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 2000  aprile 15 Sabato calendario

La bustina di Minerva

• Cretine. «Ma allora le donne italiane sono cretine o no?» (Umberto Eco).
• Cretini. «Questo è il bello dell’anarchia di Internet. Chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza» (Umberto Eco).
• «Il sedere dell’onorevole Casini io non l’ho visto su ”Eva Tremila”: l’ho visto sui massimi quotidiani e settimanali italiani, compreso ”L’Espresso”. E’ la stampa ”seria” che ha fatto del sedere dell’onorevole Casini l’icona più diffusa tra il popolo. Carlo Ripa di Meana - a proposito del sedere di Casini - afferma che è giusto mettere i politici a nudo, perché ”un leader ha una sua umanità che l’elettore deve conoscere”. Ma che cosa vuol dire ”umanità”? Ammetto che rivelare che un politico copula more ferino con una danzatrice del ventre contribuisca, se proprio si vuole, a mettere a nudo un tratto della sua umanità. Ma fotografarlo mentre nel bagno di casa propria fa la cacca, non ci dice niente di più di quello che sapevamo già, che cioè egli appartiene alla specie umana. Sarebbe uno scoop solo se scoprissimo che costui evacua dalle orecchie» (Umberto Eco).
• Sondaggi. «La notte di capodanno, per far venire la mezzanotte, si fanno tante sciocchezze innocenti: gli snob giocano a tombola, i semplici suonano le variazioni Goldberg per ocarina e tamburo. Alcuni amici, la sera del 31 scorso, hanno messo insieme uno spettacolo per burattini con intervento libero degli astanti. E quando il burattino Amleto ha iniziato a recitare ”essere o non essere”, gli astanti hanno chiesto a gran voce un sondaggio. Dovutamente falsificato, il sondaggio ha dato un due e passa per cento per l’essere, un tre virgola qualcosa per il non essere, e il novantaquattro per cento di ”non so”».
• un giochetto che una volta mi hanno fatto, e che consiste nel chiedere di quale noto autore italiano del Novecento sia l’incipit ”Turbata libertà degli incanti”. Le risposte sono varie (Ungaretti? Quasimodo? No, Cardarelli...) e alla fine si viene esposti alla tremenda rivelazione: si tratta del titolo di un articolo del Codice Rocco sulla turbativa d’asta».
• Parole. «Le parole diventano odiose quando ci irrita la pigrizia di chi, usandole, lascia morire nel vocabolario tante altre belle parole. Pensate quante possibilità avremmo di dire (invece che ”un attimino”) che ci apprestiamo a fare qualcosa entro breve: quasi subito, in un istante, in un batter d’occhio, in meno di un minuto, in un lampo, in un battibaleno, in un frullar d’ali, prima che tu te ne renda conto, in un nanosecondo, in un atomo di tempo, in un trascurabile segmento di eternità... No, non esistono brutte parole, le parole sono innocenti. Siamo noi che, usandole senza fantasia, le rendiamo odiose».
• «Ci sono delle lingue dove l’ordine delle parole conta moltissimo, e l’italiano è una di queste. Infatti c’è una bella differenza tra dire ”Hannibal divora la fanciulla” o ”La fanciulla divora Hannibal” e non solo dal punto di vista della lingua ma anche di colui, tra Hannibal o la fanciulla, che si trova collocato alla fine della frase».
• L’ordine delle parole. Un domenicano, vedendo un gesuita che fumava e pregava, lo apostrofò: «Non si fuma quando si prega». L’altro rispose: «In verità, amico, non sto fumando mentre prego: sto pregando mentre fumo».
• Ritratti. «Ci sono dei ritratti ”veri”, ma per capire quanto superbamente mentano bisogna avere incontrato il soggetto reale. Sino a che conoscevo Strawinskij solo attraverso il ritratto di Picasso me lo immaginavo un gigante. Una volta, in una calle di Venezia, me lo hanno presentato e io, che certamente ancora lo considero un gigante della musica contemporanea, davanti a quel nanerottolo ho capito quanto fosse grande Picasso come artista. Tutti i ritratti di Einstein, salvo quello in cui mostra la lingua, sono quelli di un professore di provincia, coi capelli troppo lunghi per la sua età, incline al barbera. Togliete a Einstein la relatività e lasciategli i ritratti: comprereste un’auto usata da quest’uomo?».
• New York. A New York, stupore del tassista a cui si dice «che in Italia si parla italiano, perché ormai ritiene che dappertutto si parli inglese».
• Intellettuali. «Gli intellettuali, per mestiere, le crisi le creano, ma non le risolvono» (Umberto Eco).
• Fantasia. «La fantasia può scatenarsi solo tra le maglie della costrizione» (Umberto Eco).
• Indice dei nomi. «In un mio libro ero riuscito a togliere all’ultimo momento dall’Indice degli Autori Citati il nome di Pollicino, perché il redattore lo aveva trovato con l’iniziale maiuscola, come Croce e Hegel, e lo aveva arruolato d’autorità tra le autorità».