Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 1 settembre 2003
Con l’ultimo Meeting di Rimini (24-30 agosto) si è conclusa la luna di miele tra Comunione e Liberazione e la Casa delle Libertà? «In un anno sono successe molte cose
• Con l’ultimo Meeting di Rimini (24-30 agosto) si è conclusa la luna di miele tra Comunione e Liberazione e la Casa delle Libertà? «In un anno sono successe molte cose. La guerra all’Iraq: il governo con Bush e i ciellini col papa. L’antipatia crescente delle 25 mila imprese della Compagnia delle Opere per il ”finto liberismo” del ministro Tremonti. Le promesse mancate sul buono-scuola. [...] E l’universo ciellino comincia a provare disagio nel conciliare la vicinanza politica al centro-destra con l’abissale distanza morale. Qualche test di sganciamento è già agli atti: alle amministrative i ciellini hanno votato Ulivo a Roma e perfino a Brescia, nel cuore della Lombardia presidiata da Formigoni».
• L’ex ministro ds Bersani è uno dei politici ulivisti più assidui all’appuntamento di Rimini: «Il mondo del Meeting cerca interlocutori sensibili alla sua idea di auto-organizzazione sociale. Un anno fa vide in Berlusconi una promessa di liberalismo capace di offrire spazi di autonomia sociale, culturale ed economica. I fatti non vanno in quella direzione [...]».
• «Solo un anno fa un comizio fluviale di Silvio Berlusconi scatenò il tripudio di 20mila ragazzi e qualche lacrimuccia autentica o mediatica del premier». Quest’anno Berlusconi non c’era. Il leader di Cl Giancarlo Cesana: «Non è che possiamo invitarlo tutti gli anni».
• Ma sarebbe sbagliato pensare che Cl stia virando a sinistra. «Dica la verità, siete un po’ disillusi dal centrodestra... ”Non è il problema della disillusione: si capiva in partenza che queste difficoltà ci sarebbero state. Poi è ovvio, ognuno ha le sue responsabilità: chi governa ne ha di più degli altri [...]. Idealmente una realtà come la Cdl rappresenta di più l’immagine di società a cui tendiamo [...], afferma come preponderante il ruolo della persona rispetto allo Stato. [...] Siamo anche contenti che pure nella sinistra quest’idea a poco a poco cominci a circolare”» (Cesana). Morale: «Non sono più i tempi del berlusconismo a prescindere, anche se le simpatie per il centrodestra prevalgono ancora, e si può affermare che l’edizione 2003 del Meeting consegna alla politica [...] un nuovo e forte soggetto riformista: Comunione e Liberazione».
• 130 incontri con oltre 350 ospiti, 27 spettacoli, 16 mostre e 30 eventi sportivi per circa 600 mila visitatori. «Per un bilancio di oltre 5 milioni di euro, circa 500 mila in più dell’anno scorso che saranno in parte coperti da introiti pubblicitari e dalle entrate prodotte dagli spettacoli e dai servizi». «Chi arriva per la prima volta al Meeting di Rimini non può fare a meno di invidiarli i ciellini. Dal 13 agosto, lavorando con turni di 7 ore fino a mezzanotte inoltrata, hanno messo in piedi questa organizzazione, una struttura deliziosamente mitteleuropea situata nel padiglione della nuova Fiera locale: 80mila metri quadrati di assoluta civiltà. [...] Con 2.400 volontari (soprattutto studenti universitari) e solo 7 organizzatori che lavorano per il Meeting ”professionalmente”. Per il resto, la sorte, o meglio l’entusiasmo, vanno a casaccio: si trova l’ingegnere che fa l’autista, la studentessa di Economia che fa la hostess, il laureando in Legge a cui sono toccate le pulizie, l’aspirante imprenditore che ha il compito di cuocere piadine. [...] Il Meeting di Rimini è l’unico posto al mondo [...] in cui puoi andare al bagno e appoggiare la borsa per terra».
• Anche quest’anno invitati illustri: dai rappresentanti delle gerarchie ecclesiastiche al presidente del Parlamento europeo Cox, al premier peruviano Solari de la Fuente, al ministro argentino dell’Economia Lavagna, all’ex presidente ceco Havel. Per 7 giorni la politica si è trasferita sulla riviera romagnola: molti ministri del governo (come Pisanu, fra i prediletti) i senatori a vita Cossiga e Andreotti, politici di maggioranza e opposizione.
