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 2003  febbraio 17 Lunedì calendario

Il volto umano del regime sta seduto un po’ appesantito dagli onori e dalle accoglienze regali, avvolto in una nuvoletta di cubano, porta, come sempre riconosciutogli, il fumo di Londra meglio della divisa verde oliva e del basco da combattente

• Il volto umano del regime sta seduto un po’ appesantito dagli onori e dalle accoglienze regali, avvolto in una nuvoletta di cubano, porta, come sempre riconosciutogli, il fumo di Londra meglio della divisa verde oliva e del basco da combattente. Certo, sotto il tavolo spuntano mocassini, e il doppio spacco posteriore della giacca non aiuta ad allungare femore e glutei, certo al polso c’è un Rolex in oro rosa, ma di fronte ha un giornalista della Stampa, combattente pure lui, che la stessa mise la porta peggio, sembra appena arrivato dalla steppa. Il volto umano è un po’ seccato, ha avuto uno spiacevole incidente alla Stampa Estera, gli hanno fatto trovare un giornalista israeliano, l’indomito Menachem Gantz, corrispondente a Roma di ”Maariv”, e quello ha osato rivolgergli una domanda, niente di che, solo un «se attaccati, colpirete Israele», che nei proclami dei volti non umani del regime è rosario quotidiano. Va bene la fede cattolica della quale il volto umano era intriso, soprattutto al ritorno dell’udienza in Vaticano, va bene l’uso d’Occidente in lui consumato, ma questa provocazione non era prevista nell’oliato cerimoniale del paese amico. Lui, volto umano o no, coi sionisti non ci parla, e lo ha dichiarato candidamente, salvo scoprire che gli amici dirigenti della Stampa Estera erano pronti al tradimento, e hanno insistito, protestato, è pure partito qualche fischio, insomma un autentico complotto, ma lui, il cristiano in pellegrinaggio a Roma, non ha titubato. Per lui non sono neanche fratelli maggiori, sono i nemici sionisti.
• Il proprietario del popolare ristorante al Pantheon, gran lavoratore, cominciò da cameriere, gli è andata bene perché il suo è il luogo principe della politica prandiale, il proprietario, nomen omen, si diletta di appendere ai muri sue foto con personaggi strafamosi e solo famosi, che spesso lo abbracciano o gli consegnano misteriosi premi, come minimo gli stringono la mano in visita immancabile al ristorante. Però stasera la foto con Ronald Reagan in sahariana bianca l’ha tolta, gli pareva una provocazione, ha lasciato quella con Bill Clinton, spiega, e poco vale spiegargli che con il primo i concittadini del volto umano erano quasi alleati, il secondo li ha bombardati un paio di volte. Non cambia idea, è una questione di stile, il cowboy non può restare alla parete, sarebbe un oltraggio.
• Il volto umano ha capelli oggi tutti bianchi, tagliati a spazzola, montatura di occhiali griffata con lenti pesanti, qualche chilo in più, la stessa faccia imperturbabile di dodici anni fa. Perché uno così, ci si domandava allora, non ripara in Occidente, sarebbe perfetto a Parigi o a Londra, un personaggio da salotti e conferenze, inglese accettabile, buone letture, da ascoltare con qualche brivido mentre dice e non dice di kurdi gassati e corti sontuose dalle storie proibite. Ogni volta che partiva per missioni di gran struscio in Occidente, come quella di oggi, si diceva vedrai che non torna. Tornava sempre. Sarà che i cari restano sempre a casa, affettuosamente sorvegliati da volti non umani, vale per tutti, a chi tocca non si ingrugna, scienziati dei programmi di riarmo e volti umani. Sarà che umano o non ne ha fatte troppe, almeno così dicono tre denunce presentate al Tribunale di Roma, in cui si fa appello alla Convenzione di Ginevra nel chiedere che si proceda urgentemente contro il volto umano.
• Prima di procedere si dovrebbe superare non solo il muro delle affettuosità, il vecchio amico Roberto Formigoni per esempio che si è molto emozionato per le novità portate a Roma dal volto umano, Pecoraro Scanio che lo ha ingozzato di bignè e di sigari cubani, tutti in fila per la photo-op col volto umano, che da dodici anni è anche un divo, ma anche uno stuolo di gorilla e guardie del corpo come non si vedeva da tempo. Il corteo di macchine occupa la piazza del Pantheon, il gorilla capo è un armadio che suscita qualche brivido nelle poche signore presenti alla cena, per via di un’idea di abbraccio che dev’essere solida assai, e due spalle stagliate che si avvitano su un collo che guizza di muscoli. Si chiama Shaab, almeno così si sussurra, ché a chiederglielo non si prova nessuno. Sta a protezione del volto umano da ventiquattro anni, pronto a dare la vita per lui, insieme a un’altra dozzina di figuri. Però hanno anche chiamato rinforzi, in un tavolo d’angolo c’è un bel gruppo di spioni regolarmente baffuti e nerboruti, sono giordani. Storia divertente, visto che la Giordania ha già concesso agli americani le basi militari che nel 1990 negò, ma così funziona il souk arabo.
