Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 28 marzo 1998
istruzioni per líusoî
• Orologio. ”Il comandante è lieto di annunciare ai signori passeggeri che stiamo per atterrare a Mosca, e li prega di mettere indietro gli orologi di trent’anni” (vecchia battuta sull’Urss comunista).
• L’attuale Russia (1998 n.d.r.) è più piccola della vecchia Urss (17 milioni di chilometri quadrati contro 22) e meno popolata (148 milioni di abitanti contro 268).. Resta però il più grande Paese del mondo; 11 fusi orari, il 40 per cento del gas mondiale, il 6 per cento del petrolio, un quarto del carbone, dei diamanti, dell’oro e del nichel, il 30 per cento dell’alluminio e del legname.
• Ancora otto anni fa un terzo della popolazione contadina viveva senza elettricità, tre quarti dei russi non avevano l’automobile, nei negozi si facevano i conti con un pallottoliere di legno. Le massaie facevano lunghe code ai gastronom, le botteghe alimentari, dove non si trovava quasi nulla. Una barzelletta dell’epoca: ”Scusi, non c’è della carne?” ”No, questo è il negozio dove non c’è il pesce. Quello dove non c’è carne è proprio qui di fronte”.
• Le Kommunalke erano case in coabitazione concepite da Lenin nel ’18 per risolvere la crisi degli alloggi: le abitazioni dei ricchi vennero requisite e a ogni famiglia si assegnò una stanza. Nel ’92 vivevano in queste Kommunalke 40 milioni di sovietici. Ora ne sono rimaste un milione, abitate da tre milioni di persone.
• Secondo l’enciclopedia sovietica, a inventare la radio fu Aleksandr Opopov (non Guglielmo Marconi), l’elettricità Aleksandr Lodygin (non Thomas Edison), l’aeroplano Aleksandr Mozhaiskij (non i fratelli Wright).
• Nel 1917 il 90 per cento dei russi erano servi della gleba, cioè praticamente schiavi. I loro padroni erano per metà lo Stato e la corona, per metà nobili. Solo una ristretta minoranza di aristocratici era davvero ricca: 1.550 nobili possedevano in media 2.447 anime (così erano chiamati i servi maschi, le donne nemmeno si contavano). Altri 2000 possedevano 687 anime. Seguivano 16.000 signori con 217 anime ciascuno. I rimanenti 43.000 possedevano otto anime (le anime del romanzo Gogol sono appunto questi servi della gleba).
• I russi hanno sempre amato il colore rosso poiché che porti fortuna. In russo antico ”rosso” e ”bello” erano la stessa parola, Krasnaja Ploshad significava Piazza Rossa ma anche Piazza Bella.
• Alcuni locali notturni di Mosca: ”Dolls”, dove le ragazze si spogliano al tavolo dei clienti per cento dollari. ”Up and Down”, dove si cena davanti a una vasca con due alligatori e poi si assiste allo strip di uomini e donne. ”Chance”, primo locale per gay dove uomini nudi nuotano in una vasca grande come una piscina.
• Giro d’affari della mafia russa: 300 miliardi di dollari l’anno.
• In Russia ci sono un milione e 10.000 carcerati su 148 milioni di abitanti. Tra il ’62 e il ’95 sono state giustiziate 25 mila persone (nello stesso periodo, negli Stati Uniti, 435). Procedura dell’esecuzione: si benda il condannato, quindi il boia gli spara un colpo di pistola in testa.
• Nel ’97 a Kljuchi, regione agricola della Siberia dove nessuno riceve lo stipendio da un anno, un cinema chiede di pagare il biglietto non più in rubli ma con due uova a testa. Tre mesi più tardi smette di chiedere uova e si accontenta di bottiglie vuote di vodka o birra.
• ”Iz ruk v ruki” (Di mano in mano), quotidiano di annunci personali. Trentacinquemila inserzionisti a numero, 200 milioni di lire di fatturato al mese. Qualche annuncio: ”Sono in contatto con Gesù Cristo, chi desidera usufruire di questo straordinario canale di informazione mi scriva”; ”Scambio metà confezione di profumo Poison con metà di profumo Jaise”; ”Scambio omogeneizzati scaduti con campioni di carta intestata di organizzazioni varie”.
• I contadini della steppa chiamavano il diavolo Nechistaja Sila (Lurida forza), oppure il Seduttore, il Nemico, il Sinistro, il Nero, lo Spettinato, Quello lì. Non pronunciavano mai la parola Satana temendo che il maligno, sentendosi chiamare, si materializzasse all’istante.
• Battesimo. Boris Eltsin fu battezzato in segreto e per poco il sacramento non gli costò la vita. Per antica tradizione, i genitori di ogni bambino offrivano un bicchiere di vodka al pope che officiava il rito. Quando giunse il turno di Eltsin, il prete era ubriaco: lo gettò nel mastello dell’acqua santa e li se lo dimenticò, perdendo tempo a chiacchierare . La madre, vedendolo paonazzo, diede uno spintone al sacerdote raccolse il bambino. Commento del pope: «Se è sopravissuto a questo sopravviverà a tutto».