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 2000  gennaio 24 Lunedì calendario

I principali filoni dello scandalo che sta travolgendo la Cdu

• I principali filoni dello scandalo che sta travolgendo la Cdu. Carri armati: il mercante d’armi Karlheinz Schreiber nel 1992 avrebbe pagato una tangente da un miliardo al responsabile finanziario del partito Walter Leisler Kiep (arrestato il 4 novembre 1999) come ricompensa per la vendita di blindati all’Arabia Saudita. Petrolio: tangenti nella cessione di una raffineria e pompe di benzina dell’ex Germania orientale alla Elf-Aquitaine. Soldi in Svizzera: Manfred Kanther, ex leader in Assia, ha ammesso di aver trasferito venti milioni di marchi in banche svizzere a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 (l’attuale presidente della Cdu Wolfgang Schaeuble ha confessato che sapeva della contabilità occulta). Kohl: l’ex cancelliere ha ammesso di aver tenuto conti segreti sui quali raccoglieva le donazioni versate al partito.
• Karlheinz Schreiber, 65 anni, piccolo e grassottello, è il gran corruttore all’origine dello scandalo. Amico dell’ex premier democristiano della Baviera Franz-Josef Strauss, grazie a lui entrò nel consiglio di sorveglianza del consorzio aeronautico Airbus. Nel 1988 intascò 40 miliardi di lire per la mediazione svolta nella vendita di 34 aerei al Canada (l’inchiesta del fisco tedesco su questa somma è ancora in corso). Tre anni dopo riuscì a vendere all’Arabia Saudita 36 carri armati (valore di mercato 220 milioni di marchi, prezzo pagato dal governo di Riad, il doppio). « la madre di tutte le tangenti, versione teutonica. Schreiber si mette in tasca venticinque miliardi, che versa come sempre in Lichtenstein e poi trasferisce su conti svizzeri nascondendoli al fisco». E gli altri denari? «Servono a ricompensare la Cdu del cancelliere, che si è battuto come un leone per l’affare contro il parere del suo stesso ministro della Difesa». Sulla situazione attuale dice: «Mi sento come il gatto seduto sopra una cassa piena di topi e che sta pensando a quale mangiare per primo».
• La Cdu rischia una multa che potrebbe mettere in discussione la sua stessa sopravvivenza. Il Parlamento tedesco (Bundestag) potrebbe infliggere alla Cdu una penalità di 400 milioni di marchi (quasi 400 miliardi di lire) se le indagini sui bilanci del partito negli anni 1989-1992 dovessero rivelare altre irregolarità (i giornali tedeschi anticipano che i revisori della Ernst&Young avrebbero già scovato una decina di milioni di marchi in nero). A rischio anche la storica alleanza con la Csu (Unione cristiano sociale bavarese), il partito ”fratello” che discute in questi giorni sull’opportunità di presentarsi da solo in Baviera e nei land confinanti di Sassonia e Baden Württemberg.
• Perdita di consensi della Cdu nell’ultimo mese: 5 punti (dall’inizio della crisi ne ha persi 8, se si dovesse votare oggi arriverebbe al 40 per cento dei voti). La Spd, che alle elezioni regionali era andata male, ha riguadagnato con lo scandalo dei rivali il 6 per cento: si tratta dello spostamento elettorale più rapido mai registrato da quando in Germania si fanno i sondaggi elettorali (bollettino di ricerche elettorali Politbarometer).
• La direzione del partito potrebbe decidere l’espulsione di Kohl e intentargli una causa civile per richiesta danni. Il 65 per cento dei tedeschi vorrebbe che Kohl si ritirasse dalla vita politica, ma dentro il partito la maggioranza degli iscritti sta ancora con lui: venerdì 21 gennaio l’ex leader è stato festeggiato a Brema da 4.000 simpatizzanti in una manifestazione trasmessa in diretta dalla tv. Dal palco Kohl ha ripetuto: «Manterrò la parola data e non farò i nomi dei donatori, che sono persone rispettabili e non una mia invenzione».
