Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 4 agosto 1997
Portala a letto, non sull’altare», esorta il ”Sun”, tabloid che odia il principe di Galles per le sue incursioni in politica su posizioni vicine a Tony Blair e ai suoi ministri coi quali va a cena, e considera casa Windsor troppo vicina ai laburisti
• Portala a letto, non sull’altare», esorta il ”Sun”, tabloid che odia il principe di Galles per le sue incursioni in politica su posizioni vicine a Tony Blair e ai suoi ministri coi quali va a cena, e considera casa Windsor troppo vicina ai laburisti. Proprio a causa di Camilla Parker Bowles, sentina di tutte le immoralità nazionali per il clero anglicano di York e Cork, i tories a settembre sono chiamati a una sollevazione contro una casa reale da cui si sentono traditi. Settembre, il mese in cui Tony Blair, rilassato da una vacanza in Toscana, verrà ricevuto a Balmoral, in Scozia. Andrà da Elisabetta II a dirle quello che tutti si aspettano: «Per me Carlo può sposare Camilla quando vuole». E che altro potrebbe dire? Metà dei suoi amici han trovato la felicità in seconde nozze, sbocchi di lunghe relazioni adulterine, come quella del principe e Camilla. In quanto al clero, troppi prelati inglesi allargano le loro latitudini sessuali in parrocchia e fuori. Dunque pensi a sé. E qui siamo. Con un matrimonio morganatico in arrivo e il pallino tornato dove era partito nel 1970.
• In quell’anno Camilla Parker Bowles, allora Camilla Shand, dopo una partita a polo nel parco di Windsor, si avvicina a Carlo principe di Galles. Carlo è già da un po’ il principe triste. Suo padre, l’ineffabile Filippo, la cui bocca - dicono a Corte - non è in contatto con le meningi, lo disprezza perché poco virile. Sua madre, allegra come la dama di picche, gli preferisce la sorella Anna: affinità cavalline. A scuola i compagni lo picchiavano.
• Oggi ha perso la partita. In un angolo carezza il suo cavallo e non si capisce chi consola chi. «Un bellissimo animale, altezza», lo abborda Camilla infagottata in una giacca verde. Non è bellissima. E ha il nome di una ragazza svelta di gonne (non è l’unica nella Londra degli anni Settanta, la più promiscua città d’Europa). Ma come atteggiamento è una galassia lontana dalle donne di punta e di tacco che inseguono il principe alle feste. Blue jeans che non concedono niente a Mary Quant e parlata senza l’eco di Kensington. La sua pelle sa di cuoio anche a guardarla: dai tempi della scuola è rimasta famosa per i rari bagni che si concede con l’acqua fredda. Beve, fuma e ogni tanto quando il suo cavallo teme l’ostacolo, bestemmia. Ma in allegria. una donna diversa, rispetto alle altre, ma anche terribilmente main stream, in tono, più di tutte le altre, con la tradizione. Con Carlo quel giorno usa lo stile che le viene più naturale, quello di Lord Brummel quando sedusse il futuro re Giorgio IV. Giorgio era impacciato e goffo, Brummel disinvolto: «Che bel bastone avete, maestà. Che buon gusto nella scelta dei quadri. Ah, quella donna vi guarda. certamente innamorata di Voi». Brummel mise a suo agio il principe e divenne il suo favorito.
• Dunque sin dal primo momento la ragazza Camilla, secondo stile e tradizione, spinge sull’acceleratore. «La mia bisnonna è stata l’amante del tuo trisavolo» butta lì. Prima che lui risponda incalza: «Che vogliamo fare?». Insomma quel che vedi compri, senza lacci laccioli e catene. Come fece Alice Keppel, la sua antenata, col re Edoardo VII. Mai una lagna, mai gelosa della regina Alexandra, sempre disponibile, sia in Costa Azzurra dove il re la portava in vacanza, sia quando ci fu da andare a visitarlo sul letto di morte. Come la sua antenata, Camilla ripete a Carlo: «Sono stata educata a fare la riverenza eppoi a saltare sul letto». Dice in effetti: sono un pezzo del tuo regno, prendimi.
• Il suo atteggiamento sa tanto di Medioevo ma, vista oggi, la storiella è anche un bel calcio al post femminismo britannico, quello delle ricche belle e impossibili che si ritrovano a far colazione da sole (è una moda) a San Lorenzo a Chelsea, o si incontrano da Annabel o da Daphne. E soprattutto, sarà la gran virtù di Camilla fare scena muta coi giornalisti e con le stazioni televisive, «never complain, never explain», non lamentarti mai, non spiegare mai niente, come i generali che fondarono l’Impero, i soldati che morirono a Balaclava nel secolo scorso, come Elisabetta II che ha portato corna e dolori sempre con la stessa espressione.