• Altro tavolo, c’è l’ineffabile padre Jean Marie Benjamin, organizzatore del viaggio insieme all’imprenditore Nicola Grauso, che però sta a un altro tavolo assieme a guardie del corpo, sono loro i veri protagonisti della serata, e a una fanciulla filiforme dalle lunghe chiome, che si chiama Sabina, ed è l’ombra di Vittorio Sgarbi. Padre Benjamin è emozionato, la mattina presto si partirà per Assisi, e il volto umano, da par suo, pregherà sul corno di San Francesco e la lampada della pace. Spiega il padre, che è uomo di fede conquistata, si è fatto prete a quarantadue anni, dodici anni fa, che il volto umano è il simbolo della tolleranza religiosa dell’Iraq e del suo presidente, che solo lì convivono islamismo, laicismo, cristianesimo senza conflitti. E il giornalista israeliano del pomeriggio, come lo inquadra nella tolleranza del volto umano? Sciocchezze, incidenti di percorso, non si può dimenticare il dovere del volto umano di rappresentare il popolo arabo intiero, e le sofferenze del popolo palestinese in specie.
• Il volto umano non beve alcoolici, i suoi accompagnatori bevono tutti Coca Cola, proprio Coca Cola. Lui accetta il carciofo, alla romana per carità, la mozzarella e i frittini, poi si inalbera sulle conchiglie con i broccoletti, grazie no, è roba da cafoni. Ottiene spaghetti al pomodoro con i quali litiga un po’. solo stanco o c’è qualche ragione di irritazione concreta? C’è, c’è. Il volto umano ha visto solamente un esponente del governo, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, niente pompa e un discorsetto secco. Quando è andato a Montecitorio, il presidente Casini non si è fatto trovare, improrogabile visita alla comunità di Don Gelmini. Quello del Senato, Marcello Pera, lo ha pubblicamente attaccato. Il Papa, a dirla tutta, si capisce pure dalle fumisterie delle dichiarazioni di Navarro, gli ha detto di rispettare le risoluzioni dell’Onu, e che di andare a Baghdad non ci pensa proprio. La storia del viaggio papale è un giallo che si sussurra al tavolo. L’altra volta la delegazione inviata dal Vaticano non riuscì a incontrare nessuno che contasse, perciò se ne tornò indietro. Il volto umano dichiarò subito dopo che la visita non era possibile per colpa dei voli di ricognizione americani e inglesi sulle zone no’fly, un problema di sicurezza e di protezione del Santo Padre, ma americani e inglesi avevano già da tempo fornito tutte le rassicurazioni del caso in Vaticano. Allora? Inutile chiedere al volto umano, ma al tavolo si sussurra che Giovanni Paolo II è sempre una mina vagante, quando arriva in un posto con un dittatore, il dittatore entra in crisi, Pinochet insegna.
• A fianco del volto umano, fra lui e l’ambasciatore, c’è un ex deputato, che dagli scranni di Alleanza nazionale, quelli che oggi non votano nemmeno un indultino, con qualche scarsa lodevole eccezione, ha fatto una legge straordinaria, liberale e civile, che lo farà passare alla storia. Lui più che un nome ormai è una legge, la Simeone. In tutto ringraziamento i suoi compagni di partito non lo hanno rieletto, oggi lui fa il presidente di un’associazione Italia Iraq che molto si agita nel nome di Saddam, che ha il volto umano come idolo. Simeone è un uomo miope e mite, vuole bene al ”Foglio” e lo addolora vederlo, leggerlo, tanto filoamericano. Vorrebbe che venissero ascoltate anche le ragioni del regime, che non è cattivo come si dipinge, solo che purtroppo c’ha il petrolio, che fa gola agli americani. Non crede, un uomo intelligente come Simeone, uno che accusa l’Italia di scarsa democrazia perché tiene ancora dentro Mario Tuti, che andrebbe coltivato il seme del dubbio su quel che gli mostrano quando va in visita a Baghdad? Ha fatto il conto di quanti prigionieri mancassero all’appello quando Saddam ha decretato amnistia? Ha visto come si svolgevano le elezioni? No, gli piace così.
