e champagne. I pentiti dicono che «era così disponibile che non diceva mai di no».
• Che cosa mangiava?
«Cibi preconfezionati e incellofanati. Gli altri non si possono toccare perché le guardie ci pisciano sopra» (Mike Tyson ai cronsti mentre usciva dal carcere di Playnfield).
• Patrizia Reggiani, in carcere perché accusata di aver commissionato l’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci, dice che a San Vittore sta «bene, proprio bene. Qui in cella siamo tutte dormiglione, mi faccio delle gran dormite». Indossa una tuta di jersey a fiori, un lungo cardigan di lana pesante, un cappotto lungo con i bordi d’astrakan, e guanti di lana nera perché «l’unico problema è che fa freddo, va a finire che qui dentro mi prendo una polmonite». A differenza delle altre detenute, non porta pantofole o scarpe da ginnastica, ma stivaletti di pelle con dieci centimetri di tacco. Dice che ha nostalgia dei suoi trucchi, «non riesco a stare senza i miei trucchi», potrebbe fare ginnastica «ma non ci sono gli attrezzi e a me il corpo libero mi annoia mortalmente». Mangia poco, «praticamente solo formaggio. Gli altri cibi mi sembrano troppo cotti e troppo conditi. Non si potrebbe avere qualcosa in bianco?». Le compagne di stanza «sono molto brave, mi aiutano a fare il letto, mi fanno da mangiare».
• L’agenzia Collectzia Priklmucenu di San Pietroburgo offre una vacanza nelle segrete della fortezza di Schlisseburg. Altre possibilità: la cella di Vaclav Havel a Praga, i cunicoli vietnamiti dei guerriglieri vietcong (duecento chilometri di gallerie, si può restare incastrati perché sono costruite a misura di vietcong). L’agenzia Gambit di Izkevsk offre per un milione un soggiorno in una prigione siberiana (garantiti: aria fresca, pane e acqua, assenza di contatti umani).
• Amir Hazanm, detenuto di Tel Aviv, ha chiesto alla direzione del carcere di poter acquistare una bambola di gomma. Il giudice Avraham Baizer gli ha risposto per iscritto: «Vorrebbe l’egregio signore spiegarmi per quale motivo ha bisogno di una bambola di gomma?». Amir: «Lo strumento mi serve per masturbarmi e scaricare i nervi». Il giudice gli ha risposto di no.
• Accadeva nella nona sezione del carcere dell’Ucciardone: cene ordinate dai boss preparate dai migliori ristoranti di Palermo complete di champagne e servite in cella, il detenuto Pietro Marchese ucciso nel giorno del suo trentatreesimo compleanno con 33 coltellate, il detenuto Vincenzo Puccio ucciso a colpi di bistecchiera che gli spaccarono la testa per aver detto che avrebbe gradito eliminare Riina, benedizioni ed estreme unzioni fornite da Padre Agostino Coppola religioso e mafioso dotato di una suite in carcere, festini a luci rosse con signore della buona borghesia palermitana in cerca di brividi proibiti, ecc.
• Protesta messa in atto dai 650 detenuti rinchiusi nel carcere di Vila Branca, in Brasile, contro il sovraffollamento: ogni trenta giorni uccidono uno di loro scegliendolo tra i "novizi", cioé gli ultimi arrivati oppure quelli che hanno subito condanne più lievi. L’ultima vittima è stato Newton César Luiz, di 25 anni, arrestato con un chilo di marjuana e ucciso da cinque suoi compagni dopo cinque giorni con 50 coltellate durante l’ora d’aria. Il sovraffollamento consiste in questo: nella cella di 35 metri quadrati riservata a informatori e stupratori, (vittime certe degli altri detenuti che, di solito, prima di sopprimerli li violentano per disprezzo) sono rinchiuse 80 persone che per dormire distesi devono organizzarsi in tre turni; niente ora d’aria poiché se uscissero nel cortile verrebbero uccisi. Nelle altre celle sono rinchiusi in condizioni pesantissime ladri, assassini, travestiti. Alcuni di questi hanno ottenuto la semilibertà, ma non possono uscire per le lentezze burocratiche oppure perché troppo poveri per pagarsi un avvocato. Il Brasile ha un deficit carcerario di 70.000 posti e l’Aids è di gran lunga la prima causa di morte fra i detenuti.