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 2003  dicembre 20 Sabato calendario

Protocollo/2

• Protocollo/2. Regola del protocollo di corte: svuotare i piatti dei commensali non appena l’imperatore avesse terminato la sua portata. Circostanza gradita ai proprietari dell’hotel Sacher, vicino al castello, dal momento che l’imperatore mangiava poco e gli ospiti si alzavano da tavola sempre insoddisfatti. A tavola inoltre la conversazione non era piacevole, perché bisognava sempre aspettare che fosse Sua Maestà a rivolgere per primo la parola, e nemmeno Sissi, quando era presente, parlava molto, per nascondere la dentatura imperfetta.
• Vigliacchi. Rodolfo, sposato con la figlia del re belga Leopoldo II, la principessa Stefania, non perdendo occasione per tradirla, finì col contrarre la gonorrea, forse da una gitana, contagiando anche la moglie. Dopo il contagio iniziò ad assumere morfina e cocaina ma non smise di tradire la moglie e per vincere l’impotenza beveva cocktail di champagne ghiacciato e cognac. L’ultima amante, Mary Vetsera, si suicidò con lui nel casino di caccia di Mayerling. Commento del padre: il figlio era morto "da vigliacco".
• Anna. Francesco Giuseppe, a quarantacinque anni, iniziò una relazione con una Anna di sedici anni, sposata con un impiegato delle ferrovie, che a sua volta accettava la situazione in cambio di denaro per poter comprare casa. Gli incontri amorosi avvenivano tra le quattro e le cinque del mattino.
• Uccelli. "Vorrei scomparire da questo mondo come l’uccello che vola in cielo e svanisce nell’etere" (Sissi).
• Preparativi. La prima volta che l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, alias Franzi, vide la cugina Elisabetta, alias Sissi, lei era ancora vestita a lutto per la morte di un parente, non avendo fatto in tempo a cambiarsi a causa di un incidente durante il viaggio che aveva lasciato indietro i valletti coi bagagli. Ventitré anni lui, quindici lei, Sissi si era recata a corte al seguito della madre e della sorella Elena, alias Nené, in occasione dei preparativi per il fidanzamento tra quest’ultima e l’imperatore. Ma al ballo dato per l’annuncio dell’unione, l’imperatore, che finora aveva assecondato la volontà della madre, l’arciduchessa Sofia, preferì regalare il bouquet a Sissi e ballare con lei il cotillon anziché con la sorella.
• Donne igieniche. Scelte dal ciambellano per insegnare all’imperatore la pratica dell’amore fisico prima del matrimonio. L’imperatore consumò il matrimonio con Sissi solo il terzo giorno dopo le nozze (avvenute nel 1854, un anno dopo l’incontro). Il protocollo prescriveva che la sera del matrimonio gli sposi fossero accompagnati in camera da letto rispettivamente dalle proprie madri. Quando Sofia condusse il figlio, Sissi dormiva già: "Come un uccello spaventato che si nasconde nel proprio nido" (dal diario dell’arciduchessa Sofia).
• Impiccati. Il conte Gyula Andrássy, ungherese, detto ”il bell’impiccato”: condannato a morte in contumacia per alto tradimento per aver aderito alla Rivoluzione in Ungheria nel 1848, dopo la lettura della sentenza il boia appese simbolicamente al capestro una lavagna nera con su scritto il suo nome (fu poi graziato su istanza della mamma). Recatosi a Vienna con una delegazione ungherese per ottenere più indipendenza dall’Austria, fu ricevuto dall’imperatrice Sissi, che conquistata dal suo fascino, soddisfò la richiesta persuadendo il consorte. In base alla data di nascita della terza figlia di Sissi, Maria Valeria, la stampa scandalistica sostenne che il padre fosse proprio Gyula Andrássy (tra l’altro Sissi aveva partorito in Ungheria e aveva scelto un nome di battesimo nuovo per la Casa D’Asburgo, adottando la denominazione di epoca romana della regione intorno a Budapest). Comunque Maria Valeria fu sempre la figlia prediletta di Sissi, amata in modo così possessivo da essere soprannominata ”l’Unica”.