• Carlo le chiederà di sposarlo e diventare la regina di Inghilterra. Camilla a sorpresa rifiuta una prima e una seconda volta. Alla fine come marito di facciata si sceglie, siamo nel 1973, uno stallone di lusso, un ufficiale di un reggimento nobile, Andrew Parker Bowles. stato il paggetto all’incoronazione di Elisabetta, è amico di Carlo e ancor più della principessa Anna, un suo amante. Anni dopo, con qualche passione spenta alle spalle, quando Carlo andrà a trovare i Parker Bowles durante i week end, Andrew li lascerà sempre soli, cedendo il suo letto, orgoglioso di servire la corona anche nel ruolo di primo cornuto del regno, fedele a un edonismo edoardiano di difficile comprensione al di qua della Manica.
• Per Carlo l’incontro del 1970 è stato dunque il coup de foudre con la vita atteso per anni. Ecco una donna che quando Carlo le parla dei suoi piani per rifare l’urbanistica di Londra sta ad ascoltare e non lo guarda con la compassione con cui si guardano gli idealisti un po’ matti. Per sua ammissione Camilla non ha mai letto un libro dopo le medie. A scuola era un disastro. Hanno dovuto mandarla in Svizzera a prendersi un diploma da segretaria eppoi a Parigi. Camilla per capire di cosa parla il suo principe, ordina qualche volume e cerca di farsi un’idea sullo scibile umano. Divide con lui la passione per il giardinaggio, la cucina fai da te, la caccia alla volpe (al cui pensiero Diana sviene), la pesca, la pittura ad acquerello. Quando Carlo la domenica pomeriggio se ne va, e andava a trovarla anche quando erano ambedue sposati, Camilla rassetta la casa da sola, prende la bottiglia di vino bianco avanzata, si sdraia sul letto della stanza di sopra e se la finisce con immensa goduria.
• Un’eco di questa calma felicità goduta da Carlo si trova anni dopo, in un nastro del Camillagate, lo scandalo delle telefonate registrate dai servizi segreti e rese pubbliche su ispirazione di Lady D. Dopo aver elaborato a lungo sul suo desiderio di tramutarsi in un tampax (Carlo al telefono è un po’ scemalò, come tutti gli innamorati o come Woody Allen quando pensa a Sharon Stone). «Il tuo più grande merito» si sente dire da Carlo «è stato quello di amarmi». Sembrano le parole di un bullo latino. Ma Elisabetta regina e John Major, allora primo ministro, capiscono l’abisso in cui era vissuto nei suoi anni formativi, il vuoto in cui vive con Diana. La regina Elisabetta decide che, viva lei, Carlo non sarà mai re. Non è un chiacchierone. un debole.
• Come mai Camilla ha rifiutato il trono? Per quel che vuole dalla vita, cioè Carlo, la campagna i cavalli e qualche bella caccia alla volpe, non le serve. La corona aggiunge complicazioni, ha confessato alle sue amiche (che lo hanno confessato ai giornali). Carlo ha passato un quarto di secolo ad apprezzare sempre di più questa passione senza doppio fondo, e oggi tutti ammettono quello che la regina e la famiglia sapevano da anni: Camilla non è il passatempo reale di cui hanno scritto i giornali, non è l’adultera contro cui il clero scaglia le casalinghe che infatti, quando la vedono, la bersagliano di frutta e verdura (e Camilla è costretta a non andar più al suo amato supermercato). Camilla è l’unico punto fermo nella vita di Carlo da 27 anni. Il sedere sul quale si sono posate per la prima volta in pubblico le mani del principe (successe durante un ballo ufficiale) è il suo. Sua è l’idea di trovare una ragazza che gli facesse da nave scuola (Camilla rimediò la figlia di un ambasciatore spagnolo, felicissima di portarsi Carlo a letto). Lei stessa insegnerà a Carlo tutti i trucchi sessuali imparati da Andrew Parker Bowles, professionista del lenzuolo. Per certi versi, scaltrezza, disponibilità, saggezza, sensualità, Camilla è stata paragonata a Wallis Simpson, la divorziata per cui Edoardo VIII, negli anni Trenta, perse la testa e la corona. un paragone ellittico anche se lei, come la signora Simpson ha una libido diciamo robusta e di cui non ha mai fatto mistero. Ma qui finisce.
