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 1998  maggio 25 Lunedì calendario

William Gates III, 42 anni, padrone della Microsoft e uomo più ricco della Terra, sta per lanciare un nuovo programma (Windows 98) che dovrebbe rendere particolarmente facile l’accesso a Internet

• William Gates III, 42 anni, padrone della Microsoft e uomo più ricco della Terra, sta per lanciare un nuovo programma (Windows 98) che dovrebbe rendere particolarmente facile l’accesso a Internet. Il problema è che, controllando nove computer su dieci tra quelli venduti in tutto il mondo, Microsoft impone ai produttori l’utilizzo del suo programma d’accesso alla rete (Internet Explorer), e così facendo estromette dal mercato le altre società che forniscono programmi di ”navigazione”. Poiché Internet, con l’avvento del commercio elettronico, diventerà il mercato più grande del mondo, alle proteste dei gruppi industriali concorrenti di Microsoft si sono aggiunte quelle del ministero della Giustizia americano, di 21 Stati e di numerose associazioni di consumatori.
• Il ”sistema operativo” è l’anima di un computer, il software di base che consente di fare ogni altro programma. La Microsoft di Bill Gates ha creato prima l’MsDos, poi Windows. I sistemi alternativi, come MacOs di Apple o Os-2 di Ibm, non sono riusciti a opporsi. Windows 98 è la versione più recente del sistema operativo (verrà lanciata nel prossimo mese di giugno) e prevede l’accesso ad Internet tramite un altro programma Microsoft, Explorer. Explorer è un ”browser”, cioè, appunto, un programma di navigazione su Internet.
• Nel periodo 94-97 il fatturato di Microsoft è passato da 4,64 miliardi di dollari a 11,35; gli utili da 1,14 miliardi di dollari a 3,45; il valore in borsa da 10 dollari per azione a 86. Windows controlla l’86% dei pc di tutto il mondo con Windows e il 4% con Dos, più l’87% del software per l’ufficio.
• Bill Gates, figlio di un grande avvocato d’affari di Seattle (la madre fece parte del board di UsWest e di First Interstate Bank) nel 1974, all’età di 19 anni, insieme al compagno di classe Paul Allen scrisse un programma per il computer Altair. Nel 1975 i due fondarono la MicroSoft (all’epoca con la S maiuscola), che nell’81 riuscì a vendere all’Ibm il programma MsDos, nell’83 introdusse il primo programma di scrittura e nell’84 cominciò a progettare Windows, destinato a rendere più semplice l’uso di MsDos grazie all’introduzione di icone. Nel ’91 La Federal Trade Commission aprì la prima inchiesta preliminare per capire se Microsoft monopolizzava il mercato dei sistemi operativi.
• Bill Gates. Veste male, porta scarpe ineleganti, maglioni da quattro soldi, pantaloni mal stirati, non frequenta i politici, non finanzia lobby, lavora dodici ore al giorno e segue nel dettaglio la realizzazione di ogni nuovo programma. Arrogante con i collaboratori, maleducato con i giornalisti, a chi gli chiede pareri politici risponde «sono un esperto di software». Raggiunse l’apice della sua carriera tre anni fa con il lancio di Windows ’95 (un trionfo). Con la nascita d’Internet, però, molti si affrettarono a dire che era spacciato. Netscape, la società che produsse i primi software per navigare, sembrava in grado di rompere il monopolio e per Microsoft si prevedeva un futuro tipo Ibm: sarebbe rimasta una società importante tra le altre.
• Gates non ha mai inventato né innovato nulla, se si eccettua quel primo linguaggio basic per microcomputer messo a punto alla fine degli anni Settanta. Il famoso sistema operativo MsDos del 1981, che lo proiettò nel mondo dei computer di massa, venne acquisito a basso prezzo da una piccola azienda di Seattle (tenendo nascosto che si trattava di una fornitura per il colosso Ibm). E così è stato per molti altri programmi (Word Perfect tra gli elaboratori di testo, Lotus tra le tabelle elettroniche).
