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 2002  novembre 02 Sabato calendario

Hilde Ponti

• Druidi. Sacerdoti della religione celtica, da dru, ”molto”, e wid, ”vedere”, nell’antico celtico, ”molto veggenti”, o da dru, ”molto”, e vidu, ”albero”, ”uomini albero”, per la loro usanza di celebrare nelle radure. Durata del tirocinio per diventare druidi: vent’anni.
• Samhain. Per propiziarsi la divinità per l’anno nuovo, i druidi celebravano la festa più solenne della religione celtica, il Samhain, ”fine dell’estate” (dal tramonto del 31 ottobre al 2 novembre). Tra i simboli più pregnanti il fuoco: bisognava saltare i falò sacri quando erano accesi, per fortificarsi e purificarsi, fuggire quando erano spenti (in origine chi non riusciva a saltarlo o cadeva durante la fuga, era sacrificato come capro espiatorio del male accumulato nell’anno trascorso). Inoltre, siccome il male passato era cancellato con l’inizio dell’anno, aggiungerne altro non recava danno: definito dagli studiosi a time of no time, ”un tempo di non tempo”, cioè un tempo sospeso, nel periodo festivo di Samhain era ammessa ogni trasgressione, violazione di convenzioni sociali e sfogo di desideri repressi.
• Focolari. Il rituale del fuoco prevedeva lo spegnimento di ogni focolare domestico all’inizio della festa, cioè al tramonto dell’ultimo giorno di ottobre, e la riaccensione solo dopo che i druidi si erano riuniti per accendere il grande fuoco sacro con rami di quercia. Lo spegnimento serviva a fare apparire le case disabitate e a ingannare gli spiriti avversi che la prima notte tornavano sulla terra per impossessarsi dei corpi dei vivi e vendicarsi dei torti subiti. Ridiscesi i morti nell’oltretomba i focolari potevano essere riaccesi per arrostire le vivande e iniziare i festini. Per blandire le Dame Bianche, fate spodestate dalle loro terre, che durante il Samhain vagavano per catturare gli uomini e intrappolarli nei loro tumuli, le donne allestivano cibarie sulle soglie delle abitazioni, mentre gli uomini si travestivano con pelli di animali e si infilavano il loro cranio in testa per acquisirne la forza e difendersi.
• Risse. Durante il Samhain anche la rissa era considerata rituale. Per scatenarla il padrone di casa offriva il pezzo migliore dell’arrosto all’ospite più coraggioso, ma la sua scelta era solo provocatoria e dava il via a un parapiglia generale. Un’altra occasione di contesa era decidere chi avrebbe tagliato il maiale e fatto le parti. Chi conquistava la postazione e il coltello, provocava altri litigi distribuendo porzioni scarse ai convitati più ostili.
• Geis. Considerati capaci di guarire o castigare coi loro versi, i poeti trascorrevano la giornata prima del Samhain sdraiati nell’oscurità per elaborare il tema poetico loro affidato. Ospiti molto privilegiati, godevano del cosiddetto geis, ”tabù”, che costringeva il padrone di casa a esaudire qualsiasi desiderio esprimessero.
• Morti. Annunciando l’inizio della ciclica decadenza della Madre Terra e l’arrivo dell’inverno, il Samhain era il momento più adatto per ricordare i morti. Chiamato anche Fleadh nan mairb, ”festa dei morti”, durante il Samhain si commemoravano i defunti per ottenere fertilità.
• Sacrifici. Per propiziare le divinità si praticavano anche sacrifici umani: le vittime, scelte tra nemici vinti o schiavi, erano sepolte nei campi e mescolate con le sementi e il sangue asperso sull’immagine del dio a cui era offerto il sacrificio. In epoca arcaica si usavano per i sacrifici proprio i sacerdoti che presiedevano alla fertilità non appena diventati vecchi e deboli.
• Sapienza. Amuleto preferito dei druidi, l’’Uovo di serpenti”, simbolo di sapienza, realizzato con la schiuma secreta in estate dai serpenti quando si intrecciano. Per l’efficacia dell’amuleto bisognava raccogliere la schiuma in un mantello prima che toccasse il suolo, poi correre velocemente a cavallo verso un corso d’acqua e traversarlo tenendo accuratamente l’involto, essendo l’acqua l’unico elemento inaccessibile ai serpenti.
• Divinazioni. Durante il Samhain i druidi svolgevano anche procedure divinatorie. Sulla vittima sacrificale, uomo o animale, si libava con vino contenuto in teschi prima di procedere all’uccisione con l’arma bianca. Il responso era formulato osservando posture e movimenti degli arti, e flusso del sangue.
• Halloween. Essendo molto radicate nella tradizione celtica le celebrazioni del Samhain non si estinsero nemmeno con la conversione al cristianesimo, tra il V-VI secolo, ma si trasformarono. Nell’835 d.C. papa Gregorio IV istituì il dies festum in omnium Sanctorum, ”Ognissanti”, in inglese All Hallows Day, da cui Halloween, ”la vigilia serale di Ognissanti” (espunti all e day, si aggiunse een: per alcuni da even, ”vigilia”, abbreviato in e’en e poi in een; secondo altri da eve, ”sera”, con l’aggiunta di una ”n”. Intorno all’anno 1000 d.C., la Chiesa istituì anche una festa per la commemorazione dei defunti, perché le anime dei giusti non beati e quelli del Purgatorio non erano ricordati da Ognissanti. L’Abate Odilone, del monastero di Cluny, destinò a questa celebrazione proprio il 2 novembre, chiamandola dies manium, in inglese Allsoulsday, ricostiutendo la festività celtica anche per la durata, essendo preceduti il 1 e il 2 novembre dalla sera del 31 ottobre, Halloween, dedicata agli aspetti misterici, folli e ludici.
• Dispetti. Trick-or-treat, ”dolcetto o scherzetto”, usanza di Halloween, per cui i bambini vagano tra le case minacciando un dispetto se non ricevono dolci o mancette. Nata dopo la prima guerra mondiale, era l’unico espediente per i bambini che volevano festeggiare Halloween senza averne le risorse.
• Rifilcona. Festa simile ad Halloween, di origine medievale, che si svolge a Firenze la sera del 7 e la notte dell’8 settembre, alla vigilia della vendemmia. In origine festeggiata dai contadini che scendevano in processione dalla campagna fino a piazza della Santissima Trinità con zucche svuotate e intagliate a forma di volto umano, con una candela all’interno. Festeggiata oggi dai ragazzi, che si dirigono in processione da Borgo santa Croce a piazza Santissima Trinità, con le ”lanternine veneziane”, luninarie di carta colorata.
• Zucca. La notte del 31 ottobre si espongono zucche illuminate, scavate e intagliate a forma di volto umano, in ricordo di Jack O’Lantern. Secondo una leggenda irlandese quando Jack O’Lantern morì fu respinto sia dal Paradiso, per aver troppo peccato, sia dall’Inferno, per aver estorto al diavolo la promessa di rinunciare alla sua anima. Mantenuta la promessa il diavolo gli lanciò un tizzone per illuminare il cammino dell’oscurità eterna, e Jack O’Lantern lo conficcò in un carota, sostituita in seguito con una zucca.
• Sangue di vampiro. Bevanda tradizionale per la cena di Halloween, il ”sangue di vampiro”: mettere in una caraffa cubetti di ghiaccio, riempire di succo di lampone e di ananas, mescolare e spolverare con cacao dolce. Nei bicchieri predisporre una fetta di arancia e una di limone.