Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 27 settembre 2003
Littorine - Automotrici con motore a scoppio introdotte durante il regime fascista, dal nome della città di Littoria, inaugurata nel 1932 con la corsa di prova di una delle prime macchine a benzina
• Littorine. Automotrici con motore a scoppio introdotte durante il regime fascista, dal nome della città di Littoria, inaugurata nel 1932 con la corsa di prova di una delle prime macchine a benzina.
• Treni popolari. Treni straordinari di sola terza classe, inaugurati nel 1931: in funzione solo nei giorni festivi, consentivano di raggiungere in giornata località turistiche con sconti dell’80 per cento sulla tariffa normale.
• Sfide. Promossa dal giornale automobilistico ”Quattroruote”, nel 1961 la sfida tra una Giulietta dell’Alfa Romeo e il treno ”Settebello” Milano-Roma. Vinse l’auto raggiungendo via Veneto nella capitale in 5 ore e 59 minuti (contro le 6 ore e 37 minuti del treno).
• Binari. La prima linea ferroviaria in Italia, la Napoli-Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839, realizzata interamente con capitali francesi, tracciato di 7,6 chilometri. Seguirono, la Milano-Monza, 18 agosto 1840 (12,7 chilometri), e la Padova-Mestre, 13 dicembre 1842 (28,6). Il record italiano di estensione della rete ferroviaria spettò prima al Granducato di Toscana, nel 1849, per un totale di 220 chilometri, poi al Regno di Sardegna, con 850 nel 1861. Chilometri in esercizio al momento della costituzione del Regno d’Italia: 2.189.
• Frenatori. Figura professionale in servizio nei primi treni, col compito di fermare le ruote della carrozza con i freni a vite azionati da una specie di volante, a seconda dei fischi emessi dal macchinista. Presenti almeno in testa e in coda, in media ce n’era uno ogni sei veicoli nei treni viaggiatori, ogni otto nei treni merci. Il freno continuo usato direttamente dalla locomotiva fu brevettato dalla ditta americana di George Westinghouse, nel 1868, e importato in Italia solo a fine Ottocento.
• Velocità. Quella delle prime locomotive in Italia: 25-30 km/h fino agli anni ’50, 50-60 fino agli anni ’90, quando furono raggiunti i 100 km/h.
• Anglicismi. La parola ”ferrovia”, traduzione dall’inglese railway, si affermò solo nel 1852, sostituendo lentamente la locuzione ”strada ferrata”. A loro volta i francesi, che però continuarono a dire ”chemin de fer”, importarono dall’Italia l’aggettivo ferroviaire.
• Tariffe. Disposizioni tariffarie sulle prime ferrovie napoletane: domestici pur viaggianti in terza classe, se in compagnia dei padroni titolari di biglietti di prima, avevano diritto di accedervi per tutto il tragitto; riduzione del prezzo per i ceti più modesti, per gli uomini se viaggianti in giacca e coppola, per le donne se prive di cappello, per i domestici in livrea (vietato prendere posto in prima e seconda se non decentemente vestiti).
• Cestini. All’inizio del Novecento, in Italia, per i viaggiatori meno abbienti la famiglia Casali di Cesena inventò i cestini da viaggio: in paglia, al prezzo di due lire: contenevano lasagne, cappelletti o tagliatelle, carne, contorni, formaggio svizzero e frutta di stagione.
• Servizi. Gli scaldapiedi, recipienti pieni d’acqua calda forniti solo alle vetture di prima classe, in mancanza di altri sistemi di riscaldamento. Caricati nella stazione di partenza e cambiati in quelle intermedie, rimasero in uso fino alla fine dell’Ottocento, quando le carrozze furono dotate di "scaldiglie" collocate sotto i divani, arroventate dal vapore della locomotiva attraverso una condotta. Le prime ritirate furono introdotte negli anni ’90 (prima i viaggiatori scendevano dal treno per recarsi nei bagni delle stazioni).
• Classi/1. Colori delle vetture per individuare le classi di viaggio a metà Ottocento: verde per la prima, giallo per la seconda, rosso per la terza (in qualche linea, come la Benevento-Napoli e la Napoli-Castellammare, esisteva anche la quarta).
• Classi/2. La riduzione delle classi di viaggio da tre a due in tutte le reti europee, eccetto le spagnole e le portoghesi, a partire dal 3 giugno 1956 (con tariffa di seconda pari a quella precedente di terza, e tariffa di prima di poco più alta di quella precedente di seconda). Nei primi anni Cinquanta viaggiava in prima lo 0,59 per cento dei viaggiatori, contro il 5,42 del 1885 e il 3,32 del 1900.
• Moda. Con i primi treni la moda femminile di indossare abiti più semplici, con gonna, giacchetta e mantello, di stoffe solide e tinte scure resistenti allo sporco: dal blu al verde bottiglia, grigio prugna, color fungo.
• Viaggi. Media di viaggi in treno di un italiano nel Primo Novecento: 1,82 volte all’anno (27,40 volte gli inglesi, 20 volte gli svizzeri, 17,18 volte i belgi, 9,57 i francesi, 5,90 gli olandesi).
• FS. Le Ferrovie dello Stato (FS) istituite in Italia nel 1905 con l’assunzione della gestione da parte del Ministero dei Lavori Pubblici (unico precedente in Europa la statizzazione delle ferrovie svizzere in seguito a un referendum del 1898).