• Gates, però, è abile nel rilevare piccole società con progetti innovativi. Negli ultimi tre anni, ad esempio, Microsoft ha comprato 37 società, tra le quali: Vermeer Technologies, produttore di FrontPage, software per disegnare pagine in Internet; Shop, produttrice di software per il commercio elettronico; WebTv Network, azienda che produce un dispositivo per viaggiare in Internet con il televisore di casa ecc. Gates ha anche stretto una partnership al 50 per cento con la Nbc per un canale di news via cavo collegato a un sito giornalistico su Internet; ha lanciato Expedia, sito internet per vendere viaggi e Car-Point, per la vendita di auto in rete; ha fondato ”Slate”, raffinato settimanale politico-culturale solo elettronico diretto dal noto giornalista americano Michael Kinsley; ha creato Corbis, la prima banca di immagini digitali del mondo e fondato Teledesic, società che progetta di inviare nello spazio 400 satelliti a bassa quota per fornire in tutto il mondo, all’inizio del prossimo secolo, collegamenti veloci a Internet.
• Windows 98. Con questo programma sarà più facile ottenere informazioni (ad esempio sulla borsa) e senza alcun collegamento telefonico: ad esempio si potranno ricevere articoli del ”Wall Street Journal” attraverso i segnali televisivi (il giornale viene dall’internet ma è direttamente nello schermo di Windows 98, non serve neanche il browser); si potranno usare diversi monitor (fino a un massimo di 9, ottimo per i grafici) e trasferire dati dall’uno all’altro con un semplice click sul mouse (Mac e Unix hanno questa capacità da tempo); verrà introdotta nei personal computer la tecnologia Dvd che compatta meglio i dati (il film Jurassic Park entra in un solo dischetto invece che in sette), con una qualità d’immagine mai vista; Windows 98 aumenterà del 36% la velocità nel caricare i programmi e risparmierà il 28% della memoria. Formidabile per i giochi: il video diventerà a tre dimensioni e se si dispone di due o più monitor si potrà vedere il gioco su più schermi. In futuro si potrà addirittura trasformare l’autoradio in un computer.
• I concorrenti (non solo informatici) di Microsoft cominciano a spaventarsi: Bill Gates entra nell’editoria? Si impegna direttamente nel commercio elettronico aprendo i propri negozi virtuali? Vuol diventare l’esattore di Internet prelevando una piccola somma dalle tasche dei consumatori per ogni operazione? Finché i computer erano solo strumenti per lavorare, Gates non dava fastidio. Adesso i computer diventano terminali per acquistare beni, leggere giornali, passare il tempo libero. Gli americani che utilizzano la rete sono almeno 50 milioni: per questo Bill Clinton ha varato un piano che impedisce agli Stati federali di applicare nuove tasse agli scambi di merci che avvengono in rete. Il ministro della Giustizia del Connecticut, Richard Blumenthal, dice che «Nessuna azienda può avere il monopolio dell’accesso alla rete telematica, perché chi controlla questa controlla il commercio elettronico». Contro Microsoft si è creata una coalizione, una lobby di aziende, che comprende Sun Microsystem, Oracle, Ibm, Netscape. Il 9 ottobre dello scorso anno l’ufficio antitrust del governo americano ha accusato Gates di aver obbligato alcune aziende che producono computer (Compaq, Dell) a installare sui loro prodotti non solo il sistema operativo Windows 95 ma anche Internet Explorer, contravvenendo così a un preciso accordo firmato nel ’95: ha usato il suo potere di monopolista per avvantaggiarsi sul mercato. Ai giudici viene chiesto di affibbiare alla Microsoft un’ammenda di un miliardo di dollari al giorno finché non smetterà di seguire pratiche monopolistiche.
• Gates nega che esista un monopolio: questo esiste solo quando i prezzi non calano, l’innovazione langue, la concorrenza è inesistente. Nel mondo informatico sta accadendo il contrario. Joel Klein, capo dell’ufficio Antitrust del dipartimento della Giustizia, dice che Netscape dev’essere difesa: Microsoft deve lasciar liberi i venditori di operare i cambiamenti desiderati sull’aspetto grafico delle schermate, rendendo Microsoft e Windows invisibili; se il computer è la porta d’accesso a Internet, non deve più essere Microsoft a decidere i collegamenti a siti informativi e centri commerciali; con il prossimo sistema operativo Gates dovrà offrire oltre al suo programma per Navigare in Internet anche quello del suo avversario, Netscape. Gates risponde che «chiedere a Microsoft di allegare Netscape al proprio sistema operativo è come chiedere alla Coca-Cola di inserire in ogni confezione da sei, tre lattine di Pepsi. Pretendere di separare Explorer da Windows 98, poi, è come chiedere alla Coca-Cola di modificare gli ingredienti della bibita». Il Ministro della Giustizia del Nord Carolina risponde che «allegare Explorer a Windows ’98 è come chiedere a un cliente che compra un frigorifero di acquistare anche bibite di una certa marca per tutta la vita».
