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 1996  agosto 03 Sabato calendario

ìLongitudineî

• Latitudine. Un uomo solo in mezzo al mare può facilmente calcolare la latitudine, se ha un minimo di dimestichezza con l’osservazione del cielo. Lo aiutano la posizione del Sole o quella delle note stelle di riferimento sopra l’orizzonte.
• Longitudine. Per sapere la longitudine bisogna conoscere l’ora della barca e l’ora di un’altra località la cui longitudine sia nota. Se si ha pratica, si stabilisce quando è mezzogiorno in barca nel momento in cui il sole è più alto. E’ proprio allora che bisognerebbe sapere che ora è - per esempio - nel porto di partenza. La differenza tra le due ore ci direbbe il grado di longitudine.
• Gli antichi, non potendo calcolare la longitudine, navigavano sempre sulle medesime rotte, le quali risultavano quanto mai affollate: baleniere, mercantili, navi da guerra, vascelli corsari eccoli tutti correre sulla stessa linea e cadere preda uno dell’altro.
• Naufragi clamorosi: il 22 ottobre 1707 quattro delle cinque navi di sir Clowdisley Shovell si schiantarono contro le isole Scilly, a venti miglia dalla costa inglese. Duemila uomini dell’equipaggio persero la vita. Poco prima del disastro, un marinaio s’era presentato all’ammiraglio sostenendo di aver elaborato un suo metodo per il calcolo della longitudine. Fu impiccato per ammutinamento. Il 7 marzo del 1741, il "Centurion", investito da una tempesta di 58 giorni, si trovò poi in un punto noto. Ma il commodoro Anson - volendo puntare sull’isola di Juan Fernandez, dove avrebbe trovato acqua fresca per dar sollievo ai suoi uomini decimati dallo scorbuto - non aveva la minima idea se dovesse andare a "destra" o "a sinistra". Procedendo a zigzag, impiegò due settimane a trovare un approdo e perse gran parte dell’equipaggio.
• Nel 1687, sir Kenelm Digby sostenne di aver scoperto una polvere che guariva a distanza ("polvere simpatica"): bastava spargerla sull’indumento di un malato e questi, dovunque si trovasse, sarebbe tornato sano. La polvere era dolorosa: chi ne traeva beneficio, a qualunque distanza fosse, mentre guariva gridava. Si poteva dunque: portare a bordo un cane ferito quando la nave salpava; lasciare a terra una persona fidata che ogni giorno a mezzogiorno intingesse la benda del cane nella soluzione contenente la polvere simpatica; determinare il mezzogiorno del porto di partenza in base ai guaiti del cane.
• Altro metodo. Proposto dai matematici William Whiston e Humphrey Ditton: ancorare navi segnaletiche in punti di cui si conoscesse la longitudine e la latitudine; far sparare a dette navi - ad ore fisse - palle che allo scoppio si levassero in aria per due chilometri e lì esplodessero con un forte segnale luminoso. Problemi: la catena dell’ancora doveva essere lunga tra i quattro e i sei chilometri; le navi segnaletiche avrebbero impegnato un equipaggio di mille uomini e questi sarebbero stati condannati «alla solitudine completa, abbandonati alla mercè degli elementi, esposti al pericolo di morir di fame e costretti a rimanere sobri».
• Sua Maestà mise un premio: 20 mila sterline - un miliardo di oggi - a chi ci fosse riuscito ("Longitude Act", 1714).
• Esistevano due strade possibili: costruire orologi adatti; affinare la conoscenza del cielo e basarsi sulle distanze reciproche di Sole, Luna e Stelle.
• Orologiai. Il primo pendolo fu costruito nel 1656. Ma come portare un pendolo a bordo? La nave rolla e le oscillazioni sballano. Inoltre i metalli si espandono col calore e si restringono col freddo, problema presente poi anche con gli orologi a molla.
• Astronomi. Ci volevano come minimo quattro ore per una valutazione approssimativa degli astri. E il cielo doveva essere sereno. E l’uomo sul ponte doveva continuare i suoi calcoli mentre la nave faceva su e giù.
• John Harrison, falegname, nato nello Yorkshire. Non amava Shakespeare e studiò piuttosto i Principia di Newton e la meccanica di Saunderson. Costruì quattro orologi in legno e ottone capaci di calcolare la longitudine, migliorando costantemente le prestazioni dall’uno all’altro. Solo per il terzo ci mise diciannove anni. I primi tre pesavano tra 27 e 39 chili. Il quarto un chilo e tre etti. Harrison fu anche autore di una teoria radicalmente nuova sulla scala musicale.
• Newton non credeva negli orologi. Gli astronomi (il partito degli astronomi) fece di tutto per impedire ad Harrison di riscuotere il premio e ci riuscì per quarant’anni. Gli sequestrarono le macchine e le fecero cadere a terra, rompendole. Rinviarono per quanto possibile le prove. Il re Giorgio III in persona riabilitò e salvò il falegname.
• Modi con cui si calcola la longitudine oggi: una rete di satelliti geostazionari indica, in pochi attimi, la posizione della nave con l’approssimazione di un metro.