• Cure personali. Alta un metro e settantadue centimetri, Sissi si pesava tre volte al giorno per controllare di non superare i cinquanta chili di peso (di cui cinque chili di capelli, che le arrivavano fino al malleolo), e si misurava spesso giro vita (cinquanta centimetri), circonferenza fianchi e polpacci. In ogni residenza aveva fatto istallare una palestra, attrezzata di anelli, sbarra e manubrio, in cui faceva quotidiani esercizi di una-due ore, e costringeva le dame di compagnia a seguirla in passeggiate che duravano ore.
• Carne di vitello. Per dare risalto alla sua snellezza si faceva cucire gli abiti addosso, e invece di biancheria intima indossava una finissima guaina di pelle di camoscio, inumidita per sembrare una seconda epidermide. Curava la pelle con impacchi di olio di oliva e si faceva maschere per il viso con carne di vitello cruda. Ogni tre settimane faceva abluzioni con una mistura di trenta rossi d’uovo e cognac.
• Capelli. Le acconciature delle attrici del Burgtheater di Vienna le erano piaciute così tanto che aveva assunto alle sue dipendenze la parrucchiera del teatro, Fanny Angerer, retribuendola con uno stipendio pari a quello di un professore universitario (non riuscendo a impedirle di sposarsi, prese anche il marito a suo servizio, nominandolo guida dei viaggi, poi consigliere e infine cavaliere). Tempo dedicato ogni giorno alla cura dei capelli: tre ore. Espediente escogitato dalla Angerer per nascondere la perdita di capelli alla padrona: far sparire i capelli rimasti sulla spazzola su un nastro adesivo applicato al grembiule senza farsene accorgere.
• Rodolfo. L’educazione di Rodolfo, primogenito dell’imperatore Francesco Giuseppe, fu affidata dalla nonna Sofia al generale maggiore conte Gondrecourt, che per farne un soldato risoluto, oltre a costringerlo a esercizi fisici estenuanti, gli rovesciava secchi d’acqua gelata addosso, lo svegliava di soprassalto con colpi d’arma da fuoco e lo spaventava (per esempio nel giardino zoologico gli diceva all’improvviso che aveva un cinghiale alle spalle). A nove anni Rodolfo uccise il suo primo cinghiale ricevendo un telegramma di congratulazioni dal padre (al quale, per altro, non poteva parlare se non era lui a rivolgergli per primo la parola).
• Katharina. Quando l’imperatrice Sissi scoprì che il marito era un fan dell’attrice Katharina Schratt, incaricò il pittore Angeli di farle un ritratto per regalarlo al consorte. Anzi, fu lei stessa a organizzare il primo incontro tra i due nell’atelier del pittore, al quale seguì una relazione sentimentale. Non mancava giorno che l’imperatore non si recasse a casa di lei alle sette del mattino per la colazione. In cambio di un’assoluta disponibilità Francesco Giuseppe le assicurò un appannaggio di trentamila fiorini l’anno, che col tempo si curò di aumentare. Sissi la invitava spesso a corte, mostrando di approvare la relazione, al contrario della figlia Maria Valeria, che invece ne soffriva.
• Protocollo/1. Tra le norme del cerimoniale di corte più odiate da Sissi: l’obbligo di calzare ogni paio di scarpe una sola volta e il divieto di bere birra.
• Attentati. L’imperatrice Sissi morì a sessantun anni a Ginevra, pugnalata dall’anarchico Luigi Lucheni. Cadendo all’indietro, attutito l’impatto con il suolo dall’imponente acconciatura, l’imperatrice si alzò da sola, ma morì dopo venti minuti. La vittima originaria dell’attentato era il principe Enrico d’Orléans, pretendente al trono di Francia, che però all’ultimo momento aveva deciso di andare a Roma anziché a Ginevra, e il Lucherini, non avendo abbastanza denaro per pagarsi un ulteriore viaggio, venuto a sapere da una indiscrezione della presenza dell’imperatrice, cambiò vittima (quando non era in visita ufficiale Sissi viaggiava con lo pseudonimo di contessa di Hohenemens). Condannato all’ergastolo, il Lucheni dopo dodici anni di prigionia si impiccò in cella con la cintura dei calzoni.