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 2003  marzo 22 Sabato calendario

Pippo Battaglia

• Venere. Il più appariscente tra i corpi celesti osservabili dalla Terra, nei momenti di massima luminosità è visibile a occhio nudo anche in pieno giorno. Motivi: la vicinanza al Sole e alla Terra, e la densità della sua atmosfera che riflette nello spazio il settanta per cento della luce ricevuta.
• Papessa. In una cronaca del XIII secolo, la storia della papessa Giovanna che, spacciatasi per uomo, sarebbe succeduta a Leone IV e avrebbe pontificato per due anni, per poi morire partorendo un figlio durante una processione (nel XVII secolo il protestante David Blondel ricostruì l’origine leggendaria della storia).
• Splendore. Disappunto di Napoleone, in occasione di un ricevimento a Lussemburgo in suo onore, nel vedere che la folla riunita per acclamarlo prestava più attenzione al cielo sovrastante che non alla sua persona. Spiegazione: era mezzogiorno e ciononostante risplendeva Venere.
• Masse. Per stabilire la massa visibile della nostra Galassia bisogna contare le stelle e la materia interstellare (rilevando le radiazioni elettromagnetiche che emettono). Per ottenere la massa gravitazionale si misura la velocità orbitale degli oggetti più periferici. La massa gravitazionale è da cinque a dieci volte maggiore di quella visibile, che rappresenta appena il cinque per cento della materia presente nell’universo.
• Materia oscura. Costituita per lo più da particelle elementari che non emettono radiazioni elettromagnetiche (impossibile identificarle con metodi tradizionali, come antenne e osservatori). Uniche particelle costitutive della materia oscura conosciute, i neutrini: massa inferiore al centomillesimo di quella dell’elettrone, velocità prossima a quella della luce, vagano negli spazi intergalattici. Presenti in gran quantità nell’universo primordiale, oggi la loro densità è di un centinaio di neutrini per centimetro cubo.
• Corpi. Il nostro corpo è continuamente attraversato da neutrini senza che ce ne accorgiamo.
• Meteoroidi. Manifestazioni luminose prodotte da piccoli corpi provenienti dallo spazio (detti meteoroidi), quando entrano in contatto con l’atmosfera terrestre. Dimensione variabile da un grano di riso a una pietruzza di un centimetro di diametro, i meteoroidi entrano nell’atmosfera a una velocità tra gli 11 e i 74 chilometri al secondo (con frequenza massima intorno alle quattro del mattino orario locale). Altitudine media, a cui corrisponde la massima luminosità: 97 chilometri. La scia luminosa (lunga da 7 a 20 chilometri, larga un metro, di durata inferiore al secondo) si verifica a quota 115 chilometri, quando gli atomi dei meteoroidi collidono con le molecole dell’aria, producendo eccitazione e ionizzazione.
• ”Pioggia di meteore”. Fenomeno per cui la Terra, ruotando intorno al Sole, raccoglie le particelle di materia disseminate nelle orbite delle comete attraversate. La pioggia che ha la massima intensità proviene dalla costellazione di Perseo, comincia tra l’11 e il 12 agosto, dura sedici giorni (con frequenza massima di trecento meteore all’ora). La più lunga è quella proveniente dalla costellazione del Toro, trenta giorni, con maggiore intensità tra il 7 e l’8 novembre, frequenza massima: venticinque meteore all’ora.
• Supernova. Esplosione di una stella di grande massa, che in pochi minuti diventa così splendente da superare la luminosità della galassia cui appartiene (lungo la Via Lattea nell’ultimo millennio ne sono "brillate" quattro). Il fenomeno inizia con la fusione dei metalli sempre più pesanti (dal ferro, all’oro, all’uranio), e durante le varie reazioni si libera una quantità di energia pari a quella prodotta dal Sole in decine di milioni di anni.
• SETI. Search For Extraterrestrrial Intelligence, nome dei programmi messi a punto per cercare nello spazio segnali radio alieni (frequenza più usata dai radioastronomi, 1420 MHz). Tra i primi, il progetto OZMA del 1960, promosso dall’astronomo statunitense F. Drake che, per trecento ore in due anni, si dedicò senza risultato ad ascoltare onde radio provenienti dalle stelle. Analizzatori spettrali di ultima generazione hanno reso possibile l’ascolto simultaneo di più frequenze, impiegando un minuto per monitorare cento milioni di segnali (col vecchio progetto OZMA sarebbero occorsi 190 anni di osservazione continua).
• Mezzogiorno vero locale. Varia di circa 4 minuti per ogni grado ad ovest o a est rispetto al meridiano dell’Europa centrale, che in Italia passa per l’Etna e per Termoli (Molise). Quello di Milano, 5 gradi e 48 primi a ovest del meridiano, è alle 12 e 23 minuti.
• Punti. Metodo per stabilire il Nord (e di conseguenza gli altri punti cardinali) al mezzogiorno vero locale: piantato un bastone in terra, lo si orienta verso il Sole in modo che non faccia ombra sul terreno. Dopo circa una ventina di minuti, alla base del bastone apparirà l’ombra (che punta a est). A quel punto basta aspettare fino a che la sua lunghezza sia di almeno 15 cm e tracciare la perpendicolare alla sua direzione: quello è il Nord.
• Settentrione. Per indicare il nord, da septem triones, i sette buoi, o sette carri che compongono il Grande Carro.