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 1996  luglio 27 Sabato calendario

Disastri. Da Atlantide a Chernobyl. L’uomo e le grandi catastrofi

• «Ho dedicato la vita a dimostrare che un disastro è molto più probabile di quello che pensa la gente. Cancelli, guardie, sensori, piani di emergenza... hanno certo una loro efficacia immediata, ma a lungo termine peggiorano la situazione seminando l’illusione di una sicurezza che, a sua volta, spinge a inoltrarsi verso situazioni sempre più pericolose. un po’ la storia dell’argine del fiume che scongiura sì l’annuale alluvione, ma che finisce per favorire l’urbanizzazione delle sponde e quindi, al verificarsi di un evento raro, il disastro» (George Michael).
• Le eruzioni del Vesuvio hanno provocato in genere pochissime vittime, perché gli abitanti della zona erano preparati all’eruzione. Due sole volte si consumò una vera e propria strage: nel 79 dopo Cristo e nel 1631. Tutt’e due le volte il vulcano era quieto da tempo immemorabile e la popolazione si fece trovare dalle due eruzioni - che inauguravano nuovi cicli di attività - del tutto impreparate.
• Abitanti dell’area vesuviana nel 1951: 300.000. Nel 1985 (’il vulcano è spento”) 600.000.
• Italia, anticamente ”Enotria”, dall’ebraico ”nother”, terra tremante. Terremoti verificatisi nella Penisola negli ultimi mille anni e di valore superiore al terzo grado della scala Mercalli: ventimila. Di questi, disastrosi: duecento.
• Gli etruschi prevedevano i terremoti e evacuavano sempre in tempo le loro città. Segnali premonitori: moltiplicarsi delle vipere, intorbidirsi dell’acqua nei pozzi, bagliori notturni, boati sotterranei. La scienza ammette che questi fenomeni si verificano effettivamente prima di un sisma. I sacerdoti etruschi squartavano poi un vitello e ne esaminavano le viscere. Da questa ispezione ricavavano informazioni ulteriori e pressochè certe (auspìci). La scienza oggi: alla vigilia di un terremoto si aprono nel terreno microfessure che permettono la risalita di radon, gas fortemente ionizzante. Il radon provoca in molti animali (uomo compreso) un aumento del tasso di serotonina nel sangue. Conseguenza della serotonina: irrequietezza, schiumosità delle viscere ben visibile a occhio nudo.
• I tartari, all’assedio di Caffa nel 1347, gettarono con le catapulte dall’altra parte delle mura cadaveri di appestati. I genovesi, che tenevano la città, fuggirono terrorizzati sulle navi, trasportando in Europa il bacillo del male (venti milioni di morti nei successivi tre anni).
• Nel 1763, sir Jeffrey Amherst, volendo disfarsi dei pellerossa, distribuì loro coperte infettate di vaiolo.
• Con l’avanzare della tecnica ingegneristica si possono costruire dighe che imprigionano masse d’acqua sempre più grandi. Proprio la massa d’acqua, col suo peso enorme, determina modifiche progressive nel terreno sottostante. Proprio queste modifiche sono spesso all’origine del crollo della diga medesima (così nel Vajont).
• Dighe alte più di quindici metri nel mondo: cinquantamila. Dighe in Italia: 483, più 45 in fase di costruzione, più 14 in fase di progettazione più diecimila alte meno di dieci metri. Contando anche queste ultime, l’Italia è il paese con più dighe al mondo. Le dighe rispondono alla domanda sempre crescente di energia, la quale è funzione del numero degli abitanti.
• Metri cubi di roccia caduti dal Monte Toc nel lago, in occasione del disastro del Vajont (1963): 300 milioni. Fronte della massa: due chilometri. Altezza dell’onda provocata: duecento metri. Velocità a cui l’acqua precipitò nella gola del Vajont schiantandosi sulle case di Longarone: molte centinaia di chilometri orari. Vittime: più di duemila. Il boato si sentì fino a Venezia.
• Dighe crollate negli ultimi otto secoli: duemila. Negli ultimi cent’anni: trenta.
• Specie scomparse negli ultimi 250 milioni di anni: 3.500. Secondo David Raup e Jack Sepkoski, ogni trenta milioni di anni una catastrofe immane spazza via dalla Terra la maggior parte degli organismi.
• «Se l’ambiente fosse stabile non vi sarebbe evoluzione. L’instabilità e la dissoluzione dei sottosistemi sono condizioni essenziali per la crescita dei sistemi a livelli superiori».
• «Molte volte le calamità distruggono le nazioni senza risorgimento ma talvolta sono principio di risorgimento e di riordinamento di esse. Tutto dipende da come si ristorano» (l’abate Galiani).