• Il volto umano è stato da Francesco Cossiga, dev’essere stato un bell’incontro, fra giganti. Il senatore gli ha regalato un libro di preghiere, fra cristiani carità è d’obbligo, poi gli ha rifilato un bel siluro, un’altra delle cose che stanno rendendo difficili le digestioni delle cene ufficiali e non, gli ha detto che subito dopo il primo missile americano, si beccheranno un Mirage francese, che lui alla neutralità e al veto di francesi e russi proprio non ci crede. Gli ha detto pure che hanno commesso l’errore fatale quando hanno rifiutato i caschi blu, quelli gli avrebbero salvato la vita. Il volto umano ha sorriso e taciuto.
• Al tavolo importante è arrivato anche Vittorio Sgarbi, amico di Grauso, amico di Benjamin, uomo di mondo, anche lui di recente si è messo nel giro dei viaggi di buona volontà. S’è messo anche una sciarpa arcobaleno che sul momento precipita i succhi gastrici del volto umano, lui che è tutto un Bond Street, poi gli spiegano che sono i colori della pace, e si ricompone. Ma torna a ingrugnarsi quando Sgarbi attacca una delle sue verbose e piacevoli tirate, e parla e parla, rigorosamente in italiano, praticamente ignorando il volto umano. Preferisce discutere con l’uomo della Stampa, l’uomo venuto dal freddo, e non sono d’accordo.
• Che cosa è successo con Bruno Vespa? L’appuntamento di ”Porta a Porta” era una delle tappe importanti del tour mediatico del volto umano, ”Italia perché ci vuoi male, perché ti fai trascinare nell’abisso dell’egemionia e del petrolio?”. Un funzionario dell’ambasciata spiega che non è stato possibile incontrare un interlocutore del livello del volto umano, insomma che lui voleva in studio un ministro del governo italiano, e che il governo italiano ha risposto picche. Così si è accontentato di un’intervista a una tv francese. Si è arrabbiato, magari con Gian Domenico Folloni, ex parlamentare e oggi presidente di un’altra associazione di amicizia (e cooperazione) fra Italia e Iraq? Si è arrabbiato un po’. Ma adesso aspetta l’incontro di fede ad Assisi, perché, spiega padre Jean Marie, a Dio tutto è possibile. Il volto umano ha già il testo della preghiera che leggerà, è un’invocazione di Giovanni Paolo II, dice ”Mai più guerra, mai più violenza, mai più terrorismo, in nome di Dio ogni religione porti sulla terra giustizia e pace”. Si intravede dietro la spessa lente sull’occhio del volto umano un umidore salvifico.
• Non l’incontro con Kofi Annan, nel quale il volto umano sperava, tanto che era pronto a rinviare la partenza fino a martedì, giorno in cui il segretario generale delle Nazioni Unite arriva a Roma per incontrare il Papa. Eppure Kofi un tempo era amico, quasi sodale, ma oggi non vuole vedere il volto umano. Pare che sia molto seccato per il rifiuto dell’offerta francese di mandare in Iraq i caschi blu, gli avrebbe consentito di tornare in primo piano nella vicenda, dopo che gli americani lo hanno messo da parte. Il volto umano a quattr’occhi forse avrebbe potuto spiegargli che i famosi caschi sono quasi tutti americani, e davvero non è il caso di farli circolare e curiosare.
• C’è un tavolo tutto di militanti Verdi, non vertice, manovalanza entusiasta di tanto ospite. Non si sono fatti vedere invece gli esponenti dell’Ulivo che pure erano stati invitati alla cena informale, fra amici. Con il volto umano hanno avuto un lungo incontro, basta così. Guida la tavolata verde un imprenditore del quale non si riesce a sapere il cognome, è emiliano, in business con l’Iraq, si occupa di mangimi, è abituato. tutto un mondo di impresa, spiega, che va molto d’accordo con Saddam Hussein, altro che le chiacchiere americane.

• Il volto umano è veramente stanco, non ha voglia di parlare né di rispondere a domande. Dice con voce stanca, quante volte deve averlo ripetuto in questi giorni, che non sanno più che altro concedere agli Stati Uniti, che si sono svenati, ma quelli vogliono colonizzare l’Iraq. Sussurra, stringendo la mano, che solo un miracolo ci può salvare dalla guerra. Speriamo di rivederci in un’occasione più serena, speriamo che la buona volontà prevalga, che l’Italia faccia la scelta giusta. Foto d’obbligo con il fortunato proprietario del ristorante, per la sua collezione. Poi Sua Eccellenza saluta e se ne va, le guardie del corpo sollevano vento. Il tempo che il corteo sgommante parta, e già Fortunato rimette al posto che gli compete il cowboy, vuoi mettere con il volto umano. Partono anche battutacce liberatorie, guardate con disprezzo dall’uomo della steppa. Una per tutte, il volto umano era così di cattivo umore perché gli hanno detto che Rosy Bindi guiderà gli scudi umani in partenza per difendere l’Iraq.