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 1996  giugno 01 Sabato calendario

ìBotteghe scure addio. Com’eravamo comunistiî

• Togliatti, ufficio d’angolo al secondo piano di Botteghe Oscure, ampio e luminoso. Scrivania ordinatissima, carta bianca da minuta a sinistra, cartelletta di pelle, portapenne, raro inchiostro verde da lui prediletto.
• Polsini. Commozione dei compagni alla mensa di via Nazionale, dove Togliatti andava a mangiare con le dattilografe, gli uscieri e tutti gli altri: il segretario aveva i polsini della camicia un po’ sporchi e consumati, uniti da una spilla da balia.
• Indirizzo ufficiale di Togliatti: via Ferdinando di Savoia 1, Roma. In questa casa però viveva solo la moglie, Rita Montagnana. Togliatti abitava invece con Nilde Iotti, al sesto piano di Botteghe Oscure, due stanze arredate con mobili d’ufficio, roventi d’estate, gelate d’inverno.
• Rita Montagnana, la moglie: torinese (come lui), professione sartina, vicino a Togliatti per tutta la clandestinità, donna sempre affannata, arrivava alle riunioni con una borsa piena di carte, capelli bianchi tagliati corti, sciatta, disordinata, poco colta, incapace nelle faccende domestiche. Resistette con tutte le sue forze alla storia del marito con l’altra. Il Partito era tutto dalla sua parte.
• Nilde Iotti, l’amante. Laureata alla cattolica, modestamente ricercata nel vestire, bravissima in casa e in cucina. Altra classe, ma il Partito la vedeva malissimo (un partito serio e perbene come poteva permettersi di avere un segretario, se non bigamo, certamente adultero?). Lei infelice in quelle due stanze al sesto piano, dove teneva una valigia sempre aperta per manifestare il desiderio di andarsene. Togliatti volle che entrasse in Direzione nel ’62 forzando l’opposizione degli altri, facendone una questione personale.
• Famiglia. Per il Pci, era necessario che i compagni si sposassero e che si sposassero con una compagna. Teorizzata la famiglia unita e ordinata, i figli, la donna moglie e madre ideale. Ideologia che finisce dritta nell’elogio sperticato, da parte di Berlinguer, di Santa Maria Goretti.
• Divorzio. Antipatia assai forte del Pci per il divorzio. Decisione di Berlinguer di evitare ad ogni costo il referendum, se necessario anche limitando la legge, svuotandola. Trova però contrarie - e compattamente - le donne comuniste, guidate da Adriana Seroni. Nell’ultima riunione della Direzione, quella decisiva, si assiste a questo spettacolo: gli uomini tutti da una parte, le donne (a cui si è aggiunto il solo Macaluso) dall’altra. Vincono le donne e si va al referendum che salverà la legge.
• Voi. «I comunisti tra di loro si dànno sempre del "tu", ma Longo dava del "voi" alle compagne, abitudine stranissima dato che il "voi" aveva tra l’altro un retrogusto fascista. Fu spiegato che questo "voi" dipendeva dal lungo esilio francese, Longo si trovava più a suo agio con quella lingua che con la nostra. Come mai, però, continuava a dare del "tu" agli uomini?».
• Concubini. Gisella Floreanini, valorosissima partigiana milanese, esclusa dalle liste per la Costituente perchè, lasciato il marito, viveva pubblicamente con un altro uomo. Parecchi casi analoghi. Nessuna sanzione invece per Li Causi, Colombi, Terracini, Longo e i molti altri che avevano mollato le mogli per vivere con ragazze più giovani.
• Maternità. Inesistenza dei permessi per la maternità. Per esempio, quando Marcella Ferrara partorì, Togliatti le mandò questo biglietto: «Cara Marcella, che meraviglia che hai avuto un figlio... che cosa stupenda, come sono contento. Pensa tu per favore ai corpi ed ai caratteri e manda subito "Rinascita" in tipografia».
• Case. Ai suoi funzionari il Pci foniva anche le case dove abitare. Per esempio a Roma, palazzina in via Pavia tutta occupata da gente del Pci. Il Partito provvedeva al portiere (un compagno molto fidato) e soprattutto alle domestiche (fidatissime). Appartamenti arredati con mobili da quattro soldi, quasi sempre da ufficio.
• La vita del funzionario di partito era fatta di sacrifici e di esaltazione. Vita familiare irreprensibile, un reddito da operaio metalmeccanico, rigida disciplina, subordinazione di ogni esigenza personale alle necessità del partito.
• Vita del militante. Impegni settimanali di un militante del Pci (da una bacheca di una sezione qualunque dei vecchi tempi): lunedì riunione delle cellule, martedì incontro dei direttivi di cellula, mercoledì riunione del direttivo di sezione, giovedì assemblea con dibattito sulla "situazione attuale" con la presenza di un compagno della Federazione, venerdì lettura collettiva di "Rinascita" (o un corso di studio), sabato affissione dei manifesti, domenica diffusione della stampa di partito.
• Inquisizione. Ammirazione di Pajetta per Sant’Ignazio di Loyola, frate soldato, fondatore della Compagnia di Gesù.
• Diario. «Un comunista non tiene un diario» (Togliatti).