Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 21 luglio 1997
I baschi stanno dove stanno (sud-ovest della Francia, nord-est della Spagna) da più di novemila anni, cioè prima del Neolitico
• I baschi stanno dove stanno (sud-ovest della Francia, nord-est della Spagna) da più di novemila anni, cioè prima del Neolitico. Nessun altro popolo in Europa sta dove sta da un tempo così lungo. La prova di questa antichità è genetica: i baschi hanno la più alta frequenza di geni Rh-negativi al mondo. Questa caratteristica è presente soprattutto in Europa, nei popoli asiatici occidentali ed in misura minore in Africa. rara o completamente assente in Asia orientale e nelle popolazioni che ne provengono: gli Indiani d’America e gli Australiani. Mentre nel resto d’Europa si arriva al massimo al 40% di Rh-negatività, tra i Baschi si arriva al 55%. Significa molte cose, ma soprattuttpo uno: gli antenati dei Baschi erano tutti Rh-negativi.e stati toccati molto meno degli altri dalle ondate di immigrazione dall’Asia di popoli Rh-positivi.
• La lingua dei baschi, l’euskerra, non somiglia a nessuna lingua conosciuta e non fa parte della famiglia linguistica più comune in Europa, quella indoeuropea. Ergo: le popolazioni che parlano lingue indoeuropee sono arrivate in Europa dopo i Baschi. L’euskerra ha qualche carattere comune con lingue non indoeuropee che si parlano nel Caucaso. Quando i Baschi se ne andarono dal Caucaso? Di sicuro in tempi antichissimi. L’ipotesi più probabile circa la lingua dei baschi è che si tratti di un idioma protoeuropeo, forse protoeuroasiatico molto diverso da quelli che gli si sono sovrapposti attraverso i millenni.
• In Spagna le persone che parlano la lingua basca sono da due a tre milioni. In Francia ve ne sono molte meno, forse venticinquemila. La distribuzione geografica dei toponimi non lascia però dubbi sul fatto che anche nel Sud-Ovest della Francia lingua e cultura basche dovevano avere in passato una diffusione molto maggiore. La Francia ha esercitato da secoli una fortissima pressione per diffondere e rendere esclusivo tra i suoi Baschi l’uso del francese.
• Nel Cinquecento, dopo sette anni di guerra in Spagna contro gli arabi, gli eserciti francesi tornarono in patria. La retroguardia di Carlo Magno venne decimata a Roncisvalle. Caddero i migliori paladini di Francia, fra cui Rolando, nella vulgata italiana Orlando. Non furono i Saraceni a battere le armate francesi, ma i Baschi: i poeti dell’epica cavalleresca non potevano attribuire a pastori montanari la sconfitta degli uomini più gloriosi di Re Carlo.
• I Baschi sono fisiognomicamente diversi dagli iberici. Capelli castano scuro, carnagione chiara, statura relativamente alta, naso adunco. Famosi per la loro cocciutaggine. Probabili discendenti degli uomini di Cro-Magnon.
• All’epoca della decadenza dell’Impero Romano, i Baschi si unirono e respinsero i germanici. Nel passato dei Baschi: il Ducato di Vasconia a nord dei Pirenei, il regno di Pamplona a sud, che diventerà poi Regno di Navarra. Il Ducato di Vasconia si estendeva in Francia sino alla zona del Perigord e comprendeva le coste di Bordeaux e le rive della Garonna. Alla morte di Grarci-Sancho, duca di Vasconia e figlio di Sancho Mitarra, iniziò una lunga serie di divisioni. All’inizio del 1300 i paesi baschi nero smembrati. Poi: i regni di Pamplona e della Navarra si separarono dal Ducato di Vasconia a causa dell’espansione dei Franchi e si riunificarono solo per pochissimo tempo nel 1512 grazie alle conquiste dei Castigliani. Il Regno di Navarra comprendeva le attuali province di Santander, Burgos, la Rioja, parte di Soria e l’attuale Huesca.