• Il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, inaugurando i lavori ha chiesto all’Ulivo di abbandonare l’ossessione antiberlusconiana, ma ha ricordato che «la maggioranza deve ascoltare le ragioni della minoranza, perché il confronto democratico non può essere un’operazione aritmetica». Il sindaco di Bologna, Guazzaloca, ha rivelato che Fini è «un tifoso del Bologna» mentre D’Alema «è il più intelligente. Lo dicono tutti, lo dico anch’io». Il sottosegretario agli Esteri Baccini ha dichiarato che lascerà il governo per occuparsi del suo partito, l’Udc. Il ministro Frattini ha anticipato la formula del ”multilateralismo efficace” che riassume l’impegno internazionale Ue sotto la presidenza italiana.
• Giulio Andreotti ha partecipato a una tavola rotonda intitolata ”Se ti distrai l’Europa è giacobina”, con il portavoce del Meeting, Robi Ronza, che ha ricordato come sia «meglio una buona Costituzione firmata l’anno prossimo a Busto Arsizio, piuttosto che una cattiva firmata a Roma quest’anno». Nel mirino dei cattolici c’è il mancato inserimento delle radici cristiane nella Carta europea, e l’articolo 51 che prevede «il dialogo con le organizzazioni filosofiche» dietro le quali, suggeriscono loro, si nasconde la massoneria. Il senatore a vita ha replicato così: «Nel trattato conta la sostanza e un riferimento a Carlo Magno o alle radici giudaico-cristiane potrebbe creare difficoltà al dialogo con le altre culture». Ha anche detto di apprezzare «la fierezza di carattere» di Berlusconi e confessato di non sapere se Togliatti sia in Paradiso («spero di avere ancora molto tempo prima di andare a vedere»).
• A Rimini, il leader di Confindustria Antonio D’Amato ha lanciato l’ennesimo monito al governo: «L’importante è fare presto a riformare le pensioni». Il segretario dei Ds, Fassino, giunto con un’ora di ritardo all’incontro con il governatore della Lombardia Formigoni, non ha gradito la battuta d’accoglienza del moderatore, Renato Farina di ”Libero”: «Temevo l’avessero arrestato». Poco dopo il pubblico ha fischiato Fassino che insisteva sull’«uso vergognoso delle commissioni d’inchiesta». Ma i fischi più consistenti se li è beccati il presidente Ds, D’Alema, nell’incontro col vicepremier Fini: tra i 6mila spettatori, più vivaci i fan di Fini, tanto che D’Alema gli chiede: «Non è che questi li hai organizzati tu?».
• La maggioranza, l’opposizione, e quelli con cui il dialogo ”neanche a pensarci”. Giorgio Vittadini, presidente della Compagnia delle Opere: «Certo, siamo delusi, il governo non ha fatto molto e il Paese è stato bloccato due anni sul problema del giustizialismo». [...] Ma l’opposizione «deve avere un programma, l’unico obiettivo non può essere buttar giù Berlusconi. Perciò mi piacciono Enrico Letta, Bersani» mentre «non voglio i girotondini, i no global, i vetero sindacalisti marxisti come Cofferati».
• un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici?». Con questa domanda, tratta dal Salmo 33, gli organizzatori hanno tracciato il percorso principale di riflessione extrapolitica del Meeting. Così il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna: «Mangia nella gioia il tuo pane e bevi di buon animo il tuo vino, ché con questo Dio ti è già stato benigno... Godi la vita con la donna che ami, giorno per giorno» . Il messaggio è stato preso alla lettera: «Il giorno in cui si smonta tutto c’è un’atmosfera triste e plumbea, che alcuni ”combattono” facendo nascere storie d’amore. Sembra che l’accoppiata più ricorrente sia quella che si forma tra hostess e autisti. Questa settimana sono già 4 le nuove famiglie che festeggiano il primo anno di matrimonio».
