Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 24 dicembre 2003
Un mondo di donne
• Caterina de’ Medici (1519, Firenze - 1589, Blois) Figlia di Lorenzo de’Medici, educata dal cugino papa Clemente VII, a quattordici anni moglie di Enrico II, re di Francia, che la tradì sempre con Diana di Poitiers. Reggente dopo la morte del marito, cercò di consolidare l’alleanza con la Spagna, ma quando il capo degli Ugonotti Coligny cercò di vanificare la sua strategia, ordinò l’uccisione di tutti i comandanti della nobiltà ugonotta con relative mogli e figli (notte di San Bartolomeo).
• Willa Cather (1873, Back Creek Valley, Virginia – 1947, New York). Scrisse talmente tanto, sempre a mano, che nel 1935 si procurò un’infiammazione al polso da cui non guarì più. Leit motiv delle sue opere il tema dell’elusione, escape, che traduceva nella vita sforzandosi dichiaratamente di scambiare lo spiacevole con il piacevole.
• Beatrice Cenci (1577-1599, Roma). Figlia del ricco Francesco Cenci che, afflitto da gotta e da una malattia della pelle, la costringeva ogni sera a raschiargli pustole della schiena. Gelosissimo, nel 1595 la rinchiuse in semioscurità, assieme alla matrigna Lucrezia e a due domestiche, nella rocca abruzzese di Petrella. Ciononostante Beatrice diventò amante del castaldo Olimpio Calvetti, e rimase incinta. Per paura d’essere uccisa, complici Olimpio, Lucrezia e altri familiari, eseguì lei il parricidio e fu per questo condannata a morte.
• Coco Chanel (1883, Saumur - 1971, Parigi). Orfana di madre, figlia di un venditore ambulante, per sette anni in orfanotrofio, aprì il primo laboratorio di moda nel 1910 in casa di un amante. Tra le sue passioni il duca Dimitri, il duca di Windsor, e l’incaricato speciale del ministero della Propaganda del Reich, che alla fine della Seconda guerra mondiale le costò l’accusa di collaborazionismo e l’arresto. Fuggita in Svizzera, tornò a Parigi nel 1954 per riaprire il suo salone. Morì il pomeriggio di una domenica nel suo letto dell’Hôtel Ritz.
• Simone de Beauvoir (1908-1986, Parigi). "A quindici anni mi auguravo che un giorno il pubblico avrebbe letto la mia biografia con commossa curiosità. E questa speranza ha risvegliato in me il desiderio di diventare un’autrice famosa".
• Sarah Bernhardt (1844-1923, Parigi). Già ultrasessantenne, partì verso il fronte nella Prima guerra mondiale per recitare davanti ai soldati. Ferita, non si ritirò nemmeno dopo l’amputazione della gamba.
• Agatha Christie (1890, Torquay – 1976, Wallingford). Firmò l’ultimo libro a ottantadue anni: "Non posso smettere di uccidere".
• Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (1646 – 1684 Venezia). Prima donna laureata del mondo, a Padova, con tesi in logica aristotelica (contro il volere dei genitori prese i voti dell’ordine benedettino ma senza mai entrare in convento).
• Frances Farmer (1914, Seattle – 1970, Indianapolis), attrice di successo a Hollywood, bella e riottosa, la sua carriera fu stroncata da una terapia di choc insulinici subita in clinica dopo una crisi di alcolismo. Internata per sei anni dalla madre nel manicomio di Sheilacoon, sottoposta a lobotomia, sopravvisse all’operazione e, una volta dimessa, trovò lavoro in una lavanderia. Negli ultimi anni fu riscoperta da une rete televisiva di provincia, che l’assunse per presentare vecchi film hollywoodiani.
• Zelda Fitzgerard (1900, Montgomery, Alabama – 1948, Asheville, North Carolina). Moglie dello scrittore Francis Scott, di cui fu sempre gelosa perché i giornali non le facevano pubblicare i suoi racconti senza la firma del marito. Schizofrenica, spesso in cura in istituti psichiatrici, morì proprio nell’ospedale Highland, durante un incendio, essendo rinchiusa a chiave in una stanza con le finestre sbarrate da catene. Nel 1934 aveva messo in mostra a New York alcuni suoi quadri, che rappresentavano ballerini affetti dalla malformazione del piede varo.
• Audrey Hepburn (1929, Bruxelles - 1993, Tolochenaz, Losanna) "Per colpa di questa ragazza il seno passerà di moda" (il regista Billy Wilder).
• Billie Holiday (1915, Baltimora – 1959, New York). Nata da madre tredicenne e padre quindicenne, fu violentata a dieci anni. Fece la prostituta, finché non si esibì cantando in un night club di Harlem. Iniziata all’oppio dal marito Jimmy Monroe, passò presto all’eroina, che la uccise.
• Grace Kelly (1929, Philadelphia – 1982, Monaco). Felice finché non sposò il principe di Monaco. Dopodiché, non potendo più recitare e rifiutata dalla famiglia reale, cadde in depressione e si dedicò agli alcolici.
• Elsa Morante (1912 – 1985, Roma). Non concesse mai il divorzio al marito Alberto Moravia, con cui convisse venticinque anni: "Bisogna sapere che io, per mia sorte, fui sempre di quelli che s’innamorano in modo eccessivo e inguaribile, e dei quali nessuno mai s’innamora. Mia madre era stato il primo, e il più grave, dei miei amori infelici" (da Menzogna e sortilegio).