• Il P.N.V., Partido Nacionalista Vasco o Euzko Alderdi Jeltzaltea, fondato nel 1894 da Sabino Arana Goiri, intellettuale di Bilbao, figlio di industriali e fervente cattolico. Nel 1930 il partito si fuse con la ”Comunion Nacionalista Vasca”, un’organizzazione nazionalista conservatrice. Il programma politico del P.N.V. prevedeva la realizzazione di una democrazia liberale tramite una riforma che razionalizzasse l’economia del paese basco. Rappresentanza politica di tipo corporativo. Nel 1952 un gruppo di studenti interno del P.N.V. è fortemente critico circa la mancanza di azione del partito. Fondano il bollettino Ekin, ”fare, azione”. I loro schemi ideologici non sono molto differenti dal nazionalismo classico. Il gruppo svolge un’attività prevalentemente di studio, a stretto contatto con la sezione giovanile del P.N.V., la Euzko Gaztedi . In Spagna il governo franchista reprime gli autonomismi, i due gruppi condividono le sedi clandestine. Nell’aprile del 1957 la Euzko Gaztedi di Guipuzcoa dichiara la definitiva rottura con il partito. La nuova organizzazione si chiamerà Eta.
At the end of 1930, Aberri and CNV reunited under the old name of EAJ-PNV. However, a small group formed Acción Nacionalista Vasca ("Basque Nationalist Action"). It was on the moderate nationalist left, non-confessional and open to alliances with the republican and socialist parties fighting against the dictatorship. (dopo la caduta di Primo de Rivera)
Fundación y desarrollo de ANV durante la Segunda República
Antigua sede de ANV en Baracaldo, incautada tras la ilegalización de ANV durante la Guerra Civil y la toma por las tropas franquistas.
El 30 de noviembre de 1930 militantes laicistas y progresistas, fundamentalmente de la CNV, aunque también de Aberri y nacionalistas independientes, firmaron en Bilbao un manifiesto conocido como Manifiesto de San Andrés, en respuesta al proceso de reunificación del PNV (9 de los 11 firmantes del Manifiesto de San Andrés, que formaron su Comité Provisional, provenían de Comunión Nacionalista Vasca). Ese fue el manifiesto fundacional de ANV, el que sería el primer partido político del espectro sociológico de la izquierda abertzale.
Entre los fundadores destacaron Anacleto Ortueta, Luis Urrengoetxea, Tomás Bilbao y Justo Gárate. ANV tenía su fuerza fundamental en Bilbao, de donde provenían la mayoría de sus fundadores, y de Baracaldo, ya que la Juventud Vasca de esta localidad se adhirió a ANV en 1931. Sus principales dirigentes eran profesionales liberales. Sus órganos de prensa fueron el diario Acción Nacionalista, editado en Bilbao entre 1932 y 1933, y posteriormente Tierra Vasca editado entre 1933 y 1937.3
La riunificazione de
l partito (avvenuta a
V
ergara nel novembre del
1930)
• acronimo di Euskadi Ta Askatasuna: Patria Basca e Libertà. La struttura della nuova formazione è vaga, ma si formano gruppi di studio della lingua basca, gruppi di propaganda e gruppi militari, il cui scopo è preparare alla lotta armata. Ci si addestra all’uso delle armi e dell’esplosivo, si perfezionano le tecniche di guerriglia urbana. Per quasi due anni sarà solo teoria. Eta si limita a scritte murali e alla collocazione, nottetempo, di bandiere basche nel centro delle città.
• La bandiera basca si chiama ikurrina . simile alla ”Union Jack” inglese, ma i suoi colori sono il bianco, l’arancione ed il verde. Il primo atto militare vero e proprio viene compiuto il 18 luglio del 1961: una carica di esplosivo sui binari dove passerà un treno carico di falangisti spagnoli che intendono festeggiare l’anniversario dell’inizio della Guerra Civile spagnola. La carica non esplode, la polizia esegue massicce retate che portano in carcere centinaia di militanti. Molti vengono sbrigativamente condannati a pene che arrivano fino a 20 anni di reclusione. Sono gli anni della vittoria di Fidel Castro a Cuba. Numerosi militanti affermano di esserne stati fortemente influenzati.