• Cl cercava la felicità e ha trovato i banchieri. «A noi di Cl piacciono quelli che fanno impresa, intraprendere è una cosa cristiana» proclamano i seguaci di Don Giussani. «E al meeting dopo la politica è arrivata la giornata della finanza. Dei nuovi poteri forti, dei banchieri che volenti o nolenti ”governano” l’Italia dell’economia e del business. Schierati uno a fianco dell’altro, c’erano ieri [...] Corrado Passera (Intesa) e Alessandro Profumo ( UniCredit), Alfonso Iozzo ( San Paolo) e Roberto Mazzotta (Popolare di Milano). E il giorno prima era passato il presidente della Fondazione Monte dei Paschi Giuseppe Mussari, accompagnato da Emmanuele Emanuele (Fondazione Cassa di risparmio di Roma). Nel giro di sole 24 ore tutto il gotha del potere bancario italiano è venuto a rendere omaggio al movimento fondato da don Giussani. Non è certo la prima volta che il meeting dà spazio ai big dell’economia [...] ma stavolta sembra che stia maturando qualcosa di diverso, [...] un rapporto più stretto tra Comunione e Liberazione e i nuovi poteri forti. Non è un singolo che dialoga, ma il sistema bancario in quanto tale. Mussari è arrivato a ringraziare Vittadini per l’impegno profuso nella battaglia per difendere l’autonomia delle Fondazioni bancarie dall’attacco del ministro Giulio Tremonti. E la ”rossa” banca senese ha addirittura sottoscritto una joint venture operativa con la Compagnia delle Opere. [...] Profumo, scherzando ma non troppo, è arrivato a dire che se c’è qualcuno che - come recita lo slogan del meeting - ”vuole la vita e desidera giorni felici” questi è il banchiere moderno» .
• «Noi di Comunione e Liberazione siamo la più grande lobby del mondo, perché abbiamo Dio come principale lobbista [...] Ovattata e guardinga, incentrata su una fitta rete di rapporti personali, sempre ispirata ad un trasversalismo che privilegia i contenuti alle pregiudiziali ideologiche, l’azione dei ciellini si concretizza in una costante e capillare pressione in Parlamento e sull’esecutivo su temi cruciali quali la sussidiarietà, la libertà di educazione, la bioetica, l’immigrazione, la difesa delle Fondazioni, la tutela dei piccoli Comuni. Lobbisti per conto di Dio? ”In un certo senso, sì, a patto però di riferirsi a quello sforzo quotidiano, ispirato alla lezione di don Giussani, che punta a migliorare la vita del prossimo attraverso la fede e l’esperienza del Cristo incarnato”, tengono a precisare dall’interno del Movimento, ancora memori di quando, non molto tempo fa, venivano additati come una setta integralista, impegnata in non chiare trame di potere. Fedeli all’esortazione dongiussaniana di ”immergersi nel mondo”, tocca soprattutto ai parlamentari di ispirazione ciellina condurre nel Palazzo le battaglie del Movimento. Un drappello piuttosto ridotto. Ma che si dà un gran daffare».
• Nata nel ’68 per raccogliere l’eredità di ”Gioventù studentesca” (il movimento cattolico fondato nel ’54 da Don Luigi Giussani), Comunione e Liberazione è riconosciuta come «associazione di diritto pontificio». Nel ’75 nasce il Movimento Popolare, strumento politico di Cl. Dall’86 è attivo anche il suo braccio economico, la Compagnia delle Opere, che riunisce imprese no profit (dal ’98 gestisce assieme alle coop rosse ”Obiettivo lavoro”, terza società di lavoro interinale del mercato italiano).
• A fine settembre Giorgio Vittadini lascerà la presidenza della Compagnia delle Opere e sarà Raffaello Vignali a sostituirlo. «Classe ’63, bolognese di nascita e di spirito, ricercatore universitario, Vignali [...] è un cultore del low profile [...]. Molto legato al leader di Cl, Cesana, Vignali diventerà presidente per cooptazione, sorpassando gli attuali vicepresidenti [...]. A Rimini assicurano che la staffetta non modificherà per niente il posizionamento politico della Compagnia. Insomma chi volesse ricamare su un Vittadini ”falco anti- berlusconiano” e un Vignali ”colomba polista”, avvertono i ciellini, andrebbe fuori strada». Macaluso: «Chi pensa che queste forze siano in procinto di staccarsi dal centrodestra per allogarsi nel centrosinistra, sbaglia. L’Ulivo governante non c’è ancora. Temo che questa fase di transizione accresca solo le astensioni».