• Kohl tace per non mettere in imbarazzo i personaggi della Germania che conta. « probabile che lo scandalo farà riflettere su alcune caratteristiche del sistema tedesco. La Germania, più che l’Italia, è una rete molto fissa di connessioni e legami in parte tradizionali, in parte voluti dopo la seconda guerra mondiale, in primis dagli alleati, per evitare il rischio del risorgere di un potere centrale assoluto e imprevedibile. Da qui la struttura federale, il forte potere anche economico dei Laender e il loro potente braccio finanziario, le Landesbanken, per spezzare il potere delle grandi banche private alleate prima del Kaiser e poi di Hitler, operazioni fin troppo riuscite. Per arrivare alla Mitbestimmung, o codecisione, che porta sindacalisti, politici e vari personaggi nei consigli di sorveglianza delle grandi imprese, vero salotto buono della Germania che conta. probabile che i nomi che Kohl non vuol fare vengano proprio da qui. I soldi dati alla Cdu venivano da ”patrimoni personali”, ha detto Kohl. Sarebbe imbarazzante dover spiegare che anche i più bei nomi del Gotha industriale e finanziario tedesco avevano una contabilità segreta con la quale hanno finanziato il Cancelliere».
• Kohl sa di essere entrato nella storia. E si sente offeso perché dopo tutto quello che ha fatto qualcuno osa dubitare che abbia usato i soldi per un buon fine. «Vuole essere creduto sulla parola, non vuole essere trattato come un politico qualsiasi. Ha torto. Ma sono le debolezze dei Grandi uomini» (Günther Trautmann, politologo tedesco a Salvo Mazzolini).
• «Aldilà dei fatti specifici, l’accusa che condanna Helmut Kohl è quella di aver tradito il rispetto delle leggi, quell’etica dei comportamenti collettivi che nel dopoguerra ha salvato la Germania dalla dannazione degli individui».
• Anche la Spd non ha convenienza a scatenare il terromoto politico. Claudio Magris sul ”Corriere della Sera” di venerdì 21 gennaio. «Un eventuale collasso della Cdu, non lascerebbe la Spd arbitra della politica tedesca, ma la coinvolgerebbe fatalmente, in un modo o nell’altro, in un terremoto generale del sistema dei partiti che lo incarnano. Nessuno teme l’avvento o l’affermazione di una destra estrema: la Germania sembra da questo punto di vista notevolmente vaccinata, come dimostra ad esempio il modo in cui ha affrontato e affronta una immigrazione incomparabilmente più vasta di quella che preoccupa l’Italia [...] Uno dei meriti di Kohl è stata l’abilità con la quale ha fatto evaporare tendenze e forze di estrema destra, impedendo loro di assumere consistenza politica».
• Il posto della Cdu potrebbe essere preso da politici populisti come l’austriaco Haider. « verosimile ritenere che il posto di una Cdu eventualmente spazzata via possa venir preso da una destra formalmente moderata ma regressiva e populista, portatrice di rancori aggressivi e ottusi, che inaugurerebbe un altro modo di far politica rispetto a quello ”classico”, liberale e democratico, praticato sostanzialmente, nonostante tutti gli errori e le colpe, dai due partiti maggioritari, Cdu e Csu, e quelli minori».
• La Cdu di oggi è un deserto senza miraggi. «L’ex cancelliere lascia una Cdu letteralmente in macerie. Wolfgang Schaeuble è un erede anch’esso toccato dallo scandalo e certamente non rappresenta quel rinnovamento radicale che gli stessi socialdemocratici auspicano. All’orizzonte dei cristiano-democratici non si scorgono personaggi di spicco. Chi più e chi meno, molto spesso inconsapevolmente, sono stati un po’ complici di Helmut Kohl, sia perché la loro fedeltà è stata premiata, sia perché hanno rinunciato in fretta alle loro ambizioni. La Cdu è oggi un deserto senza miraggi, un’opposizione virtuale incapace di alzare la voce. Il suo dramma lo consuma nel silenzio aspettando il congresso d’aprile quando anche Wolfgang Schaeuble sarà messo alla porta e i nuovi vertici saranno rinnovati da cima a fondo».
• Wolfgang Huellen, 49 anni, responsabile finanziario del gruppo parlamentare Cdu in Parlamento, sposato, due figlie. Si è impiccato giovedì 20 gennaio nel suo appartamento nell’elegante quartiere berlinese di Steglitz: in una lettera alla moglie confessa di temere l’inchiesta giudiziaria della Procura di Berlino per malversazione (avrebbe raccolto circa un milione di marchi in donazioni spontanee dei parlamentari e li avrebbe depositati nella cassaforte del partito senza fornire giustificazione nel bilancio). I vertici del partito, che in un primo momento avevano giustificato il fatto con lo stress causato dalla vita di pendolare (Huellen non aveva voluto trasferire la famiglia a Berlino e così tornava ogni fine settimana nella vecchia capitale Bonn), sono stati contraddetti dalla ”Bild Zeitung” in edicola il giorno dopo con la notizia dell’inchiesta giudiziaria su di lui.
• «Come sempre, gli abissi in cui cadono i tedeschi sono i più profondi, una specie di inesauribile tragedia nibelungica».