• Se uno è l’unico produttore di dentifricio e per avere il suo dentifricio bisogna comprare il suo spazzolino, ecco che lui fa fuori tutti i produttori di spazzolini (Giuliano Amato). «Guardate, io non sto facendo un contratto legante: quello che io vendo è un prodotto integrale e siete voi che non sapete leggere l’innovazione. Prima dell’invenzione dell’automobile esistevano le ruote, gli sterzi, i sedili, i cruscotti. Poi un signore chiamato Henry Ford mise insieme queste cose. Si può dire che quello che lui faceva era un contratto che costringeva a comprare insieme ruote e volante? Oppure lui vendeva una cosa più complessa chiamata automobile? Lo so che ci sono anche altri che producono quegli stessi servizi, però io sto costruendo l’automobile del terzo millennio e nessuno mi può obbligare a usare le ruote di uno, il volante di un altro, il cruscotto di un altro ancora» (Bill Gates). Già all’inizio degli anni Novanta, l’antitrust americano si era occupato di Bill Gates. «Egli aveva, già allora, nel software una posizione dominante ed esercitava una grande forza contrattuale nei confronti della quasi totalità dei costruttori di computer, ai quali aveva imposto delle clausole molto stringenti. Una in particolare: in cambio del suo software, Gates chiedeva una royalty se non sbaglio di 50 dollari a computer venduto, a prescindere dal fatto che quel computer avesse installato il software Microsoft. Diventava così una sorta di tangente legale» (Giuliano Amato).
• Il procedimento del governo americano comporta rischi notevolissimi: «l’indebolimento oggettivo della Microsoft, un’azienda che a Wall Street vale oltre 200 miliardi di dollari, è la seconda società più ammirata d’America (la prima è la General Electric) ed è il motore propulsore dell’alta tecnologia americana. Piegando la Microsoft potrebbe entrare in crisi l’intera industria della Silicon Valley e, con un effetto domino, potrebbe essere minata la stessa economia americana che è guidata proprio dalla forza trainante dell’hi-tech» (’Panorama”).
• Se perderà Gates, perderanno i consumatori, che godono dell’abbassamento dei prezzi innescato dalla strategia di Microsoft. Va anche detto che «Gates ha trasformato in multimilionari non soltanto dirigenti e dipendenti della Microsoft, ma anche tanti altri che oggi possiedono azioni del suo colosso. In una società come quella americana, dove il materialismo non conosce limiti, dove la disoccupazione continua ad essere bassissima, e dove termini come software, tecnologie dell’informazione e Internet hanno una valenza quasi magica, la strategia di Gates e della Microsoft non può non suscitare vasti consensi nell’opinione pubblica» (Joseph La Palombara). In sostanza, i cittadini americani sono dalla parte del ”monopolista”.
• Probabilmente il progresso tecnico metterà fine al monopolio.«Il progresso tecnico, più che mai, e ancora più della forza dei vari antitrust, è il vero fattore che può produrre la disgregazione del potere monopolistico. Ma si deve rammentare che siamo nel campo inarrestabile della dinamica e dove si distruggono certe forze preponderanti se ne creano altre; il dominio della Rca nelle valvole termoioniche fu distrutto dall’avvento del transistor e quello di Ibm nei computer dall’innovazione del Pc. E così lo sviluppo di Internet e della posta elettronica distruggerà il fax e farà nascere nuove entità produttive» (Carlo Maria Guerci). «Nel 2002 la questione se un sistema operativo per computer possa o non possa contenere le funzioni per Internet sarà considerata ridicola. Sarà come chiedersi se un automobile possa essere venduta insieme con un motore» (Bradford Smith, uno dei principali legali della Microsoft).