Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 26 luglio 2003
Rol. Il grande veggente
• Rol (1903-1994). Nato da famiglia borghese, padre avvocato, direttore della Banca Commerciale Italiana a Torino, nonno materno presidente del Tribunale di Saluzzo, non fu un bambino precoce. Muto fino a due anni, la sua prima parola fu ”Napoleone”. Distratto a scuola, fu rimandato in terza ginnasio, conseguendo invece eccellenti risultati all’università (laurea in Giurisprudenza a Torino, Scienze commerciali a Londra, Biologia medica a Parigi). Assunto come bancario a Torino, si dimise dopo la morte del padre per aprire un negozio di antiquariato e dipingere (celebri i suoi quadri ”animati”: i proprietari giurano che le rose dipinte all’improvviso profumano e gli occhi dei gatti si muovono).
• Ostaggi. Nel 1944, durante l’occupazione tedesca, Rol intratteneva gli ufficiali nemici, chiedendo in cambio di ogni esibizione la liberazione di un ostaggio italiano condannato a morte.
• Mussolini. Convocato a Palazzo Venezia da Mussolini per essere interrogato sull’esito della guerra, Rol rispose: "Eccellenza, sarà perduta". Immediatamente congedato, fuori dallo studio del duce aggiunse a chi lo accompagnava: "E non ho avuto il coraggio di dirgli che in quel momento l’ho visto impiccato in una piazza di Milano".
• Facoltà. Tra le facoltà di Rol: scrivere e leggere a distanza, leggere nei libri chiusi, disintegrare gli oggetti, trasportarli da un luogo all’altro senza toccarli, predire il futuro, vedere l’aura delle persone, conoscere tutto dell’individuo che osservava, fare viaggi nel tempo, ubiquità.
• Non profit. Rol non trasse mai nessun profitto economico dai suoi poteri, consapevole che "se un sensitivo ha delle doti autentiche e ne fa commercio, le perderà". La riprova: alla roulette indovinava solo se giocava con l’intenzione di donare la vincita.
• Soffi. Richiesto per le sue capacità psicocinetiche dai chirurghi di Torino in occasione di operazioni difficili, Rol in caso di complicazioni copriva con un fazzoletto bianco la ferita, teneva con la sua mano destra il mignolo della mano sinistra del malato e soffiava diventando paonazzo per lo sforzo: "Dio per creare l’uomo ha soffiato sulla creta e così è nato Adamo".
• Mutazioni. "Staccai un po’ la carta dal petto e guardai. E allora vidi una cosa orrenda che le parole non possono dire. Vidi la materia che si disintegrava, una poltiglia giallastra e acquosa che si decomponeva palpitando, un amalgama ributtante in cui i semi dei fiori si disfacevano e comparivano delle venature rosse. A questo punto sentii una mano che mi prendeva lo stomaco e me lo rovesciava come un guanto. Una inesprimibile nausea, e poi mi sono trovato nella mano il dieci di cuori" (così Dino Buzzati che, estratto il sei di fiori da un mazzo di carte, mentre Rol lo trasformava, a sua richiesta, in dieci di cuori, non obbedì alla raccomandazione di tenere la carta stretta al petto senza guardarla).
• Grafite. Esperimento svolto con successo in presenza di Marco Treves, docente universitario e direttore del manicomio di Torino: riposti in una scatola vuota un foglio bianco piegato in quattro e un pezzo di grafite di lapis, Rol gli chiese di pronunciare una frase e subito dopo gli rivelò che, scomparso il lapis dalla scatola, l’avrebbe trovata scritta nel foglio (era il verso di Dante "Amor ch’a nullo amato amar perdona").
• Quadri. Appoggiata una tela bianca su un cavalletto, Rol invocava lo spirito intelligente d’un pittore del passato, chiedeva ai presenti di scegliere un soggetto e, mentre continuava a conversare con loro in penombra, i pennelli cominciavano a muoversi da soli. In pochi minuti il quadro era finito, proprio nello stile del pittore invocato.
• Fede. Cristiano fervente, Rol ammetteva alla salvezza gli atei: "Anche coloro che non credono in Dio possono avere una fiducia incrollabile. Intanto Dio, essendo dappertutto, è presente anche in chi non crede in Lui. Ma se pur ammettessimo che Dio non esiste, nessuno saprebbe sottrarsi alle armoniche leggi che regolano l’universo e respingere i doni che gliene provengono".
• Possibilità. "I miei non sono poteri, sono solo possibilità. Il potere cessa di essere tale quando non è esercitato con fini autoritari" (Rol).
• Lettera. Rol conquistò per sempre la futura moglie Elna Reschknudsen, figlia di un capitano di marina parente del re di Norvegia, rivelandole il contenuto preciso della lettera che lei gli aveva appena scritto per lasciarlo e che teneva ancora in tasca per imbucarla. Elna si rifiutò sempre di partecipare alle serate di esperimenti.
• Casanova. Grazie all’invocazione di Rol, Mentre girava Casanova Fellini ebbe l’occasione di parlare direttamente con lo spirito del personaggio storico a cui s’ispirava il film: " un individuo tutto diverso da come si legge sui libri. un essere cattivo, immondo, sozzone, egoista. Non sarà facile portarlo sullo schermo".