• Camilla non ha ambizioni sociali (che aveva invece la signora Simpson) e si alza a strigliare i cavalli quando la Simpsons rientrava dalle feste (alle 5 di mattina). In più, se quella era il trionfo della seta e della trina, Camilla ha sempre comprato la sua biancheria intima alle svendite di Harrod’s dove aveva messo suo figlio a fare il commesso. In più Camilla ha sempre lavorato, sacrificandosi, per la causa (la felicità del principe). Non ha mai preteso che questi desse un calcio al regno per lei. Si è anche presa la briga di esaminare Diana Spencer e decidere in tutta onestà se e come potesse essere adatta a Carlo. Vista con gli occhi di oggi la scena in cui Camilla prende da parte Diana che aveva le gambette magre e la faccia un po’ rotondetta, e si informa su tutto quel che fanno e si dicono i due fidanzatini, indaga, chiede, e infine dà dei consigli, vista oggi la scena sa di manuale della crudeltà fine Settecento. « un topino, si metterà da parte quando vorrai» è il suo giudizio.
• Previsione sbagliata: Diana è un mucchietto d’ossa, ma è piena di energie e di ambizioni. Mira al ”posto” che le permetterà di stare in scena anche dopo il divorzio, di esser presente in Andalusia in piscina con il riccone arabo di turno, al funerale di Versace con un giro di perle al collo, sulla copertina di ”Variety” e, in autunno, a una decina di gala di beneficienza. Camilla invece cura l’uomo e ha i tempi lunghi. Diana, che lo ha capito, l’ha bollata con quel nomignolo ”Rottweiler” che le rimarrà attaccato come un’etichetta.
• La vera seconda scelta, il rimedio, la seconda donna, la signora in attesa di esser graziata da una visita occasionale del re, non è stata dunque Camilla, come ha sempre raccontato la vulgata, come hanno scritto i tabloid e per il quale hanno pianto eserciti di tardone che si sono identificate con lei, ma Diana, la principessa bulimica, quella che in viaggio di nozze mangiava e vomitava. Camilla ha sempre chiesto una seconda porzione di tutto quello che le mettevano davanti. E il matrimonio con Diana Spencer, lo ha confessato Carlo, fu una decisione presa per lui dal principe Filippo, dai prelati di Cork e York, Westminster e Canterbury, e tutti quelli che hanno continuato a ripetergli che doveva riprodursi e che per far quello aveva bisogno di una fattrice nobile e soprattutto vergine. Quest’ultimo strappo, pur con tutta la sua saggezza, neppure Camilla poteva ricucirlo.
• Dunque le nozze con ogni probabilità si faranno. Anche se il tabloid ”Express” del 29 luglio ne dubita. Carlo è divorziato e così Camilla. Per calmare le acque all’interno della Chiesa anglicana, saranno morganatiche: insomma Camilla non sarà regina al cento per cento. Sarà la moglie del re il quale, per buona pace del reverendo John Hawthorne, che ha in cura l’anime del principe di Galles, smetterà così di essere un peccatore. Ma Carlo, quando erediterà il trono, non lo farà più come Difensore della Fede, la formula con cui i re vengono messi a capo della Chiesa d’Inghilterra. Ha fatto capire che separerà i destini della Chiesa anglicana da quelli della corona. Le toglierà il privilegio di essere la religione ufficiale del regno che mantiene come conseguenza del divorzio di Enrico VIII da Caterina di Aragona nel 1533.
• Un bel passo indietro per gli anglicani. Un bel passo in avanti per la sopravvivenza della monarchia che si toglie un bel peso imbarazzante di dosso. Alla fin fine, è stato fatto osservare, nel Regno Unito non ci sono solo anglicani, ma anche buddisti, hindu, ebrei, musulmani, cattolici e lui vuol essere il re di tutti. E tutto per amore di Camilla.
La quale ha accettato, di mala voglia, ora che potrebbe diventare la moglie del re, di rendersi più presentabile. Ha cominciato a ”frequentare” un po’ di più. Ogni tanto va a Londra e da Harrod’s si fa vedere un po’ meno nel settore sport e un po’ più in quello dove espongono le grandi boutiques. Va dal parrucchiere un po’ più spesso. Soprattutto ha cominciato a condividere col resto dell’umanità quello humour per anni riservato solo a Carlo. Quando scende da una limousine e adocchia un fotografo, non si nasconde, ma si alza la gonna e fa vedere le gambe: come Diana.