• Tuttavia, nelle elaborazioni successive Eta non fa riferimento diretto al marxismo, anzi pone sullo stesso piano i regimi comunisti e fascisti. aconfessionale, contraria al liberalismo economico, favorevole alla socializzazione delle risorse e delle industrie. Vuole la soppressione delle forze militari spagnole in territorio basco. Viene fondato un giornale clandestino, Zutik , ”in piedi”. All’inizio del 1964 nasce la figura del liberado , cioè del militante in clandestinità finanziato dall’organizzazione. Nello stesso anno esplodono bombe nel quartier generale della Polizia, nella sede del sindacato corporativo Seu, nella sede della Falange e nel Tribunale di Vitoria.
• Il 24 settembre del 1965 un commando del quale fa parte José Zalbide, uno dei leader di Eta, blocca un portavalori della Banca di San Sebastian. Gli vengono sottratte 450.000 pesetas. Due giorni dopo Zalbide ha un incidente d’auto. In ospedale viene riconosciuto come uno degli autori della rapina, arrestato e condannato come criminale comune nonostante si dichiari militante politico. Molti militanti a questo punto vengono costretti alla latitanza e gran parte di loro si trasferisce nel sud della Francia, nei Pays Basque o Euskadi del Nord, come lo definiscono gli indipendentisti.
• Il movimento sceglie più decisamente le posizioni marxiste-leniniste nel corso del 1966. Il 2 agosto del 1968 viene ucciso l’ispettore di polizia Meliton Manzanas, capo della Brigada Social , noto torturatore. De tredici arrestati e processati, nove sono condannati a morte da un tribunale militare ma poi salvati con l’indulto da Franco, che è sottoposto a una forte pressione mondiale. Durante il dibattimento gli imputati vengono trasferiti dalle carceri in cellulari blindati, scortati da poliziotti armati di mitra, con elmetto e maschera antigas. Agli imputati è imposta la lingua castigliana e vietato il basco. Sulle orecchie sono costretti a portare tamponi di plastica. Durante il processo fabbriche chiuse, porto di Bilbao chiuso, scontri continui con la polizia. Scarseggiano i generi alimentari. Quando si avvicina il momento dell’esecuzione della sentenza l’enorme pressione dell’opinione pubblica mondiale costringe Franco a concedere l’indulto. La prima operazione dell’Eta si conclude quindi con un riconoscimento sostanziale che confina con una sorta di solidarietà da parte del resto del mondo.
• Tra le numerose aziosi successive, da ricordare l’attentato del 20 dicembre 1973 al Presidente del Consiglio Carrero Blanco, ritenuto il successore di Franco. Un commando di sei etarras scava un tunnel sotto una strada di Madrid. L’auto di Carrero Blanco la percorre al ritorno della messa che il primo ministro segue ogni giorno. Nella galleria vengono posti 75 chilogrammi di dinamite. In un’auto parcheggiata nel punto dell’esplosione ve ne sono altri 25 chilogrammi. Quando le cariche scoppiano l’auto del Primo Ministro vola in alto per più di trenta metri. Superato il tetto di un palazzo, piomba nel cortile interno. Nella strada si scava una voragine lunga una decina di metri e profonda sei. La polizia inizialmente pensa ad una fuga di gas. Il commando fugge verso Salamanca, passa la frontiera portoghese. Si imbarca su di un battello ed arriva sulle coste francesi dove sbarca il 23 dicembre. L’età dei sei attentatori è fra i 22 ed i 27 anni. L’attentato sembrò addirittura mettere in pericolo la sopravvivenza del franchismo.