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 2003  novembre 29 Sabato calendario

Ricordi - "Un uomo porta il figlio alla partita e trent’anni dopo è di questo che parlano, quando il vecchio babbeo sta tirando le cuoia in ospedale" (Don De Lillo, Underworld)

• Ricordi. "Un uomo porta il figlio alla partita e trent’anni dopo è di questo che parlano, quando il vecchio babbeo sta tirando le cuoia in ospedale" (Don De Lillo, Underworld).
• Famiglia Daccò. Squadra fondata da Beppe Severgnini con alcuni amici all’inizio degli Ottanta. Maglia biancoazzurra dell’Argentina, il marchio di un colorificio sul petto, per sponsor, dietro le spalle nomi ispirati al film Novecento di Bernardo Bertolucci (racconta le vicende della famiglia Dalcò). Si scendeva in capo il sabato, tra lo stupore dell’arbitro alla lettura della formazione: portiere Olmo Daccò; difensori Nonno Daccò, Fosco Daccò, Pupo Daccò e Bimbo Daccò; centrocampisti Nuto Daccò, Mosé Daccò e Fusto Daccò; attaccanti Babbo Daccò (l’unico già padre) e "la coppia formata dall’umorale Malombra Daccò e dal rapido irascibile Veleno Daccò, il quale terminava una partita su due".
• Il signor Righini. Idolo dell’autore, iscritto al Tennis Club Crema. Aspetto da agente sovietico nei film di James Bond, non rideva mai e scendeva in campo attrezzato per rimanerci ore. La sua tattica: non attaccava mai, recuperava tutto. Teorico della difesa a oltranza, ogni partita per lui era una Stalingrado ("Non era il miglior giocatore, ma sfiancava i migliori").
• Errori. Titolo sul ”Corriere della Sera”: ”Sbaglia il tiro a golf e si taglia la gola”. "Segue la storia di un piccolo imprenditore marchigiano che ha perso quattro litri di sangue sul green. Voleva guadagnare 200 metri con un colpo lungo senza droppare, la mazza ha picchiato contro un ulivo, s’è spezzata e gli è entrata in gola come un pugnale. Per la cronaca, la vittima se l’è cavata, e ha detto: ”La prossima volta giuro che droppo”".
• Pericoli. Un normale uomo di mezza età arriva ad essere un QS (quarantenne sportivo) in tre fasi: l’annuncio ("riprenderò a fare sport"), la ricomparsa di vecchie scarpe da ginnastica (in genere Adidas del 1985), la scelta della disciplina. Il problema è che quasi tutte hanno un malanno annesso: tennis/tendinite, pesi in palestra/stiramento, calcio/contusioni, motociclismo/mal di gola, basket/palla in faccia.
• Cuore. "Tra i quarantenni italiani, la vanità sportiva ha sostituito la boria sessuale. Le mogli – donne sagge con figlie, testa e zaini sulle spalle – ormai non si preoccupano più delle scappatelle. Le nostre compagne hanno preoccupazioni post-moderne: una mountain bike è più temuta di una ventenne. Il cuore del marito, oggi rischia soprattutto in salita".
• Resistenza. Il nuotatore italiano medio ha un’autonomia di circa 50 metri, sufficiente a fare due vasche nella piscina del villaggio vacanze, inadeguata in caso di naufragio o corteggiamento atletico. "In compenso, indossa costumi impeccabili".
• Sulla neve. Quelli che ti franano addosso perché non sanno come fermarsi; i genitori che gridano consigli ai figli (anche detti ”Martina-piegati-di-più!”); i bambini che si lamentano per il freddo e devono fare pipì in continuazione.
• GAS. Grandi Avventure Sportive: topos narrativo delle serate in cui si ritrova un gruppo di amici maschi: "i GASati".
• Varenniani. Detti anche esperti istantanei. Il nome deriva dal trottatore Varenne, che coi suoi successi ha generato una nuova categoria d’intenditori. "Gente che prima non distingueva il davanti dal didietro di un cavallo s’è messa a dissertare di allenamenti, terreni pesanti, allunghi". In precedenza c’era stato il Varenniano Invernale, "quello che ai tempi di Tomba e della Compagnoni dissertava di anticipi e piegamenti, di angolazione e tenuta delle lamine. Messo sugli sci, non sapeva prendere lo skilift". Ne esiste anche una variante A Motore ("dopo aver seguito cinque stagioni di Gran Premi si ritiene un esperto, e parla come un ingegnere meccanico") e una Rotonda: "Esperto di qualsiasi sport con la palla. Passa dalla pallavolo (squadra locale) al Basket (Nba), dal golf (stimolato da Tiger Woods) alla pallanuoto (gli piace il colore della piscina sullo schermo)".
• "Tempu!" La volta che il Genoa segnò al quinto minuto di una partita casalinga e un portuale gridò dagli spalti: "Arbitru, tempu!".
• Bar Sport. Luogo fondamentale della cultura sportiva italiana: un tempo ospitava il Competente, in genere ex calciatore; l’Imparziale che tentava di portare equilibrio; l’Isterico, depresso o euforico a seconda dei risultati della sua squadra; l’Onesto fissato col fair play. Oggi "è in esilio presso gli innumerevoli programmi che parlano di calcio, in tv e alla radio. Non sono tutti buoni, ma non mi sento di affermare che siano del tutto inutili. Sono la continuazione della discussione da bar con altri mezzi".
• Cravatte. Lo stile impeccabile di Hector Cuper, allenatore incapace di malizie: "Solo Schillaci sgranava gli occhi meglio di lui, solo Salinger esibisce silenzi altrettanto loquaci". Tra le sue caratteristiche: la cravatta sempre allentata che ne fa "un tipo alla Philip Marlowe".